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alle mura suddivisi tra tutti i cittadini, di entrambi i sessi, tra i sedici e i cinquant'anni.
Ho fatto mettere una campana su ogni bastione, da suonare in caso di incendio, affinche' si possa sapere dove accorrere con l'acqua.
Abbiamo scoperto che Matthys aveva inventariato i beni sequestrati ai luterani e ai papisti, nonche' le disponibilita' alimentari della citta'. Aveva annotato tutto, fino all'ultima gallina e all'ultimo uovo. Si puo' resistere per almeno un anno. E poi? Anzi: e intanto?
Non basta, non puo' bastare. Le sparate del Profeta Saltimbanco non portano da nessuna parte.
I Paesi Bassi, i fratelli. Raccontare cosa succede a Mnster, organizzarli, sceglierli, forse anche addestrarli a combattere. Cercare soldi, munizioni.
Non lo so. Non so se e' la cosa giusta da fare, non l'ho mai saputo, ogni volta che ho scelto una strada diversa. Senti solamente che non puoi continuare cosi', che le mura, le pareti, cominciano a starti strette e la tua mente ha bisogno di aria fresca, il tuo corpo di sentire le miglia che scorrono sotto.
Si'. Puoi fare ancora una cosa per questa citta', Capitano Gert dal Pozzo.
Impedire che le lascino solo la follia dei suoi profeti.

***

Mnster, 30 aprile 1534

Il bagaglio e' leggero. Dentro la vecchia sacca di cuoio: gallette, formaggio e aringhe secche, sufficienti per qualche giorno; una mappa dei territori tra qui e i Paesi Bassi; il corno pieno della polvere da sparo, che' non si bagni; le due pistole che Gresbeck ha insistito portassi con me; e tre vecchie lettere sbiadite e unte, che tradirono Thomas Mntzer. Cimeli inseparabili quest'ultime, unico ricordo tangibile di cio' che e' morto e sepolto sotto le macerie dell'Apocalisse mancata.
- Sei proprio sicuro di voler andare?
La voce roca dell'ex mercenario spunta sulla porta. Non e' il tono di chi ha obiezioni da fare, ma di chi si chiede perche' non lo porto con me.
- Abbiamo fatto male i conti, Heinrich.
- Intendi con Matthys?
- Intendo con questa gente -. Un'occhiata fugace, mentre allaccio le ultime stringhe. - Vogliono credere di essere santi. Vogliono che qualcuno gli racconti che tutto e' filato liscio, che Mnster e' la Nuova Sion e non c'e' piu' niente da temere -. Saggio il peso della sacca: ottimale. - Invece dovrebbero cagarsi sotto. Hai dato un'occhiata fuori dalle mura? Von Waldeck sta innalzando delle fortificazioni, e sono sicuro di aver visto abbattere degli alberi a nord-est. Sai che significa? Macchine da guerra, Heinrich, si preparano a un assedio. Hanno tutta l'intenzione di inchiodarci qui il piu' a lungo possibile, almeno finche' le ultime sparate dell'ultimo profeta baciato in bocca da Dio non ci avranno definitivamente rincoglionito. Le navi che trasportavano qui i confratelli battisti dall'Olanda sono state intercettate sull'Ems. C'erano armi e viveri. Chiudono i confini, le strade. Sono tutti segni, ma nessuno se ne accorge. L'hanno pensata bene.
Gresbeck mi lancia la sua occhiata torva: - Che vuoi dire?
- Un assedio di lungo periodo. Chiuderci qui dentro, stringere il cerchio, e aspettare: la fame, il prossimo inverno, ribellioni intestine, che cazzo ne so. Il tempo gioca a loro favore. Se io fossi von Waldeck farei esattamente questo: punterei i cannoni e incrocerei le braccia.
La sacca e' gia' sulla spalla, Adrianson dovrebbe aver sellato il cavallo da basso. Sono quasi sereno.
- Ci servono nuovi contatti con i fratelli olandesi. Ci servono soldi con cui comprare i mercenari di von Waldeck e rivoltarglieli contro. Ci serve scoprire passaggi sicuri per forzare il blocco. E soprattutto serve capire se fuori di qui qualcuno sta pensando di prendere le armi e seguirci o se davvero come diceva Matthys c'e' soltanto deserto. Bisogna far presto: ogni giorno che passa e' regalato agli avvoltoi la' fuori.
- E con Bockelson come la metti?
Mi viene da ridere. Scendiamo le scale: le giumente sono pronte. Il maniscalco stringe le cinghie della mia sella.
- Se lo sono scelti loro, cosa possiamo farci?
Salto in
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