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quella, bisogna preparare il denaro e aspettare che qualcuno passi a ritirarlo, mostrando il sigillo.
Lo interrompo: - Non capisco cosa c'entri Mnster.
Gotz sussulta appena: - Lasciami finire. A quel punto chiedo di saperne di piu', come si fa a dare soldi in mano a uno sconosciuto? Il vecchio contabile mi racconta che, alcuni anni prima, da Roma e' stato aperto un credito illimitato presso le casse, dei Fugger per un agente segreto attivo nei territori imperiali. Messer Q, lo chiamavano i contabili delle filiali tedesche.
- Una spia.
Non interrompe la sua storia: - Cos preparo una lettera di credito per la somma richiesta e sto pronto a riceverlo. E sai chi si presenta? Un chierico. Avvolto in un saio scuro, con il cappuccio calato sugli occhi a coprirgli mezza faccia. Mi mostra l'anello con la Q, identica a quella stampata sulla missiva. Pero', quando vede la lettera di credito me la strappa in mille pezzi davanti al naso e dice che gli serve la moneta. Gli faccio presente che e' pericoloso viaggiare con una simile quantita' di denaro in tasca, ma quello insiste: vuole l'oro. E va bene, apro i forzieri e gli consegno quanto ha richiesto. Dopodiche' mi chiede se posso indicargli un noleggio di cavalli che copra la distanza fino a Mnster. Lo indirizzo alla scuderia piu' grande di Colonia.
Resta zitto. La storia e' finita. Un presentimento oscuro mi preme in testa, ma non riesco ad articolarlo. Appoggio il bicchiere sul tavolo, leggero tremore alle mani.
Gotz si aspetta una reazione: - Non e' una bella storia? Forse per espugnare una citta' servono dei fanatici che ci credano, ma per infiltrare una spia, ci vogliono soldi. Ci vogliono i Fugger. Il denaro c'entra sempre.
Si accorge del mio disagio.
La linea piu' scura del liquore nella bottiglia rolla piano insieme alla chiatta.
Il guscio di testuggine manda riflessi color ebano.
Un airone bianco taglia il pezzo di cielo incorniciato dalla finestrella.
La mappa della costa inglese, nell'angolo a sinistra in basso, ha una rosa dei venti che da qui sembra un fiore bianco e nero. Gotz, sprofondato nella poltrona, non muove un muscolo.
Gotz. Lazarus. Nomi diversi, uomini diversi. La stessa storia.
Gustav Metzger, Lucas Niemanson, Lienhard Jost, Gerrit Boekbinder.
Lot.
- Nessuno e' quello che sembra.
Non so se ho parlato io o la voce di Gotz, o soltanto il pensiero che mi rimbalzava nella testa.
Le domande escono da sole: - Chi aveva aperto quel credito?
- Non l'ho mai saputo. Con ogni probabilita' un pezzo grosso di Roma.
- Descrivimi quell'uomo, quello che e' venuto a ritirare il denaro.
- Aveva la faccia coperta, te l'ho detto. Dalla voce non sembrava troppo vecchio, ma sono passati quattro anni...
Mi sta assecondando, ha capito, si sforza: - Ricordo che mi chiesi cosa ci andava a fare a Mnster con una somma simile, non che fosse spropositata, due-tremila fiorini mi pare, ma perche' affrontare un viaggio del genere con la borsa piena?
- Per non lasciare tracce. Non destare sospetti.
Lo guardo. Adesso sono io che devo riflettere a voce alta e ricambiare la storia.
- Agli inizi del '34 i battisti di Mnster ricevettero le prime cospicue donazioni in denaro, contributi alla causa provenienti da varie comunita' e anche da singoli confratelli.
- Stai dicendo che quei soldi sarebbero serviti a farsi amici i battisti...
- Quale miglior lasciapassare per una spia?
Di nuovo ascoltiamo lo sciabordio lento della corrente, gli scricchiolii del legno.
e' lui a parlare per primo, tra finta modestia e incredulita': - Non m'intendo troppo di questioni religiose. Spiegami perche' Roma avrebbe dovuto infiltrare un agente nella comunita' battista di una piccola citta' del Nord.
La risposta prende forma mentre la pronuncio: - Forse perche' quella piccola citta' del Nord stava diventando il faro dell'anabattismo. Forse perche' quella comunita' avrebbe fatto il culo ai signori e innalzato il popolo la' dove nessuno era mai riuscito. Forse perche' qualcuno con l'occhio lungo, laggiu' alla
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