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Europa.
e' occorso un intero anno per ripercorrere a ritroso, di mercante in mercante, i passaggi delle lettere di credito da noi emesse e capire che cosa non tornasse nei nostri conti. e' stato in questo modo che abbiamo potuto scoprire che alcune delle lettere di credito riscosse presso le nostre agenzie erano false.
Ebbene l'elemento comune nei commerci su cui avevamo indagato era la presenza di un apparentemente innocuo mercante di lino, zucchero e pellami. Per quanto potesse apparire singolare ai nostri occhi, abbiamo seguito i suoi spostamenti commerciali e li abbiamo trovati quanto mai insoliti. Senza commerciare in beni troppo preziosi, costui copriva distanze doppie a quelle che gli sarebbero bastate per vendere la propria mercanzia: cio' che dalla Svezia poteva essere venduto sul mercato di Anversa, veniva trasportato in Portogallo; cio' che da Brest poteva trovare un ottimo mercato in Inghilterra, finiva sulla piazza di Amburgo; e via di questo passo. Il nostro mercante prediligeva insomma le piazze periferiche. Inizialmente pensammo che una tale scelta fosse dovuta alla speranza di guadagni maggiori, ma scoprimmo che non era vero, giacche' i prezzi praticati da costui non erano affatto superiori alla media. Ma il particolare ancora piu' strano era che egli risulta essere un creditore della nostra compagnia, avendo aperto un conto presso la nostra filiale di Anversa sei anni fa.
Il suo nome e' Hans Greb, tedesco dunque di nascita. Tuttavia i miei commissari non hanno trovato traccia di questo nome presso alcun mercato tedesco. Costui sembrava essere comparso per la prima volta ad Anversa nel 1538. Abbiamo dunque indagato in quella citta', scoprendo che il suo socio in affari e' un personaggio quanto mai ambiguo e sospetto, un certo Loy, o Lodewijck de Schaliedecker, o Eloi Pruystinck, fino a sei anni fa un semplice copritetti e gia' conosciuto dalle autorita' di Anversa per essere in sospetto d'eresia.
Eravamo oramai certi di avere individuato i responsabili del terribile raggiro ai nostri danni. Ancora non sappiamo come costoro siano riusciti a riprodurre copie perfette di lettere di credito Fugger; tuttavia non abbiamo intenzione di attendere oltre, rischiando di subire ulteriori danneggiamenti.
Or dunque, il motivo per cui mi sono risolto a chiedere l'intervento di Vostra Signoria, e' che non reputo utile in un frangente del genere denunciare i due sospetti alle autorita' locali. La compagnia riceverebbe un danno irreparabile se trapelasse la notizia che circolano per i mercati nostre lettere di credito falsificate. Si produrrebbe infatti una terribile crisi di fiducia nei nostri confronti e in poco tempo rischieremmo di vedere i creditori ritirare il loro denaro dai nostri forzieri. Mi permetto di aggiungere che una tale conseguenza sarebbe terribile per molti e non soltanto per i Fugger: gli interessi della compagnia sono strettamente legati a quelli di molte corti, non da ultima la Santa Sede.
Ebbene v'e' per nostra comune fortuna una via percorribile che consentirebbe agli uni e agli altri di risolvere questo problema, senza che alcuno ne riporti gran danno.
Come dicevo questo Eloi Pruystinck e' gia' da qualche tempo in sospetto d'eresia, dacche' pratica e predica la comunanza delle donne, l'abbandono dei possessi privati e nega, cos dicono i miei informatori, l'esistenza del peccato. Finora la scaltrezza di questo piccolo eresiarca ha consentito a lui e a i suoi compari di sfuggire sempre alle accuse di blasfemia e apostasia. Ma da che Sua Santita' Paolo III ha riordinato l'Inquisizione, mettendone alla guida la Signoria Vostra, posso sperare che detti Loisti vengano finalmente incriminati e processati.
Cio' che chiedo alla magnanimita' della Signoria Vostra non e' ne' piu' e ne' meno che di indirizzare le attenzioni del Tribunale del Sant'Uffizio su questi dannati eretici nonche' scaltri truffatori, affinche' cessino di disseminare le loro idee blasfeme e al contempo di danneggiare la nostra compagnia, senza che in
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