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il fiato e mi scruta per un lungo momento, poi con gli occhi stretti: - E se il prossimo Papa fosse disposto a dialogare? E se fosse uno di quelli contrari ai metodi del Sant'Uffizio?
- Un Papa e' sempre un Papa.
Un gesto di disapprovazione: - Ma vivere e poter continuare a dire la propria e' ben diverso dal morire arrostiti.
Fa per raccogliere la borsa e andarsene, ma questa volta sono io che lo trattengo.
- Aspettate.
Si ferma. Guardo questo piccolo uomo che suda astuzia e forza da tutti i pori. C'e' qualcosa di Eloi nel guizzo degli occhi, qualcosa di Gotz von Polnitz nella determinazione della parola.
- Cosa direste se vi dicessi che non m'importa piu' di cambiare alcunche'?
Sorride: - Direi che dovreste partire subito per l'Italia, prima che il fango di questa citta' vi soffochi la mente.
- Puttane, affari, libri proibiti e intrighi papali? e' questo che promettete?
Fa un piccolo saltello, mentre gia' si allontana cercando di allungare il passo: - C'e' forse qualcos'altro che da' sapore alla vita?


Capitolo 5
Basilea, 28 aprile 1545

- Ho sentito che siete in partenza. Vogliamo parlare di affari?
Ridacchia raggiante e mi fa entrare nel soggiorno, dove scoppietta il fuoco e ci attendono due poltrone. La bottiglia di vino campeggia immancabile sul tavolo. Sembra quasi che mi stesse aspettando.
Si frega le mani, sporgendosi in avanti, le orecchie tese.
Proprio non riesco a non sorridere davanti a quest'uomo.
- Se devo investire i miei soldi, e' necessario che mi spieghiate cosa avete in mente.
Annuisce con ampi cenni del capo: - Certo, e' sacrosanto. Ma in cambio voi mi direte che cosa vi ha convinto.
- Mi sembra accettabile.
Saltella fino alla borsa da viaggio dalla quale estrae il libretto giallo.
- Ecco qua: Il Beneficio di Cristo, di fra' Benedetto da Mantova. Questo e' l'affare del momento. Il Bindoni lo ha stampato a Venezia nel '43 ed e' riuscito a venderne alcune migliaia di copie. Io stesso ho contribuito a diffonderle, il mio contratto con Bindoni mi garantisce la meta' netta dei guadagni.
- Venite al dunque.
Punta i piedi e avvicina la poltrona alla mia, l'espressione furba di chi sa di poter vendere pellicce agli svedesi: - Bindoni ha del fegato, capito?, ma gli mancano i soldi e la necessaria ampiezza di vedute. Mi spiego meglio: nella Repubblica di Venezia non e' difficile vendere libri come questo, diciamo cos, non ortodossi: i veneziani ci tengono a rimanere indipendenti dal Papa anche sulle questioni religiose, altrimenti il Bindoni se lo scordava di stampare il Beneficio. Ma se una persona in gamba e con quel poco di scaltrezza che serve per viaggiare il mondo, si incaricasse di portare le copie in giro per l'Italia, a Ferrara, a Bologna, Modena, Firenze... accederebbe a un mercato potenzialmente illimitato.
- Mmh. Occorrerebbe aumentare la tiratura. Siete sicuro che questo Bindoni e' disposto ad assecondarci?
- Come no? I veneziani fiutano gli affari a distanza, se anche lui non fosse interessato, troveremmo un altro stampatore in men che non si dica, capito? Venezia e' la capitale della stampa!
Resta muto a cercare il mio assenso con gli occhi sbarrati.
Fuori in strada, un gruppo di studenti intona una canzone volgare che si perde lungo la via.
Altre miglia, altre terre, citta'.
- Immagino che dovrei essere io a viaggiare per l'Italia con le copie del libro.
- e' un affare che divideremmo equamente, capito? Io mi occuperei del Milanese e di Roma. A voi spetterebbero il Nord-est, l'Emilia e Firenze. Pero' e' indispensabile che qualcuno vada a Venezia a contattare gli stampatori e a metterli al lavoro sul Beneficio. Date retta, questo libro puo' vendere decine di migliaia di copie.
Lo guardo storto: - Ho combattuto Lutero e i preti per tutta la vita, e adesso dovrei mettermi al servizio dei cardinali innamorati di Lutero?
- Un servizio ben retribuito, compare. E utile a chi, come voi e me, pensa che e' meglio se i libri e le idee continuano a circolare liberamente, senza tribunali
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