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Signoria Vostra per comunicare che il dado e' tratto. Reginaldo Polo ha infatti deciso di compiere la prima mossa.
Come certo la S.V. sapra', Sua Santita' Paolo III ha dato incarico al Polo di redigere un documento che illustri gli intenti del Concilio, in previsione della sua prossima apertura nel mese di dicembre.
Ebbene proprio oggi ho avuto modo di ascoltare una conversazione tra l'inglese e il Flaminio nella quale sono stati affrontati i contenuti di tale documento, che porta il titolo quanto mai neutrale di De Concilio.
Pare che il primo argomento introdotto dall'inglese sia proprio la definizione della dottrina della giustificazione. Per esporreil problema egli ha usato toni tenui e apparentemente innocenti, e nondimeno tendenziosi, avallando gia' una qualche compatibilita' tra la dottrina protestante e quella cattolica. e' quindi ormai certo che il cardinale vuole impegnare fin dalle prime battute i padri conciliari nella ricerca d'un compromesso con i luterani.
La stampa e la diffusione del Beneficio di Cristo emergono oggi nella loro vera luce: quella d'una strategia ponderata.
Da due anni a questa parte il Polo e i suoi amici sono riusciti a diffondere i semi delle loro idee cripto-luterane attraverso quel malefico libello, nonche' a scatenare la discussione sui suoi contenuti, e adesso sperano di raccoglierne i frutti a Trento.
Che Iddio onnipotente ci protegga da una tale sventura, illuminando l'animo del mio signore e consigliandogli le indispensabili misure preventive.
Baciando le mani della Signoria Vostra, alla Sua cura mi raccomando,
di Viterbo il giorno 13 maggio 1545
Il fedele osservatore di Vostra Signoria
Q.


Il diario di Q.

Viterbo, 23 maggio 1545

Nell'affresco sono una delle figure di sfondo.
Al centro campeggiano il Papa, l'Imperatore, i cardinali e i principi d'Europa.
Ai margini, gli agenti discreti e invisibili, che fanno capolino dietro le tiare e le corone, ma che in realta' reggono l'intera geometria del quadro, lo riempiono e, senza lasciarsi scorgere, consentono a quelle teste di occuparne il centro.

Con tale immagine nella mente mi risolvo a tenere questi appunti.
In tutta la vita non ho mai vergato righe per me stesso: non v'e' pagina del passato che possa compromettere il presente; non v'e' traccia alcuna del mio passaggio. Non un nome, non una parola. Soltanto memorie a cui nessuno puo' credere, giacche' sono quelle di un fantasma.

Ma ora e' diverso: oggi forse e' piu' difficile e rischioso che a Mnster. Gli anni italiani insegnano che i palazzi sono micidiali quanto i campi di battaglia, solo che qui dentro i rumori della guerra sono attutiti, assorbiti dal parlottio delle trattative e dalle menti acute e assassine di questi uomini.
Niente e' cio' che sembra dentro i palazzi romani.
Nessuno puo' cogliere il quadro d'insieme, vedere contemporaneamente la figura e lo sfondo, l'obiettivo finale. Nessuno eccetto coloro che tengono i fili di quelle trame, uomini come il mio signore, come il Papa, come i decani del Sacro Collegio.

Pro memoria: capire, annotare, non tralasciare dettagli in apparenza irrilevanti, che potrebbero risultare chiavi di volta di un'intera strategia.

Gli elementi del quadro: un libro pericoloso; un Concilio imminente; un uomo potentissimo; il servitore piu' segreto.

Sul Beneficio di Cristo
Sono quasi due anni che il libro e' stato stampato. Ha scatenato polemiche (gia' il cardinale Cervini lo ha vietato nella sua diocesi), ma ciononostante continua a circolare indisturbato e anzi, conosce grande diffusione.
I viterbesi fanno finta di niente, e intanto si preparano a portare le tesi del libro al Concilio di Trento (Reginald Pole: Ci sono tempi e luoghi giusti per le idee, che scelti con cura possono impedire ai nuovi tribunali di fermarle). Pole spera di battere Carafa sul tempo: la diffusione delle idee riformate contro la costruzione dell'Inquisizione.
Il Beneficio di Cristo puo' essere un'arma a doppio taglio che colpisca chi l'ha forgiata? E 
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