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sentiero.
Un gabbiano lancia un grido sopra le nostre teste.
I granchi scivolano sotto la carcassa di una vecchia barca.
Il sole comincia ad attutire la brezza del mattino.
Pace assoluta.
Van Braght finisce di contare: - Sono sufficienti, compare.
Stringo forte le due impugnature: - Non e' vero. Sono meno della meta' di quanto pattuito -. L'indecisione di un momento, non puo' vedere le pistole sotto il mantello. - La taglia su Gert dal Pozzo vale dieci volte tanto.
Non gli lascio il tempo di muoversi, il colpo gli esplode in piena faccia.
Tornano indietro di corsa, spade sguainate. Due contro uno, verso la polvere nella pistola scarica, infilo il pallettone, ancora polvere, piu' in fretta, spingo giu' lo stantuffo, tiro il grilletto, sono a pochi passi, braccia tese, un respiro, senza tremare, miro alle membra in movimento: due colpi, quasi all'unisono, il primo frana ai miei piedi, l'altro cade, la sua pistola fa fuoco, forse sono gia' morto, ma il mio fantasma estrae una daga corta e gliela pianta in gola.
Un rantolo.
Silenzio.
Resto fermo. Guardo i gabbiani che tornano a posarsi sulla spiaggia.
Devo caricare i barili da solo.

***

Rotterdam, 21 luglio 1534

- E con questi fanno cinquanta.
Adrianson finisce di assicurare le armi, poi mi consegna la lista del carico.
- Cinquanta archibugi, dieci barili di polvere da sparo, otto barre di piombo. E diecimila fiorini.
- Occorreranno due carri. Reynard ti ha dato i salvacondotti?
- Eccoli. Dice che sono praticamente autentici: il sigillo e' uguale a quello che usano all'Aja.
- Serviranno fino al confine. Poi dovremo pensare a qualcos'altro. Partiamo prima possibile. Dobbiamo ancora fare tappa a Nimega e a Emmerich e non so quanto tempo ci fermeremo. Sara' un viaggio lungo, dovremo evitare le strade piu' battute.
Il maniscalco mi offre uno dei rotoli di tabacco essiccato delle Indie, dice che ha imparato a fumarli dai mercanti olandesi. Gli spagnoli li chiamano sigari, fanno l'odore di un altro mondo, di capanne, di cuoio e pepe verde. Il sapore e' aromatico e lascia un gusto piacevole in bocca.
Ci buttiamo sulle brande offerteci dal fratello Magnus, predicatore della comunita' battista di Rotterdam. La sua mensa e' frugale, ma la generosita' verso la causa gli perdona ogni mancato banchetto.
Lasciamo che il fumo ci avvolga insieme ai pensieri, per poi rimanere sospeso in mezzo alla stanza, ricavata nel solaio di casa.
I fratelli di quaggiu' sono gente mite. Ammirano Mnster e per noi hanno fatto ponti d'oro. Ma non sfiderebbero le autorita' con un'insurrezione: si accontentano di praticare la propria fede in segreto, nei ritrovi notturni, nelle letture comuni. Non ho incontrato lo spirito combattivo che cercavo; generosita' e stima invece si sprecano.
e' difficile biasimarli, nelle grandi citta' mercantili le cose non vanno come nella nostra citta'-stato tedesca. Qui si aggiungono gli spagnoli, hanno l'Imperatore in casa.
Ho scoperto pero' che esiste un partito degli scontenti, pochi fratelli turbolenti che vorrebbero seguire il nostro esempio. Pochi e inesperti, senza un vero capo. Obbe Philips, ha sconfessato il suo passato di apostolo di Matthys e finge di aver sempre sostenuto la via moderata di oggi. Poi c'e' il giovane David Joris di Delft, brillante oratore che il nostro ospite ci ha decantato come una guida promettente. Pare che le sorti future del movimento dipendano in buona parte da costui. Sua madre e' stata una delle prime martiri battiste, decapitata all'Aja quando David era piccolo. e' ricercato in tutta l'Olanda come il criminale piu' pericoloso, per questo e' difficile incontrarlo. Non ha fissa dimora, sempre in giro, arriva e se ne va, usa spesso nomi falsi perfino con i confratelli per paura degli infiltrati. Pare che non disdegni il saccheggio delle chiese, ma anche lui come Philips sconfessa duramente l'assassinio.
La situazione non e' affatto stabile, ma questo non significa che tutto non possa risolversi in un sacco di belle chiacchiere.
E intanto
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