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Ho visto interi villaggi bruciare, il terrore dei contadini che scappavano appena ci avvistavano all'orizzonte. Ho visto impalare frati come maiali allo spiedo, ho visto lo spauracchio del Cavaliere Pallido galoppare sul margine delle colline, e noi dietro, sull'orlo di quell'abisso, a tracciare il confine della santita'. Dopo Matthys e Bockelson, il terzo Jan della mia vita: la terza maledizione. Quando alla fine l'hanno preso, ha riso in faccia alla tortura e alla morte. Ha lanciato ancora un grido di vittoria dal patibolo: io l'ho sentito...
Mi rilascio sulla poltrona allungando le gambe intorpidite: - E questo e' davvero tutto, gloria e miseria.
Ascolto il silenzio. Sono stanco.
La sua voce senza volto culla la spossatezza: - e' la storia piu' grandiosa che abbia mai ascoltato. E senza dubbio tu sei la persona che stavo cercando.
Stringo gli occhi, ma e' soltanto una macchia piu' scura oltre lo scrittoio: - Sono stanco, Eloi. Troppo stanco.
- Sei vivo. e' quello che conta.

***

Sono stanco.
Il corridoio che mi separa dal letto e' lunghissimo, la luce fioca della candela lo illumina appena, mentre lo percorro a tentoni.
Sono stanco.
Eppure sento che non riuscirei a prendere sonno. La voglia di sapere di Eloi ha risvegliato anche la mia. Mnster cadde il 24 di giugno 1535. Gert dal Pozzo se n'era andato da nove mesi. E tutti gli altri?
Ai colpi sulla porta risponde una voce assonnata.
- Chi e'?
- Sono Gert.
La luce di una candela si aggiunge alla mia, scruto il volto stropicciato di Balthasar Merck. Senza chiedere nulla, il vecchio battista indica una sedia accanto al letto.
- Siediti pure, ma dubito di poterti essere utile.
- Solo questo: chi si e' salvato?
Posa la candela sul tavolino e siede al bordo del letto massaggiandosi il viso.
- Quello che posso dirti e' che noi eravamo cinque: Krechting il giovane, il mugnaio Skraup, Schmidt l'armaiolo, l'incisore Kerbe e io. Tutti uomini di Krechting. Kerbe l'hanno preso a Nimega, poco dopo che ci siamo separati. Ho saputo che Schmidt e Skraup sono stati giustiziati a Deventer due anni fa. Krechting so che e' ancora in giro e c'e' chi dice anche Rothmann: il suo corpo non era tra i cadaveri a Mnster.
- Nessuno dei miei?
Scuote la testa: - Non ne ho idea. Alcuni di loro non erano nemmeno in citta'. Bockelson li aveva allontanati perche' aveva una paura maledetta di te.
- Gresbeck, i fratelli Brundt...
Annuisce col capo: - Loro sono tornati in tempo per assistere al delirio finale. Speravano d'incontrarti, ma tu eri partito per non tornare piu'.
- Perche' sono rimasti?
- Gresbeck e i Brundt hanno tentato di filarsela, ma i vescovili li hanno beccati appena fuori le mura. Brutta fine.
Sospiro spossato, senza piu' la forza di immaginare, le domande escono automatiche: - Quale fronte ha ceduto?
- La Kreuztor e la Judefeldertor, il punto piu' sguarnito delle mura: qualcuno doveva avere informato i vescovili. Un manipolo si e' infilato dentro durante la notte e all'alba ha aperto le porte al grosso dell'esercito. Il massacro e' durato per giorni. Ho affidato mia moglie malata alle cure di una beghina, strappandole la promessa che non l'avrebbe denunciata, e sono scappato con gli altri. Sono tre anni che non ho sue notizie.
Rimaniamo in silenzio, ad ascoltare lo scrosciare remoto dei ricordi, ad assaporare questa solidarieta' amara da reduci.
Mi alzo, quasi pentito: - Scusami.
- Capitano...
Mi volto: i suoi occhi sono gonfi di stanchezza e di lacrime.
- Dimmi che quello per cui ci siamo battuti non era sbagliato.
Serro la mascella, i pugni stretti.
- Non l'ho mai pensato, nemmeno per un momento.


Il mare (1538)

Capitolo 41
Anversa, 29 maggio 1538

Alba accennata. Cielo color piombo. I pensieri si infilano sotto il sonno e tirano via le coperte.
Kathleen dorme, spettacolo incredibile di capelli e bocca e respiro tiepido.
Alzarsi piano, per non svegliarla. Gelo del primo mattino che ingobbisce, prende le viscere, avvolge in una grande pelle di montone, mentre
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