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spalanca, gli occhi terrorizzati di Marco mi fissano.
- Che succede?
- Gran disgrazia, signore, terribile... Vuole ucciderla, son sicuro che vuole ucciderla! - Lo sproloquio continua in veneziano.
- Non capisco niente. Che succede!?
- Il Mulo, signore mio, il Mulo e' di sotto, con due dei suoi, vuole punire donna Demetra, Dio Santissimo, l'ammazza!
Lo spingo fuori dalla stanza.
- Chi e' il Mulo?
- Tiene le puttane di calle de' Bottai, dice che donna Demetra gli ha rubato le ragazze... - Il resto diventa incomprensibile.
Scendo le scale. Nella taverna sembrano passati i lanzichenecchi: tavoli ribaltati, sedie spaccate. Le ragazze si stringono in un angolo terrorizzate, tre uomini in piedi, uno tiene un coltello alla gola di donna Demetra.
Cinque passi tra me e il piu' vicino: trent'anni al massimo, un bastone acuminato in mano. Il piu' grosso blocca donna Demetra per i capelli, la lama sulla pelle, il terzo e' sulla porta.
Mi vedono. Il grosso dice qualcosa in veneziano. Faccia stolta assassina. e' il capo.
Quello con il bastone si fa sotto, un colpo inesperto, gli blocco il braccio e gli spacco il naso con una testata. Barcolla indietro sorpreso. Raccolgo il bastone, guardo negli occhi il Mulo e sputo per terra.
Ghigna storto. Getta donna Demetra sul pavimento e le grida qualcosa, puntandole l'indice contro.
Fa per avvicinarsi: gli rompo il bastone sulla spalla e con il moncone lo colpisco allo stomaco. Si accuccia, gli ho fatto male.
Estraggo il pugnale e glielo infilo in una narice, la testa bloccata per i capelli.
Un'occhiata agli altri due: le mani sul naso grondante, fuori gioco, il secondo sta gia' pensando di svignarsela, lo dice il suo sguardo.
- Marco!
Il ragazzo e' dietro di me: - Santiddio, signore, lo volete ammazzare!?
- Digli che se lo rivedo da queste parti gli stacco la testa.
Il ragazzo sbofonchia qualcosa in veneziano.
- Digli che se tocca donna Demetra o una delle sue ragazze, lo vado a cercare e gli stacco la testa.
Marco prende coraggio e ci mette la rabbia che mi manca.
Spingo il Mulo verso l'uscita, l'ultimo slancio glielo da' un sonoro calcio nel culo. I due compari si infilano dietro di lui.
Donna Demetra si alza, sistemandosi il vestito e l'acconciatura.
- Vi ringrazio, signore. Non potro' mai sdebitarmi per quello che avete fatto.
- e' sufficiente che mi diciate chi ho picchiato, donna Demetra, e saremo pari.
Raccoglie una sedia, mentre le ragazze la circondano d'attenzioni e Marco le porge dell'acqua.
- Il Mulo e' il tenutario dei bordelli di calle de' Bottai.
- E vi odia tanto?
Si scioglie i capelli: - Alcune delle ragazze che lavoravano per lui hanno deciso di venire con me. Non erano soddisfatte del trattamento che il Mulo riservava loro. Paga scarsa e cinghiate, non so se capite...
Annuisco: - Posso immaginare, non aveva l'aria del gentiluomo.
Donna Demetra sorride: - I gentiluomini possono fare anche di peggio, signore mio, ed e' per questo che il vostro intervento di oggi non basta a prevenire tutti i rischi del mestiere.
- Capisco. Finche' ci saro', allora, donna Demetra, spero vorrete accettare i miei servigi.


Capitolo 10
Venezia, 20 giugno 1545

Pietro Perna arpiona una fetta di pane imburrato e tra un boccone e l'altro si lancia nella descrizione del piatto forte della serata.
- Signori, una piccola lezione di come l'arte culinaria di queste terre ha saputo insaporire e rinnovare una tipica ricetta oltremontana: il merluzzo essiccato. I nostri amici nordici si limitano a lessare questo pesce dopo averlo tenuto in bagno per due giorni -. Si avvicina e mi abbraccia con aria di commiserazione. - Io dico: quale imperdonabile mancanza di fantasia. A proposito, compare, l'avete mai assaggiato prima?
- Certo, molte volte.
L'italiano soffia via una risata tra le labbra e alza gli occhi alle travi del soffitto: - Di sicuro e' un'esperienza che vi e' scivolata sul palato. I sapori che gusterete oggi, al contrario, vi lasceranno un ricordo imperituro. Ebbene: dopo esser stato
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