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abbarbicato sulla sedia troppo alta, i piedi a penzoloni.
Oporinus riprende: - Ebbene, un evento di tale portata non puo' vederci in disparte, silenziosi spettatori. e' molto probabile che per facilitare l'intervento dei migliori dottori della protesta luterana il luogo prescelto per questo Concilio sia la citta' neutrale di Trento, tra Roma e le terre tedesche, non troppo distante dalla nostra Basilea.
- Vorreste farci invitare tutti al Concilio? - Il tono e' tra l'ironico e l'incredulo, la battuta proviene da una delle sedie dirimpetto a Oporinus.
Lo stampatore scuote la testa: - Non dico questo. Ma forse sarebbe opportuno scrivere a Ginevra per far sapere a Calvino e ai suoi che non vogliamo essere lasciati in disparte, che vorremmo dire anche noi la nostra, magari pubblicare qualcosa, anche solo un documento che possa essere letto davanti ai cardinali cattolici. Potremmo scrivere a Serveto a Parigi, fare in modo che componga qualcosa per l'occasione...
Dalla seconda fila si alza un uomo pallido e magro, accento francese, deve avermelo presentato Oporinus, ma gia' non ricordo piu' il suo nome.
- Non crederete veramente che Lutero, Melantone e Calvino vorranno partecipare a quel Concilio?
- E perche' no? Se i cardinali si sono risolti a convocare un Concilio, significa che temono il dilagare della Riforma e sono disposti a un compromesso, magari ad aprirsi ad alcune istanze...
Leroux, ecco come si chiama, concitato: - Se Lutero va al Concilio, non tornera' indietro. E cos per tutti gli altri. Se i papisti riescono ad averli a un tiro di schioppo, non resisteranno alla tentazione di prenderli e bruciarli. Li conosciamo troppo bene...
Teste che annuiscono, alcuni storcono la faccia, Perna dondola le gambe e sfoglia svogliato i libri che ha in grembo.
Alle spalle del francese Joris e' in piedi, alto e biondo, agitando una mano bianca: - Io vi dico che se Calvino e Lutero riuscissero a mettere le mani su alcuni dei presenti, riserverebbero loro la stessa fine. Che ci importa del Concilio? Ammesso che si faccia davvero, sara' una trappola per allocchi e se qualcuno dei corvacci di Ginevra o di Wittenberg ci finisce dentro, non saro' io a compiangerlo!
Oporinus interviene per placare gli animi: - No, Joris, questo non dovete dirlo. I dissensi che separano alcuni di noi da Lutero e Calvino non devono spingerci a fare d'ogni erba un fascio. E anche sul Concilio non condivido la vostra opinione.
L'olandese alza le spalle e si risiede: - Fate che quel Concilio vada in porto e di opinione ve ne imporranno una soltanto.
- Quello che intendo, - prosegue lo stampatore, vincendo il brusio che l'intervento dell'anabattista ha provocato, - e' che Calvino e Lutero faranno di tutto per lasciarci fuori da qualunque trattativa e se mai concludessero un accordo con Roma, esso sara' dannoso per chiunque non si riconosca pienamente nelle loro proposte. Che ne sara' dei Michele Serveto, dei Lelio Socini, dei Sebastian Castellion? - Lo sguardo di Oporinus percorre la sequenza di volti. - Che ne sara' di noi, fratelli?
Dalla sedia piu' esterna, in fondo alla fila, il basileese Serres interviene: - Non ci sara' nessun accordo, Oporinus, perche' i papisti non cederanno mai sulla giustificazione per opere, e Lutero e Calvino dall'altra parte non sono disposti a muoversi d'un passo dalla giustificazione per sola fede. Per loro vorrebbe dire lasciare ancora uno spazio al potere anticristiano del Papa, alle indulgenze, alla compravendita della fede...
- Questo non possiamo saperlo con certezza assoluta, Serres. Esiste piu' d'un cardinale in Italia che invece vede di buon occhio una pacificazione con i protestanti e apprezza la teologia luterana. Esiste gia' una letteratura in proposito, piccole cose forse, ma si tratta di segnali importanti. Avete letto tutti Il Beneficio di Cristo. Si dice che il suo autore sia un frate appoggiato da importanti letterati italiani e perfino da un cardinale! Questi sono fatti, fratelli miei, non possiamo ignorarli. Se esiste la
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