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un muscolo.
Gotz estrae dalla giubba un foglio di carta non troppo grande e lo appoggia sul tavolo.
- Non ci crederai, ma la maggior parte degli affari che si svolgono qui, avvengono tramite lettere di credito. Pezzi di carta come questo.
Rigiro il foglio tra le mani: una specie di lettera in calligrafia elegante con due sigilli e una firma in fondo.
- Anton Fugger o chi per lui garantisce con la propria sigla l'entita' del tuo deposito presso i suoi forzieri. Quando tu hai in mano un pezzo di carta come questo, e' esattamente come se avessi con te il tuo denaro, che pero', di fatto, e' al sicuro nella cassaforte di Fugger. Puoi imbarcarti, puoi viaggiare, evitando il rischio e l'ingombro di portartelo dietro. Non appena vorrai indietro le tue monete d'oro e d'argento, potrai recarti presso una qualunque delle filiali dei Fugger sparse in giro per l'Europa e ritirarle mostrando la tua lettera di credito. Ma il punto e' che, proprio in base alla legge del credito, potresti non avere mai bisogno di farlo.
Gotz si ferma davanti alle mie sopracciglia aggrottate, congiunge le mani, cerca le parole giuste e prosegue: - Io sono un mercante di spezie, tu vuoi comprare la mia merce e hai con te la lettera di cambio che garantisce il tuo credito presso i Fugger per duemila fiorini. Puoi pagarmi direttamente con quello -. Indica la lettera che ho in mano: - e' sufficiente che lo giri e scrivi sul verso che trasferisci a me il tuo credito. Da quel momento sono io che posso ritirare duemila fiorini presso le casse di Fugger, perche' e' la sua sigla, non la tua, a garantirmelo. Capisci? Non sono costretto a fidarmi di te, non sei tu che prometti di pagarmi, e' sufficiente che io dia credito alla parola di Anton Fugger.
Giro la carta e vedo una sfilza di cinque o sei annotazioni tutte seguite da firme diverse. Per sei volte, la lettera che ho in mano ha sostituito il metallo delle monete senza che queste lasciassero la cassaforte della banca.
- Fino a qui tutto chiaro?
- C'e' una cosa che non capisco: qual e' l'interesse del banchiere in tutto questo?
Gotz annuisce: - Mentre la lettera di credito passa di mano in mano, il denaro e' comunque a sua disposizione. Ricordati del vecchio Hchstetter: raccoglieva il risparmio e lo reinvestiva in affari redditizi. Questo fa il banchiere. I tuoi duemila fiorini, insieme a quelli di tanti altri creditori, vanno a finanziare l'allestimento di flotte mercantili, il reclutamento di eserciti, l'estrazione mineraria, il mantenimento di corti principesche e quant'altro, per poi rientrare raddoppiati nelle casse di Fugger. Fugger ha il denaro in cassa, Fugger lo presta a principi e mercanti, Fugger lo reincassa con gli interessi -. Mi concede il tempo di realizzare. - Il denaro genera denaro.
Il silenzio mi avverte che siamo arrivati a un punto saliente dell'esposizione. Eloi non fuma piu', le braccia conserte, l'aria meditabonda. Gotz continua a rivolgersi a me.
- Adesso puoi capire perche' Fugger e' disposto ad aumentare il tuo gruzzolo se glielo lasci in deposito per molto tempo.
- Vale a dire?
- Che anche lui ti paga un interesse, dato che a tutti gli effetti, depositando una certa somma nel suo forziere, tu gli hai messo a disposizione del denaro, consentendogli cos di aumentare il volume dei suoi investimenti.
Cerco di raccapezzarmi: - Stai dicendo che se deposito i miei duemila fiorini presso la banca e li lascio l, un anno dopo saranno diventati duemila e cento?
Gotz si concede il primo sorriso: - Esattamente. In questo modo i creditori non saranno tentati di ritirare troppo frequentemente i loro depositi, e non lasceranno esposto Fugger all'eventualita' di un'emorragia di moneta dai suoi forzieri -. Indica di nuovo la lettera di credito. - Da questo punto di vista, quel pezzo di carta facilita l'ingrossarsi delle somme depositate, visto che finche' qualcuno non va a riscuoterle, quelle restano a lievitare nelle mani di Fugger.
Ho la testa un po' confusa, il meccanismo sembra semplice nelle parole di
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