<A HREF="Q_secondaparte027"><</A>
crede di conoscerla bene, capito? Si resta completamente in balia di quella citta'. Un labirinto di canali, vicoli, chiese e palazzi che ti compaiono davanti come in sogno, senza un legame apparente con quanto hai potuto vedere fino a quel momento.
Pietro Perna, come al solito, si perde a parlare dell'Italia, mentre stappa una bottiglia del miglior vino del mondo. Dalla finestra del retrobottega di Oporinus, il cielo di Basilea e' di un grigio che tende al bianco, come se qualcuno l'avesse privato del colore, ma, sara' l'odore del vino o l'accento latino del mio interlocutore, ho l'impressione che il sole inondi la stanza.
- Non stavate parlando dei presunti autori del Beneficio di Cristo, messer Pietro?
- Giusto, - risponde pulendosi il baffo col dorso della mano, - non perdiamo di vista la questione principale. Il libro ufficialmente e' anonimo, ufficiosamente si dice sia stato scritto da fra' Benedetto Fontanini da Mantova e sotterraneamente si afferma sia opera di menti vicine al cardinale inglese Reginald Pole.
Lo interrompo subito: - Immagino che non vi spiacera' se vi chiedero' qualche informazione in piu' sulle vicende italiane, perche' questa storia di cardinali che citano Calvino non mi torna fin da principio. E forse il vino non e' la bevanda migliore per questa nostra discussione.
Sgrana gli occhi e si versa un altro bicchiere: - Questo qui e' Chianti, signor mio, potete berne quanto volete e la testa vi parra' sempre piu' leggera. Lo infiascano i miei genitori, in un podere nei pressi del villaggio di Gaiole. e' un vino che ha onorato la tavola di Cosimo de' Medici, capito? Una bevanda i-ni-mi-ta-bi-le!
Si accorge del mio gesto e riprende: - Torniamo a noi, compare. Il medico spagnolo Michele Serveto ha descritto gli italiani come diversi tra loro in tutto: governo, lingua, costumi e tratti somatici. Ci unirebbe soltanto l'antipatia degli uni verso gli altri, la mancanza di coraggio in guerra e la spocchia verso gli ultramontani. Per la fede si puo' quasi dire altrettanto: da una parte c'e' chi invoca la conciliazione con i luterani, dall'altra chi da' la precedenza assoluta alla guerra contro l'eresia e rispolvera il Sant'Uffizio dell'Inquisizione. Tra il popolo e' molto diffuso l'odio per i preti e quindi la simpatia per quella che tutti chiamano fede germanica, ma si potrebbe pure dire il contrario, capito? Come si potrebbe anche dire che molti contadini ignorano che cosa sia la Trinita', si comunicano e confessano a Pasqua per far contento il parroco e il resto dell'anno vivono delle loro superstizioni.
Cerco di immaginarmi la terra descritta dalle parole di Pietro Perna, mentre sorseggio il secondo bicchiere di quel suo squisito prodotto. L'Italia: forse e' vero che non posso morire senza renderle visita. Del resto, ho la sensazione che molto di quel che ho passato abbia preso le mosse di la', non da ultimo lo sterminio di Eloi e degli Spiriti Liberi, che proprio l'Inquisizione ha indicato a Carlo V come eretici, cittadini pericolosi e infedeli.
Intanto Perna non smette piu' di parlare, accompagnando ogni frase con gesti eloquenti.
- La Lega Smalcaldica dei principi protestanti ha un suo ambasciatore a Venezia, capito? E non pochi gradirebbero che nella Serenissima Repubblica trionfassero le idee luterane. Comunque, non potete perdervi una citta' cos, compare. Grazie al commercio, c'e' tutto quello che un uomo ricco puo' desiderare di comprare, tutto quello che uno spirito curioso puo' desiderare di vedere, tutto quello che la carne puo' chiedere alla capitale del meretricio, dove una donna su cinque fa oppure ha fatto, almeno saltuariamente, la prostituta. Infine, grazie ai libri, c'e' modo di rimpinguare ulteriormente la borsa, purche' si abbia quel po' di coraggio che, a quanto pare, difetta soltanto a noi altri italiani.
Terzo bicchiere: - Visto che parlate di danaro, messer Pietro, ho un'idea per voi. Scrivete un libro su Venezia, per invogliare i notabili d'Europa a visitarla e indicategli dove devono
<A HREF="Q_secondaparte029">></A>