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Se Dio volesse giudicare il mondo cosi' come e', non si servirebbe di profeti. Se Dio volesse convertire tutti gli empi, infonderebbe loro il suo Spirito, ma non si servirebbe di profeti.
Jan Matthys di Haarlem fu chiamato per diffondere la parola di Dio fin dove la sua voce potesse giungere. Oltre quel confine il Signore avra' chiamato a se' altri profeti: presso il Turco, nel Nuovo Mondo, nel Catai.
Fuori da queste mura, dove la morte affila la sua falce, stanno uomini che non per loro distrazione sono stati sordi alla tromba. I mercenari al soldo dei principi, i disperati costretti dalla fame a combattere guerre non loro, ai quali sono state raccontate soltanto bugie sul nostro conto. Quanti di loro entrerebbero nell'arca se qualcuno gli dicesse che il denaro e' stato abolito, ogni bene messo in comune, che unica erudizione e' quella della Bibbia e unica legge quella di Dio?
Se il Profeta della Nuova Gerusalemme non parlera' loro per distoglierli da una condotta infame, dettata solo dalla miseria, allora il Signore chiedera' conto soltanto a lui della loro rovina.
C'e' un tempo e un luogo per cui ogni cosa abbia un inizio e una fine. Ecco, il nostro tempo e' finito. Il Signore giunge, e il profeta diviene nulla. Le porte del Regno sono spalancate. Egli adempira' al suo mandato, com'e' scritto nel Piano.

Knipperdolling non riesce a capire. Con lo sguardo incredulo segue i passi di Matthys verso l'uscita. Prova a domandare qualcosa a Rothmann, ma non ottiene risposta. Il volto malato del predicatore non tradisce emozioni, le labbra mosse dal tremolare di una preghiera. Forse la conoscenza della Bibbia e dei suoi profeti lo aiuta a essere piu' lungimirante di me e Gresbeck sul comportamento di Matthys. Heinrich, addossato a un pilastro, pare una statua. Riesce a fatica a voltare il collo per cercare i miei occhi. Che facciamo adesso? Jan di Leida sfoglia freneticamente la Bibbia in cerca di risposte da tradurre sulla scena. Qualcuno intona il Dies Irae. Una sorta di processione spontanea scorre lungo la navata centrale.
Spingo per raggiungere la porta, pronto a qualunque scenario.

Un raggio di sole malato accompagna il suo incedere deciso.
Il profeta di Mnster varca la Ludgeritor e si lascia alle spalle la citta', scortato da una dozzina di uomini. Nessun altro ha potuto seguirlo: ognuno ha il suo ruolo nel Piano.
Ci accalchiamo sulle mura.
Il campo del principe vescovo e' ben visibile, a poca distanza, sfocato appena dai vapori che salgono dalla terra umida.
Li vediamo avanzare verso il terrapieno scavato dai mercenari del vescovo. Trambusto nelle loro fila, puntano gli archibugi.
Matthys fa cenno ai suoi di fermarsi.
Matthys prosegue da solo.
Matthys e' disarmato.
Attoniti. Cosa vuole fare?
Nessuno respira.
Matthys alza le braccia al cielo, altissime, i capelli neri sconvolti dalla pioggia.
e' fuori tiro, ma basta una breve corsa, poche decine di passi.
Tutti zitti, come se il vento potesse portare le sue parole fino agli spalti.
Migliaia di occhi concentrati sull'unico punto. L'ultimo istante.
Il Piano.
Avanza ancora. Sale in piedi sul primo muro basso delle fortificazioni.
Mio Dio, sta per farlo veramente.
Fino a Pasqua.
Un profeta a termine.
Sembra di udite qualcosa, forse l'eco di una parola pronunciata piu' forte.
Un movimento, un balzo alle spalle del Profeta. Qualcuno sale, il luccichio di una spada. Cadono in avanti.
Un manipolo di cavalieri esce dall'accampamento e si lancia sulla strada a bloccare il seguito di Matthys. Uomini e cavalli in un solo groviglio.
Gli occhi di tutti si congelano d'orrore, come foglie secche nel ghiaccio.
Non un grido, non un fiato.
L'urlo d'esultanza dei vescovili.

Una mano sulla spalla.
- Vieni via, Gert.
e' Gresbeck, faccia scura: - Che cazzo si fa adesso!?
- L'ha fatto veramente...
I mnsteriti sono ancora tutti sulle mura, in attesa che accada qualcosa, che quel colpo si rialzi e apra il cielo con una parola di fuoco.
- Che cazzo facciamo, Gert!?
Mi scuote. Quasi
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