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lessato, il nostro merluzzo viene infarinato, condito di sale, di pepe e di una spezia orientale che chiamiamo cannella. Quindi si fa soffriggere burro, aglio e cipolla, no?, e dopo un po' si aggiungono acciughe sminuzzate, prezzemolo trito e vino. Poi quando il vino si asciuga si butta il latte, capito?, si versa tutto quanto sul pesce e si cuoce fino a che il latte non si ritira. Infine lo si serve squisitamente accompagnato da fette di polenta. Sentite, sentite che meraviglia!
La domestica del libraio Arrivabene mi rovescia nel piatto abbondanti cucchiaiate, mentre il Bindoni mi riempie il bicchiere con religiosa lentezza. Mi parla con un misto di latino, tedesco e italiano, una lingua quest'ultima che riecheggia quella dei mercanti di Spagna e di cui riesco a cogliere qualche parola.
- Nessuna bevanda sa accompagnare il pesce quanto i vini delle colline intorno a Verona, messere.
Perna fa un salto sulla sedia e mi si rivolge in tedesco: - Spero che non abbiate capito quello che ha detto il nostro stampatore qui, perche' altrimenti dovrete fare un segno sul vostro taccuino alla voce Stronzate del Bindoni -. Quindi passa al latino. - I nostri amici non sanno che avete gia' avuto modo di assaggiare il meglio dei vini toscani, capito?, e vorrebbero farvi credere che la Serenissima non ha rivali, in fatto di vini.
- Andiamo, messer Pietro, in Toscana non avete idea di cosa bere con un piatto di pesce, lo sanno tutti!
- Come tutti sanno che il Doge si fa portare le damigiane da Mon-te-pul-cia-no!
- Mi avevano detto, - abbozzo in un latino storpiato, - che i mercanti di Venezia, dopo la scoperta del Nuovo Mondo, sono preoccupati per l'importanza commerciale che potrebbero assumere i porti occidentali. Certo, se tutte le volte che hanno da trattare un affare, si mettono a tavola e cominciano a discutere di salse e di vini, non potranno imputare soltanto a Colombo la loro decadenza.
Perna mi squadra un attimo, prende la mira e spara: - Se invece i mercanti del Nord non la smetteranno di parlare soltanto di affari, presto si troveranno con un monte di quattrini, capito?, ma non sapranno come spenderli, perche' l'aringa affumicata sara' diventata l'unico cibo, la birra l'unica bevanda e la Bibbia di Lutero l'unico libro.
- D'accordo, - sorride Bindoni, - allora proviamo a parlare di libri, che' almeno in fatto di stampa i toscani devono abbassare la cresta. Cosa proponete, esattamente?
Perna e' incredibilmente sintetico, forse per consentirmi di cogliere ogni parola: - Il Beneficio. Lui finanzia e distribuisce nel territorio della Repubblica, tu stampi, Arrivabene vende a Venezia e io mi occupo del milanese.
Bindoni si gratta la barba nera. e' un uomo sulla quarantina, un accenno di stempiatura e la carnagione olivastra.
- Piano, Perna, vacci piano. La stai facendo troppo facile.
- Come? Quante copie ne hai vendute finora?
- Circa tremila, l'intera tiratura. Ma adesso bisogna essere piu' prudenti. Dall'anno scorso la Magistratura degli Esecutori non supervisiona solo il gioco d'azzardo e la bestemmia, ma anche la violazione delle leggi sulla stampa.
Perna ha l'accortezza di informarmi in tedesco: - Sono i censori di Venezia -. Quindi guarda Bindoni corrucciato e prende una sorsata di vino: - Ma a Venezia s'e' sempre stampato di tutto.
Bindoni: - S, ma adesso i Dieci si sono fatti piu' furbi. Ogni libro prima di essere stampato deve ricevere l'autorizzazione degli Esecutori. Ho dei seri dubbi che la concederebbero al Beneficio di Cristo.
Perna mi guarda per sincerarsi che anch'io abbia afferrato tutto quanto, quindi si rivolge ai due compari: - C'e' qualche problema a stamparlo clandestinamente?
Bindoni: - No, ma serve qualche titolo di copertura. Se chiedo l'autorizzazione per nove opere ci sono buone possibilita' che la decima passi inosservata, mi spiego?
Perna mi lancia un'occhiataccia mentre sto per prendere il baccala' con le mani, e mi sventola sotto il naso un attrezzo biforcuto: - For-chet-ta!
Quindi infilza un pezzo di
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