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come?
Fare in modo che il Concilio lo scomunichi subito e smascherarne gli autori? Attribuirlo a Pole e al suo circolo di amici?
No, l'inglese negherebbe tutto, la sua credibilita' e' troppo alta per imputarlo di eresia, e poi non ci sono prove che sia stato lui a redigere il libro. Se riuscisse a scagionarsi ne uscirebbe piu' forte che mai. Questo il mio signore lo sa; e' uomo troppo prudente per concedere una tale opportunita' al suo maggiore avversario.
Meglio invece: ordire una tela, dove uno dopo l'altro cadono tutti i cardinali che guardano con simpatia ai riformati. Un libro che passa di mano in mano, di biblioteca in biblioteca, e contamina chiunque lo tocchi. E quando raccogli la rete, prendi tutti i pesci grossi in una volta. Occorre lasciarlo circolare, anche se il Concilio lo scomunicasse, lasciare che gli amici di Pole lo leggano, ne restino affascinati, cos come sono affascinati da quel bell'intelletto inglese. Intanto Carafa lavora, costruisce passo passo la macchina che lo mettera' nelle condizioni di incastrarli tutti in un colpo solo. S, e' cosi' che ragiona il mio signore. Ma un gioco del genere puo' sfuggire di mano, diventare troppo grande anche per la sua mente ubiqua.

Sul Concilio
29 giugno 1542: pubblicata la bolla papale di convocazione del Concilio ecumenico.
21 luglio 1542: bolla papale Licet ab initio che istituisce la Congregazione del Sant'Uffizio dell'Inquisizione.
Tra queste due date, ripresa della guerra tra Carlo V e Francesco I.
A quanto pare, se non e' Concilio, e' guerra, di eserciti o di intelletti, non fa troppa differenza.
De Concilio: una difesa velata delle tesi del Beneficio di Cristo. I cardinali Spirituali vogliono trasformare il Concilio di Trento nella sede privilegiata per affrontare la questione della giustificazione. Il Concilio dovrebbe diventare la forza contrapposta all'Inquisizione, che va irrobustendosi sotto l'astuta guida di Carafa. Non vi sono dubbi che il mio signore si prodighera' affinche' le tesi del Beneficio vengano condannate ancor prima d'essere discusse.

Su Carafa
C'e' da chiedersi cosa mai troverebbe Vesalio, il necrofilo, dentro quest'uomo il cui sguardo sembra puntare verso un orizzonte troppo lontano, non di questa terra. Forse tutto il timore che Egli incute. O la grazia divina della mente insondabile del Creatore sotto le celate fattezze della crudelta'.
Chi e' mai costui?
Padrone mio e monaco, maestro di simulazione e dissimulazione, da gena nata per comandare, vescovo prima e poi povero teatino per voto. Nemico dell'Imperatore, che tenne infante sulle ginocchia, gia' disprezzandolo; di intuito che parrebbe diabolico, se non se ne conoscesse la fede; sommo architetto del Sant'Uffizio, rinato per lui e sotto di lui, che ne custodisce i segreti, le mire, e lo fa crescere come una prole amata, con smisurata energia, a un'eta' che gran parte degli uomini gia' da lungo tempo trascorre tra vermi e terra; apostolo di cio' che oltre ogni cosa lo esalta: la guerra spirituale, lotta interiore ed esteriore, senza quartiere, alle seduzioni dell'eresia, sotto qualsiasi forma si presentino.
Chi e' mai costui?

Su di me
L'occhio di Carafa.


Capitolo 6
Passo del San Gottardo, 17 maggio 1545

Non avrei dovuto farlo. Tornero' a controllare i gesti, la mente?
Buffa, sublime, paurosa visione.
Oppure abbandonarmi completamente?

I boschi ondulati del Mittelland fino a raggiungere l'Aare, poi lentamente sul piatto e largo barcone passando Olten, Suhrsee e finalmente Lucerna, all'estremita' profonda del cupo lago dei cantoni, dove incrocia la Reus. Da l, a dorso di mulo, due anzi, uno per il bagaglio e i libri di Perna, tra le centinaia che risalgono carichi i fianchi del torvo Monte Pilatus sbuffando su sentieri spesso impervi, ma fitti di traffico e umani e carri e bestie. Su e giu' da questo transito obbligato di pendii assolati e prati alpestri, di foreste selvagge e splendide, contornate di vette aguzze, nitide d'aria pungente tagliata alle estreme altezze
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