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di colpo come preso da un qualche malore. Afferra con la mano un anello che sporge dal muro, di quelli per legare i cavalli, e lentamente volta la testa verso di me: - Mi state dicendo che non avete mai visto Venezia?
- Vi diro' di piu': questa citta' e' il punto piu' meridionale che mi sia mai capitato di toccare nella vita.
Con tono offeso, restando sempre aggrappato all'anello: - Ma allora tutto quello che mi hanno raccontato di voi e' falso. Non solo non siete anabattista, capito?, ma neppure dovete aver visto cose cos incredibili, se tra quelle non potete annoverare Venezia, e di certo non siete molto interessato al commercio dei libri, se non siete mai passato per la capitale della stampa, e infine non potete essere molto ricco, perche' nessuno che abbia i quattrini, al giorno d'oggi, si nega un viaggio in Italia.
Lo guardo per un attimo e ancora non capisco per quale motivo quest'uomo petulante e goffo mi risulti in fin dei conti simpatico. In ogni caso, e' ora di congedarmi da lui, mi ha gia' fatto allontanare di un bel po' dal posto che dovevo raggiungere.
- Se volete stare attaccato a quel ferro per tutta la mattina, a me sta bene. Per quanto mi riguarda, devo consegnare una lettera importante alla stazione di posta entro mezzogiorno.
Aria da moribondo: - Andate pure, compare. Tanto so gia' che accetterete la mia proposta. Non servono altre motivazioni: e' la vostra occasione per vedere Venezia.


Capitolo 2
Basilea, le Ceneri 1545

Ho vergato righe insufficienti, che attraverseranno le colline, oltre la Franca Contea, a imboccare la Senna, seguendone il corso sempre piu' ampio e piatto, dove le imbarcazioni possono navigare alla volta di Parigi e del mare. E poi la Manica e le coste inglesi. Un mese, forse piu'. Sfuggiranno cos alla guerra, alle truppe mercenarie dei principi tedeschi, agli eserciti ammassati al confine dei Paesi Bassi dai vassalli dell'Imperatore. Consegno la lettera.
Indirizzata a un fantasma di nome Gotz von Polnitz, nella citta' di Londra.
Nessuno l'aveva detto apertamente, ma sapevamo di essere arrivati all'ultimo giro. Al sicuro gia' duecentocinquantamila fiorini. E la sensazione che Fugger cominciasse a sospettare qualcosa.
Gotz von Polnitz, l'unico che era sempre rimasto nell'ombra, insospettabile e per di piu' morto parecchi anni prima con il nome di Lazarus Tucher.
A lui ho affidato il destino delle persone piu' care. Kathleen, Magda: se si mette male e' con lui che dovete andare. Lot dovra' correre piu' forte degli sbirri, senza voltarsi indietro.
Appena sceso dalla nave, un ragazzino s'e' avvicinato e mi ha sconsigliato di tornare a casa.
- Li hanno portati via tutti.
L'accordo con Gotz. Se riesci a portarle con te, un drappo rosso alla finestra della casa dove abbiamo nascosto i soldi.
Il drappo c'era, e magari c'e' ancora. La casa era quella di un vecchio mercante trasferitosi a Goa, nelle Indie. C'era anche il denaro: centomila fiorini.
Avrei dovuto raggiungere Kathleen e Magda, al sicuro, vivere il resto dei giorni in pace.
Ma non ne ho avuto il coraggio: la storia dice che chi tocco muore. Amici, fratelli, compagni di ventura. Dietro di me c'e' una scia di sangue che comincia lontano, in un giorno di maggio, e arriva fino qui.
Thomas Mntzer: torturato e giustiziato, vent'anni fa.
Elias il minatore: decapitato dalla spada di un mercenario in una strada fangosa.
Hans Hut: soffocato in carcere dall'incendio del suo stesso giaciglio.
Johannes Denck: stroncato dalla peste in questa stessa citta'.
Melchior Hofmann: probabilmente morto di marciume nelle prigioni di Strasburgo.
Jan Volkertsz: primo martire delle terre d'Olanda.
Jan Matthys di Haarlem: in pezzi dentro un cesto di paglia.
Jan Bockelson di Leida, Bernhard Knipperdolling, Hans Krechting: torturati con tenaglie roventi, giustiziati ed esposti al pubblico ludibrio in tre gabbie, appese al campanile di San Lamberto.
Jan Van Batenburg: decapitato a Vilvoorde.
I nomi sono nomi di morti.
Ultimo sopravvissuto di una
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