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non mi consente di capire il resto della frase.
Lo affianco: - Cosa intendevate dire? Cosa vuol dire che devono pensare a qualcosa di diverso?
L'italiano sorride e scuote la testa: - Venite con me -. Mi trascina per un braccio al bordo della strada, ci infiliamo in un vicolo, il suo modo ridicolo di camminare, come se saltellasse, mi stampa un sorriso irriverente sulla faccia. Quest'uomo ha lo strano potere di mettermi di buon umore.
- Ascoltate, compare. Qui non c'e' piu' niente da fare. Tutti i vostri amici... - si blocca davanti alla mia mano alzata, - perdonatemi: tutti gli amici di messer Oporinus, sono carissime persone, capito?, ma non andranno da nessuna parte -. Gli occhietti neri frugano le rughe del mio volto in cerca di qualcosa -. Le loro preoccupazioni si esauriscono nelle divergenze o nei punti d'accordo tra il loro pensiero e quello di Giovanni Calvino. E gente come me, e come voi, compare, sa benissimo che le leve del mondo sono ben altre, capito?
- Dove volete arrivare?
Stringe ancora il mio braccio: - Suvvia, messere! Non prendiamoci in giro: se deve essere un libraio italiano a dire loro come stanno le cose, significa che queste bellissime teste non vedono al di la' del loro naso! Scrivono trattati teologici per altri dottori, capito?, e il giorno che li verranno a prendere per legarli a un palo con qualche fascina sotto, forse allora apriranno gli occhi! Solo che sara' troppo tardi. Quello che intendo, amico mio, e' che i giochi sono fatti. Su in Germania ne avete fatto di chiasso, e ve le siete anche suonate di santa ragione, e poi ci sono stati gli olandesi, gran buontemponi quelli, matti come cavalli, e adesso i francesi e gli svizzeri, e Calvino che diventa la stella della rivolta contro il papato. Tutte balle messer mio, il potere, il potere, per questo si scannano. Per carita', non dico che il vecchio Lutero non ci credesse, non dico che l'aitante Calvino non ne sia convinto, ma sono soltanto pedine. Se non facessero comodo ai potenti, quei corvacci neri non sarebbero nessuno, ve lo dico io, nes-su-no!
Mi libero dalla presa, ubriaco di parole. Perna alza le spalle e allarga le braccia incredibilmente corte: - Io faccio il mio mestiere, capito? Io sono un libraio, vado in giro, vedo un sacco di gente, vendo i libri, scopro talenti nascosti sotto montagne di carta... Io propago idee. Il mio e' il mestiere piu' rischioso del mondo, capito?, sono responsabile della diffusione dei pensieri, magari di quelli piu' scomodi -. Indica in direzione della casa di Oporinus. - Loro scrivono e stampano, io diffondo. Loro credono che un libro valga in se' e per se', credono nella bellezza delle idee in quanto tali.
- Voi no?
Un'occhiata di sufficienza: - Un'idea vale se viene diffusa nel posto e nel momento giusti, amico mio. Se Calvino avesse stampato la sua Institutio tre anni prima, il re di Francia lo avrebbe bruciato nel tempo d'uno sbadiglio.
- Ancora non capisco dove volete andare a parare.
Saltella sul posto nervoso: - Diavolo, ascoltate, no?! - Estrae dall'inseparabile borsa un libretto ingiallito. - Prendete Il Beneficio di Cristo. Piccolo, agile, chiaro, sta in una tasca. Oporinus e i suoi amici lo vedono come una speranza. Sapete invece cosa ci vedo io? - una piccola pausa a effetto. - Guerra. Questo e' un colpo basso, questo e' un'arma potente. Credete che sia un capolavoro? e' un libro mediocre, risciacqua e sintetizza l'Istituzione di Calvino. Ma dov'e' la sua forza? Nel fatto che cerca di rendere la giustificazione per sola fede compatibile con la dottrina cattolica! E questo cosa significa? Che se questo libro si diffonde e ha successo, magari tra i cardinali e i dottori della Chiesa, forse voi e Oporinus, e i suoi amici, e tutti gli altri non avrete l'Inquisizione che vi alita sul collo per il resto dei vostri giorni! Se questo libro trova il plauso della gente giusta, i cardinali intransigenti rischiano di trovarsi in minoranza, capito? I libri cambiano il mondo soltanto se il mondo riesce a digerirli.
Tira 
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