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delusione amara per i membri del circolo di Reginaldo Polo, sulle cui facce scure leggo oggi la disdetta.
Non bisogna tuttavia rinfoderare la spada, il pericolo rappresentato da queste menti e' tutt'altro che debellato. Ed e' appunto di una nuova minaccia che mi accingo a far resoconto minuzioso, affinche' la Signoria Vostra sappia consigliare il Suo servitore sulle misure che riterra' opportuno intraprendere.
I colloqui di Ratisbona hanno rappresentato il pericolo che la dottrina di Santa Romana Chiesa sulla salvezza venisse contaminata con quella degli eretici luterani.
Come la S.V. sa, i teologi protestanti, facendosi forti di certi passi paolini mal interpretati (Mt 25, 34; Rm 8, 28-30; Ef 1, 4-6), affermano che coloro che Dio ha prescelto come suoi santi fin dall'origine del mondo, e soltanto costoro, si salveranno nell'Ultimo Giorno. Il compimento di opere buone come pegno per guadagnare la salvezza eterna sarebbe dunque una pura illusione. La salvezza sarebbe garantita agli eletti non da azioni meritorie, bens dal dono divino della fede e da nient'altro. Di conseguenza nessuna buona opera compiuta dal cristiano potrebbe intervenire a mutare questo dono originario ricevuto da alcuni uomini, gli eletti, i predestinati alla salvezza nel disegno di Dio.
Non e' necessario ricordare quanto questa dottrina sia pericolosa per il buon ordine cristiano, che invece deve affermarsi proprio sulla base della libera scelta della fede o del rifiuto di quest'ultima da parte degli uomini. Del resto, non esito ad affermare che proprio la dottrina conosciuta come giustificazione per sola fede e' il pilastro portante di tutte le nefandezze compiute dai luterani in venticinque anni. Essa e' l'architrave della loro teologia rovesciata, nonche' cio' che da' loro la forza di scagliarsi contro la Santa Sede senza alcuna umilta', di mettere in discussione le gerarchie di Santa Romana Chiesa, e tutto questo in nome dell'inutilita' d'un giudice per le azioni umane e di un'autorita' ecclesiastica che amministri la regola e giudichi appunto chi e' degno di entrare nel Regno di Dio e chi non lo e'. La S.V. ricordera' senz'altro che una delle prime ardite mosse di Lutero fu proprio quella di non riconoscere al Santo Padre l'autorita' della scomunica.
Ebbene cio' che il cardinal Contarini non ha potuto, ovvero storpiare e mutilare la dottrina cattolica della salvezza attraverso le opere, potrebbe oggi la sempre meno ristretta cerchia di accoliti del cardinale Polo.
Gia' in passato ebbi a riferire alla Signoria Vostra del fascino pericoloso che esercitavano sugli animi sprovveduti gli scritti di quel giovane ginevrino che sembra aver raccolto il testimone di Lutero nella semina dell'eresia. Mi riferisco a quel Giovanni Calvino autore di una mefitica opera, l'Istituzione della Religione Cristiana, nella quale si confermano e rinforzano molte delle idee partorite dalla mente eretica del monaco Lutero, prima fra tutte quella appunto conosciuta come giustificazione per sola fede.
Proprio tale opera ha ispirato quella che reputo la pubblicazione piu' pericolosa per queste terre italiche dai tempi dei perfidi sermoni di Savonarola e che dobbiamo al genio distorto delle menti viterbesi tra le quali mi trovo.
Mi riferisco a un breve trattatello la cui pericolosita' supera di gran lunga la sua voluminosita', giacche' vi e' esposta pianamente, in un linguaggio ben comprensibile per chiunque, la dottrina protestante della giustificazione per sola fede come se essa non contraddicesse affatto la dottrina della Chiesa.
Non vi sono dubbi che si tratta del tentativo di questa cerchia di letterati e chierici di introdurre in sede dottrinale elementi che favoriscano il riavvicinamento tra cattolici e luterani, accettando completamente la dottrina della salvezza sostenuta da quest'ultimi.
L'autore del testo in questione e' un frate benedettino, tale Benedetto Fontanini da Mantova, attualmente residente nel monastero di San Nicolo' l'Arena, sulle pendici del monte Etna. Ma le mani
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