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Questo Stancaro vomita anatemi sugli Anabattisti. Non i soliti luoghi comuni. Roba seria. Bene: quale modo migliore per esporre i caratteri della vostra fede a tutta l'Italia?
Uno sguardo storto: - Io? Fede? - Rido di gusto e gli restituisco la pacca. - Voi non mi conoscete proprio!
Pietro Perna si rialza da terra spolverandosi il vestito. - Puttana miseria, come siete manesco, compare! Ricordo un tale a Firenze...
Oporinus interviene con fare paterno, ben sapendo che quando parla dell'Italia, Perna diventa inarrestabile: - Coraggio, messer Pietro, veniamo agli affari. Questi signori mi stanno aspettando e voi siete passato loro davanti. Cosa vi interessa?
L'italiano si aggira ancora un po' tra i tavoli e le mensole, afferrando un libro a ogni passo: - Questo no, questo no, questo... neanche. Questo! - Schiaffeggia la copertina col dorso della mano. - Mi date venti copie di questo e un centinaio di Vesalio.
Intanto i rintocchi mi ricordano che e' decisamente tardi. Faccio cenno a Oporinus che ripassero' e mi avvio all'uscita.
- No, aspettate -. La voce stridula di Perna e i suoi passi veloci dietro di me. Come se non avesse parlato. - Dico a voi, aspettate. Oporinus, da tenere d'occhio: il terzo libro dell'opera di Rabelais, tradurlo, e aspettate no?, poi Michele Serveto, avrete letto il suo trattato contro la Trinita', ehi, non ve la sarete mica presa per quel fatto della fede, no?

Mi raggiunge dopo mezzo miglio d'inseguimento, asciugando con un fazzoletto tutta la generosa estensione della fronte.
- Ma come siete suscettibile, compare! Davvero voi nordici non conoscete l'ironia!
- Puo' darsi, - rispondo divincolandomi subito dalla sua mano Sudata, - e dovete scusarmi per quella botta di prima, ma, come saprete, i nordici non sono avvezzi a mettersi le mani addosso, se non per picchiare.
L'italiano si sforza di prendere fiato dopo la lunga rincorsa, mentre fatica a tenere il mio passo spedito: - Mi hanno detto di voi che siete piuttosto ricco, che ne avete viste piu' di quanto si possa immaginare, che siete anabattista e vi interessa il commercio di libri. Riguardo all'anabattismo mi pare di aver capito come stanno le cose. Per il resto?
- Mettiamola cos: se tutto il resto fosse vero, che cosa mi chiedereste?
- Vi proporrei un affare.
Scuoto la testa. - L'ultima persona che l'ha fatto e' stata giustiziata pochi mesi or sono. Lasciate perdere, ve lo consiglio!
Insiste nell'afferrarmi il braccio con quella mano: - Non farete il superstizioso con un italiano, compare!
- Non si tratta di superstizione. e' quello che e' successo finora: tutti quelli che si sono messi con me hanno fatto una brutta fine.
- Ma voi siete vivo! - grida con quel tono di voce sempre troppo alto, - e io sono molto fortunato.
Mi si para di fronte, camminando all'indietro con le braccia allargate: - Sentite almeno di cosa si tratta! Riguarda quel libro a cui ho fatto cenno prima, Il Beneficio di Cristo. Uno scritto stre-pi-to-so. Intendiamoci: le cose che dice, di per se', vanno bene per i morti di sonno, capito?, una melassa sulla giustificazione per sola fede, ma quel che conta e' che l'hanno scritto dei cardinali. Questo significa scandalo, capito?, e scandalo significa migliaia di copie.
Rialzo il collo di pelliccia della giubba per riparare le orecchie dal vento gelido.
- Parlatene con Oporinus, no? Sono certo che la questione lo interessa.
- Oporinus e' fuori questione, compare. Il Beneficio di Cristo e' un libro che interessa esclusivamente l'Italia. Non si pubblica un libro cos a Basilea.
- E dove lo si pubblica?
- A Venezia. Infatti e' la' che l'hanno pubblicato. Ma non appena vieteranno di stamparlo, ed e' questione di pochi mesi, forse l'attuale editore smettera' di farne delle copie, capito?, e forse coloro che lo stanno distribuendo oggi non vorranno piu' averci a che fare. Voi sapete bene che a Venezia...
- Di Venezia non so molto. Qualcuno mi ha detto che ci sono i canali come ad Amsterdam.
Il mio accompagnatore non richiesto si blocca 
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