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groppa e tiro le redini per frenare l'ardore dell'animale.
- Jan e' un debole, un cialtrone. e' per questo che non ti porto con me. Voglio che lo tieni d'occhio, sei l'unico che puo' farlo: Knipperdolling e Kibbenbrock si sono rammolliti, Rothmann e' malato. Scegli bene gli uomini su cui contare e mantieni salde le difese della citta'. Questo soprattutto: von Waldeck cerchera' di approfittare di ogni falla, di ogni distrazione. Rispondi colpo su colpo, bersaglia i suoi mercenari di fogli volanti, valgono piu' delle cannonate a volte, ricordalo. Tornero' presto.
Una stretta forte di mano: ancora destini che si scelgono. Gresbeck non lascia trasparire emozioni, non e' il tipo. Non lo sono piu' nemmeno io, lo scopro ora.
- Buona fortuna, Capitano. E che non ti possa mai mancare una buona pistola alla cintura.
- A presto, compare.
Adrianson mi precede. I talloni colpiscono i fianchi del cavallo: non guardo le case, la gente, sono gia' alla Unserfrauentor, sono gia' fuori dalla citta', sono a dieci miglia sulla strada per Arnhem.
Sono di nuovo vivo.


Capitolo 38
Costa olandese, nei pressi di Rotterdam, 20 luglio 1534

Il vento muove i ciuffi d'erba sulle dune basse, come fossero barbe, menti di giganti. La piccola baracca che ripara le barche dei pescatori sembra restar su per miracolo, marcia di salsedine e burrasca.
Il sole sta per spuntare, non piu' notte, non ancora giorno: una luce rosata che illumina i gabbiani, mentre planano placidi a contendersi coi granchi i pesci morti, sfuggiti alle reti della nottata. Risacca lenta, marea bassa, una nebbia fine nasconde il limite della spiaggia a nord e a sud. Nessuno.
Piccoli insetti corrono lungo il tronco portato qui da chissa' dove. Le mani stringono la corteccia umida. La guida che mi hanno assegnato i fratelli di Rotterdam ha detto che il posto era questo. Non ha voluto aspettare: Van Braght non e' il tipo che incontri a cuor leggero.
Tre ombre allungate sulla sabbia, all'estremita' sud.. Eccoli.
Le mani scivolano sulle pistole, incrociate sotto la cappa che mi protegge dalla brezza del Mare del Nord.
Si avvicinano lenti, affiancati.
Facce scure e inespressive, barbe ispide, bluse gualcite e spade a tracolla.
Non mi muovo.
Arrivano a portata di voce: - Sei il tedesco?
Aspetto che si avvicinino ancora: - Chi di voi e' Van Braght?
Alto, corpulento, volto mangiato dal mare e dal sole, un corsaro di piccolo cabotaggio che dice d'aver assalito venti vascelli spagnoli: - Sono io. Hai portato il denaro?
Faccio tintinnare il sacchetto in cintura.
- Dov'e' la polvere?
Annuisce: - e' arrivata ieri notte. Dieci barili, giusto?
- Dove.
Tre paia di occhi su di me. Van Braght muove appena la testa: - Gli imperiali battono la costa, non era sicuro lasciarla qui. e' alla vecchia diga, mezzo miglio piu' su.
- Andiamo.
Ci incamminiamo, quattro tracce parallele nella sabbia.
- Tu sei Gerrit dei Boekbinder, non e' vero? Quello che chiamano dal Pozzo?
Non c'e' curiosita', non c'e' enfasi, nel chiederlo.
- Sono quello che compra.
La diga e' una palizzata di legno marcio, il mare l'ha forata creando un piccolo canale che si addentra nell'entroterra. In cima, svetta il casotto basso del guardiano.
I barili sono coperti da una vela logora su cui passeggiano le rondini di mare. Quando la sollevano, un nugolo di mosche abbandona il pesce puzzolente stipato nelle casse. Sotto: i barili allineati. Uno dei tre mi lascia scegliere: indico quello al centro, fa saltare il coperchio e si fa da parte.
Il pirata vuole rassicurarmi: - Viene dall'Inghilterra. Il fetore del pesce terra' lontani gli sbirri.
Affondo una mano nella polvere nera.
- e' asciuttissima, sta' sicuro.
- Come la trasporto?
L'indice punta dietro le dune, dove scorgo la testa di un cavallo e le ruote alte di un carro: - Prosegui da solo.
Slaccio la borsa e gliela tiro: - Mentre li conti, i tuoi possono caricare.
Gli basta un cenno della testa e i due di malavoglia sollevano le prime botti, cominciando ad arrancare goffi verso il
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