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incarcerato e per molti anni ho dovuto condurre una vita clandestina.
- Kathleen me ne ha parlato.
Annuisce: - Sono anche stato processato, un paio di volte. Vilipendio delle leggi municipali e raggiro ai danni di un mercante di tessuti. Me la sono cavata: merito del fatto che molta gente in giro per l'Europa ha usato il mio nome, compreso il vecchio Denck, pace all'anima sua. Mi sono trovato sempre in luoghi diversi da quelli in cui le autorita' mi avevano segnalato. In questo io e te ci somigliamo molto...
Penso a quanti sono stato, fino a questo momento, ma non riesco a ricordare il numero esatto.
- Io sono stato molti e molti sono stati te. S, la differenza e' minima.
Ci sediamo sui gradini fianco a fianco, quasi istintivamente raccolgo un legnetto e mi metto a intagliarlo col temperino. L'odore intenso del muschio che cresce ovunque nel giardino e' ubriacante, mi piace, ricorda le foreste della Germania.
Mi accorgo che vuole andare avanti, dirmi qualcos'altro, qualcosa per cui ha aspettato molto tempo.
- Da Anversa tutto appare piu' chiaro. Anche un piccolo copritetti come me puo' rendersi conto di un sacco di cose che altrove non si lascerebbero notare. Ho imparato a leggere e a scrivere, ho imparato a parlare, frequentando i mercanti di questa citta', seducendoli alla vita libera e felice. Ma soprattutto ho imparato cosa muove il mondo, gli uomini, le religioni. Vedi, da qui passano mercanti di tutti i paesi, arrivano e ripartono mercanzie d'ogni genere: il rame polacco diretto in Inghilterra e in Portogallo; le pellicce svedesi per la corte imperiale; l'oro dal Nuovo Mondo che viene lavorato dagli artigiani locali; la lana inglese, i minerali dalle cave boeme. Questi traffici fanno lavorare un numero incalcolabile di persone: commercianti, armatori, marinai, artigiani, facchini... e naturalmente soldati, a garantire la sicurezza delle vie, a conquistare nuove terre, a sedare le rivolte. La vita di interi paesi e popolazioni gravita intorno al commercio. L'Impero di Carlo V senza il commercio dei Paesi Bassi non starebbe in piedi. I Paesi Bassi sono il polmone dell'Impero: la maggior parte delle tasse, Carlo le preleva da queste terre, anzi, da questi commercianti e artigiani.
- e' per questo che sono in rivolta fiscale contro l'Imperatore?
- Esattamente: sono stanchi di finanziare le sue guerre e lo sfarzo improduttivo della sua corte.
Estrae ancora la moneta e la lancia in aria riprendendola al volo: - Pagare gli operai, trasportare i prodotti, armare una nave, assoldare un equipaggio, mettere in piedi un esercito che difenda i carichi dai pirati... Tutto questo puoi farlo con una cosa sola: il denaro.
Non so perche' ma quando pronuncia quella parola ho come un brivido, quello che ti da' una verita' scontata eppure sempre agghiacciante.
- Tutti dipendono dal denaro: i mercanti come l'Imperatore, i principi quanto il Papa, il lusso, la guerra e il commercio.
Si ferma, come avesse avuto un'idea improvvisa.
- Se hai finito di intagliare burattini, vorrei farti vedere una cosa.
Lo guardo perplesso, si alza, mi fa cenno di seguirlo: - Vieni, due passi ci faranno bene.

***

- Questo e' il porto in cui circola la maggior quantita' di merci di tutta Europa.
Stazioniamo davanti a un grande mercantile a tre alberi: il via vai di caricatori sulla passerella e' impressionante, sacchi in spalla, per uno sforzo che sembra sovrumano. Il molo e' affollato di uomini in trattative fitte, di marinai e reclutatori. Intravedo a distanza una pattuglia di spagnoli e ho un sussulto.
- No, no, tranquillo. In mezzo a questo marasma non puoi essere riconosciuto. Non e' gente che cerca rogne, quella. Vivi e lascia vivere e' la loro scuola. Tu sei stato sfortunato, sei finito in mezzo a una rappresaglia. Vieni.
Eloi mi porta davanti a un piccolo locale in muratura con un'insegna scolorita: non riesco a leggere, non ho mai imparato bene la lingua scritta di queste terre.
- Quella e' un'agenzia di cambio. I mercanti possono cambiare le loro
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