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collo, in una lingua che riconosco appena e in mezzo a un pullulare indescrivibile di volti e di voci. Balbetto un incitamento ad andare e in un attimo mi ritrovo cinquanta passi dietro di lui, a naso all'aria, come un sughero nella corrente. Osservo i visi della gente che affolla queste strade strette di botteghe e banchetti; ascolto i dialetti e le cadenze piu' strane, una lingua che mi pare slava, un'altra che direi araba.
Questa viuzza selciata mi scaraventa lontano dal mondo che ho conosciuto finora. Altre volte ho annusato l'odore delle spezie, altre ho aspirato il fumo del tabacco, ma mai come ora ho avvertito la sensazione di trovarmi a un crocevia di luoghi possibili. Un suk di Costantinopoli, un porto del Catai, una stazione di cambio a Samarcanda, una festa per le strade di Granada.
- Grande signore, allora, vuoi comprare qualcosa? Chiedi a me, ti consiglio io.
La guida mi ha raggiunto di nuovo e mi strattona violentemente per un braccio. Mi scruta con uno sguardo strano e ho come l'impressione che cominci a dubitare delle mie capacita' mentali.
- Vedi eccellentissimo? Questo qui, che in tutte le citta' d'Italia si chiama piazza, qui a Venezia lo chiami campo, e le vie, e le strade, sono calle stretta stretta, e fondamenta a bordo del canale, e salizada e la ruga...
La strada si riaffaccia sull'acqua in corrispondenza con l'imboccatura di un imponente ponte di legno. Dal numero delle navi ormeggiate sulle due rive del canale, alla destra del ponte, e dal traffico incessante di carico e scarico merci, pare proprio di essere arrivati nel cuore del commercio della Serenissima.

- Rialto, signore!
Uno splendido ponte ligneo con parte superiore apribile al passaggio delle navi piu' grandi.
Sulla destra una loggia enorme, le pareti esterne affrescate per tutta la lunghezza del caseggiato.
- Dipinti da Giorgione, eminentissimo, e dal suo allievo Tiziano, conosci? No? Gran meraviglia, signore... Pittori famosi, Tiziano dipinge l'Imperatore.
Nel cortile interno, il brusio indistinto che si leva dalle fitte trattative commerciali e' composto da almeno quattro dialetti tedeschi. Gente del Nord, teste bionde, baffi spioventi, e mescita di birra.
- Il Fondaco dei Tedeschi, nobilissimo, per i tuoi affari. Banche, agenti, ricchi. Vedi quell'agenzia la' sotto? Fugger, i piu' grandi banchieri del mondo, conosco l'agente, posso presentartelo se vuoi, signore, e' mio amico, gli procuro le puttane, lui mi insegna la tua lingua...
- Se volevo incontrare dei tedeschi restavo in Germania, non credi?
- Giustissimo, signore, non interessano i commerci, meglio il piacere, no? Puttane bellissime...
- Un posto dove sistemarmi. Letto decente, vitto decente.
- Dove non dare nell'occhio? Certo, magnifico, detto fatto, vieni, ti porto io, un posto discreto, buona cucina, buoni letti e buone donne... molto buone donne, niente domande, Corte Rampani, in San Cassiano, vieni, non e' lontano, passato il ponte, donna Demetra ti conosce volentieri, un signore importante come te...

- Calle de' Bottai, magnifico signore, siamo quasi arrivati.
- Ci sono puttane dappertutto. Le donne di questa citta' praticano qualche altro mestiere?
- Non cos redditizio, signore. Il Consiglio voleva confinare i bordelli in Corte Rampani, ma non c'era posto per tutti, quindi, come dici, ha chiuso un occhio, s? Ecco, questa e' la locanda del Caratello. Annuncio il mio signore a donna Demetra.
Le due ragazze che stanno sulla soglia dicono qualcosa in veneziano, gran sorrisi e, tette che traspaiono sotto i vestiti sufficientemente discinti. e' una casa in legno e muratura, di tre piani. Sulla porta campeggia un'insegna raffigurante una piccola botte. La guida si intrufola dentro lasciandomi in compagnia delle giovani puttane.
- Allemanno?
Faccio un mezzo inchino, ricambiato da entrambe. Quella che sembra piu' giovane cerca le parole nella mia lingua.
- Mercante?
- Viaggiatore.
Traduce per l'amica e se la ridono insieme.
Scopre una tetta prosperosa: - Vuoi?
Il tono
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