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il busto verso di lui, visibilmente sorpreso: - Sul denaro non direbbero certo le stesse cose che hai appena sostenuto. Cos'e' che ti ha fatto cambiare idea?
Cerca le parole, e' difficile, capisce che deve prenderla alla larga, forse anche rischiare di perdersi nelle volute di un discorso troppo vasto.
- L'Apocalisse non e' un obiettivo da raggiungere, e' in mezzo a noi. Negli ultimi vent'anni ho sentito tanto gridare all'Apocalisse, che se oggi venisse davvero, ci vorrebbe del bello e del buono per riuscire a distinguerla dalla sorte quotidiana riservata agli uomini. Il vero Regno di Dio comincia qui, - punta l'indice sul petto, - e qui, - si tocca la fronte. - Essere puri non significa separarsi dal mondo, condannarlo, per obbedire ciecamente alla legge di Dio: se vuoi cambiare il mondo degli uomini devi viverlo.
Mi alzo per attingere acqua dal vecchio pozzo al centro del cortile. La schiena duole tutta, mentre tiro la corda per sollevare il secchio. Guardo Eloi: se non mi avesse detto che ha la mia eta', l'avrei creduto molto piu' giovane.
- Se vuoi convincermi che Batenburg era un pazzo puoi risparmiarti la fatica, lo so da me. Ma forse non aveva idee molto diverse dalle tue: credeva che gli eletti fossero gia' puri, incapaci di peccare, pensava di essere gia' in piena Apocalisse. Per questo uccideva e sgozzava senza pensarci due volte.
Sorseggia l'acqua fresca: - In colui che esorcizza negli altri il disprezzo che nutre per se stesso, per le proprie sconfitte, in colui che colpevolizza e giudica per non essere ne' giudicato ne' colpevole, c'e' un prete che, anche se vuole nascondersi, gracchia ancora tra i corvi della vecchia fede. Chi mostra abbastanza intelligenza per capire il mondo e troppo poca per imparare a vivere non puo' sperare in qualcosa di diverso dal martirio -. Torna a sorridermi. - Io non ho mai parlato di eletti. Ho soltanto detto che ognuno puo' scoprire in se' lo spirito di Dio, che e' libero, estraneo a qualunque codice, incapace di nuocere. Ho detto che il peccato e' nella testa del peccatore.
Comincio a capire.
Continua sereno: - A vent'anni credevo che Lutero ci avesse regalato una speranza. Non ci ho messo molto a capire che l'aveva subito rivenduta ai potenti. Il vecchio frate ci ha sbarazzati del Papa e dei vescovi, ma ci ha condannato a espiare il peccato in solitudine, nella solitudine dell'angoscia interiore, ficcandoci un prete dentro l'anima, un tribunale nella coscienza che giudica ogni gesto, che condanna la liberta' dello spirito in nome dell'inespiabile corruzione della natura umana. Lutero ha strappato ai preti il vestito nero, soltanto per ricucirlo nel cuore di tutti gli uomini.
Prende fiato, giocherellando coi trucioli di legno per terra. Ha davvero voglia di dirmi tutto, quasi volesse ricambiare il mio racconto. E io ho voglia di ascoltarlo.
- Vorrei che tu capissi che io e te siamo partiti dalla stessa delusione. Gli stessi che hanno voluto riformare la fede e la Chiesa, hanno riformato anche il vecchio potere, gli hanno fornito una nuova maschera. Le speranze di voi Anabattisti erano legittime: sbugiardare Lutero e proseguire la' dove lui si era fermato. Ma la vostra visione della lotta vi faceva dividere il mondo in bianco e nero, cristiani e anticristiani -. Scuote la testa. - Una visione del genere serve per vincere una battaglia giusta, ma non basta per realizzare la liberta' dello spirito. Al contrario, puo' costruire nuove prigioni dell'anima, nuovi ricatti morali, nuovi tribunali. Il senso di tutto questo e' contenuto nella storia che mi hai raccontato: Matthys, Rothmann, Bockelson, Batenburg... La differenza tra un Papa e un profeta e' solo nel fatto che si contendono l'un l'altro il monopolio della verita', della parola di Dio. Io penso che quella parola ognuno debba poterla trovare da se'. Sono rimasto fuori dalla contesa e ho lavorato per questo -. Spazia con un gesto a comprendere il cortile che ci circonda. - Non credere che sia stato facile. Ho rischiato piu' volte di essere
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