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multiforme e variopinto che ha fatto di Venezia una tappa obbligata.
- Vi confesso, don Ludovico, un certo imbarazzo.
La frase e' studiata, falsa nel contenuto e nient'affatto nel tono; preannuncia la spontaneita' che mi aspetto.
Donna Demetra cinge le mani in grembo: - Voi siete tedesco, e so bene che dalle vostre parti non e' usuale, per non dire assai raro, che una donna parli d'affari a un uomo.
La rassicuro: - Se e' questo il motivo del vostro imbarazzo, allora non temete. Gli accadimenti della vita mi hanno insegnato che la genuina praticita' delle donne e' di gran lunga preferibile alla gretta materialita' degli uomini.
Il sorriso si allarga: - Credevo di farvi un favore nel mostrarmi ingenua: di solito gli uomini traggono un piacere speciale dall'idea di poter comprendere la mente di una donna, di potere prendersene cura dall'alto della loro esperienza. Per trattare con voi altri da pari a pari e' necessario fingere spaesamento e inferiorita', altrimenti il rischio e' quello di recare offesa a un orgoglio facilmente suscettibile.
Annuisco, lasciando scivolare lo sguardo sul collo olivastro e l'ampia scollatura.
- L'orgoglio lasciamolo agli inetti allora, e per una volta, eccediamo alla regola.
e' quello che voleva sentirsi dire: - Vorrei mettermi in affari con voi, e fare di questo posto il piu' esclusivo e il piu' richiesto luogo d'amore di tutta Venezia. Ho alcune idee, in proposito, e voi avete i soldi per realizzarle.
Mi aggiusto sulla sedia e appoggio la guancia su una mano: - Proposta singolare, donna Demetra, l'ospite che diventa tenutario.
Alza una mano per chiedermi di lasciarla continuare: - Non c'e' da lamentarsi per come vanno adesso le cose. Ma l'esperienza mi dice che qualche modifica potrebbe incrementare di gran lunga il volume degli affari della casa.
Contengo la sorpresa divertito: non v'e' femmina tra l'Oder e il Reno che parlerebbe con tanta naturalezza di argomenti del genere.
- Adesso le cose funzionano cos: gli uomini adocchiano le ragazze sulla strada, oppure arrivano qui, attraversano il corridoio tra i divani delle ragazze, si siedono accanto a quella che piu' gradiscono, la invitano e quando decidono di andarsene pagano la camera e il servizio. Cosa piace agli uomini, in questo meccanismo?
Aspetta una risposta, riordino in fretta le idee per salvare la faccia: - Molte cose, direi, a giudicare da come si affezionano. In primo luogo la naturalezza di tutto il rituale.
- Giusto. Come dico sempre alle ragazze: non date l'impressione di essere al lavoro, e quando vi invitano, alzatevi come se vi avessero chiesto un ballo... Dunque si tratterebbe di rendere la cosa ancora piu' naturale. Il cliente dovrebbe avere l'impressione di aver sedotto la sua preferita. Al pianterreno dovrebbe esserci una taverna di gran lusso, con mescita di vini pregiati e cucina. Un posto dove un ricco mercante possa desiderare di venire anche solo per mangiare.
- Piano, piano, donna Demetra, sento gia' che mi gira la testa.
Sorride allo scherzo e riprende: - Pensatela cos: a una certa ora, le ragazze entrano in sala. Qualcuna si siede, qualcuna serve ai tavoli, qualcuna va al banco dei vini. I clienti piu' disinvolti le invitano a sedersi al loro tavolo, quelli piu' timidi chiedono a un cameriere di fare da intermediario.
Donna Demetra si alza lentamente, e sono sicuro che il modo in cui lo fa e' studiato apposta per darmi una nuova e fugace prospettiva della sua scollatura. Si mette dietro di me e comincia a massaggiarmi il collo con la punta delle dita. Un brivido mi fa scappare un sospiro.
- Io credo, don Ludovico, che conquistare una donna a cena, anche solo per finta, sia molto piu' piacevole che farlo sul divano di un corridoio. O sbaglio?
- Giustissimo...
- La seconda proposta e' di allargare il giro delle ragazze. Una quindicina fisse, e un'altra quindicina che viene quando vuole, quando ha bisogno di soldi, quando se la sente. Piu' ricambio ci sara', e piu' i clienti affezionati avranno l'illusione di non aver a 
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