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volta, il pensiero si divide, come dire, anche da se stesso, in accumulo, foglio sopra foglio, azione dopo ricordo, riflessione sopra decisione, lasciandomi come una grande cipolla, strato su strato, nel cui cuore profondo risuonano, lancinanti e abissali, le parole del Grande Matthys, il Dio Fornaio.
Sproniamo i cavalli appena fuori la Judefeldertor, verso nord-ovest, per aggirare le postazioni dei vescovili.
Gresbeck cavalca al mio fianco, insieme a cinque degli uomini migliori. Ho scelto gente che ha combattuto ai miei ordini il 9 e 10 febbraio: i nuovi arrivati dall'Olanda non mi ispirano una grande fiducia; portano armi, certo, ma soprattutto donne e bambini, bocche da sfamare in un inverno cattivo; quasi non sanno chi sia von Waldeck e nemmeno come tutto questo sia cominciato: vedono soltanto il faro di Gerusalemme nella notte. E l'ardore del Profeta.
Il vescovo ha reclutato un esercito ridicolo, un migliaio di uomini ben armati, ma sottopagati, con pochi motivi per rischiare la pelle; sbalzato dalla cathedra il porco porporato non e' piu' niente. Dicono che il langravio d'Assia Filippo gli abbia inviato due spingarde gigantesche, dai nomi impressionanti di Il diavolo e Sua madre, ma che si sia rifiutato di mandare truppe. Sono convinto che von Waldeck stia cercando di convincere tutti i signorotti vicini a dargli manforte contro la peste anabattista. Per ora si e' limitato a scavare dei terrapieni per chiudere le vie d'uscita in direzione di Anmarsch e Telgte. E dato che non e' uno stupido stara' mettendo sul chi vive tutti i nobili signori delle terre tra l'Olanda e qui, affinche' blocchino l'afflusso di eretici verso Mnster.
Galoppiamo fin dentro il bosco di Wasserberger, proseguendo lungo il sentiero che si ricongiunge alla strada per Telgte. Smontiamo, zitti, e portiamo i cavalli fino al limitare dello stagno, tappa obbligata per chiunque scenda dal Nord: gli animali possono bere, una vecchia cascina abbandonata offre riparo dalla neve e dalla pioggia.
Il freddo intenso dissolve il fiato davanti alle barbe. Ci acquattiamo sul muschio umido.
Contiamo una dozzina di uomini, archibugi, una fila di stendardi, un piccolo cannone.
- Mercenari del vescovo -. La cicatrice campeggia piu' bianca del solito.
- Conosci le insegne?
Gresbeck alza le spalle: - Non mi pare. Forse il capitano Kempel... Te l'ho detto, e' una vita che non torno da queste parti.
- Questa e' gente che combatte per quattro soldi, sciacalli. Con quello che si e' requisito ai luterani e ai papisti potremmo offrirgli una paga piu' alta di quella che passa von Waldeck.
- Mmh. e' un'idea. Ma meglio andar cauti, la nostra forza e' la fratellanza.
- Si potrebbero stampare dei fogli volanti e diffonderli per le campagne.
- Mnster non puo' accogliere gente all'infinito.
- Infatti. Bisognerebbe prendere contatti con i fratelli olandesi e tedeschi. Mnster puo' essere l'esempio. Abbiamo dimostrato che si puo' fare. Ma perche' non Amsterdam, o Emden...?
Torniamo ai cavalli e ci rimettiamo in marcia per completare la perlustrazione.
Decido di dirglielo. Devo sapere su chi posso contare.
- Matthys e' pericoloso, Heinrich. Potrebbe bruciare tutto quello che abbiamo fatto. Gli basterebbe un giorno.
L'ex mercenario mi guarda strano, qualcosa lo rode.
Di nuovo: - Non voglio che finisca cosi'. Ho conosciuto Melchior Hofmann, anche lui aveva stabilito una data per la fine del mondo. Il giorno e' trascorso, non e' successo niente e la sua reputazione e' volata via.
Cavalchiamo avanti agli altri, non possono sentire i nostri discorsi.
- Quell'uomo ha le palle, Gert: ha abolito il denaro e da che sono al mondo non avevo mai pensato che si potesse fare una cosa del genere. Invece lui l'ha fatta schioccando le dita...
- E mettendo a tacere chiunque apre la bocca.
- Parla chiaro. Cosa pensi di fare?
Devo dirglielo.
- Voglio fermarlo, Heinrich. Voglio impedirgli di diventare il nuovo vescovo di Mnster, o di trascinarci tutti quanti in un'ecatombe di sangue. Devo essere io a 
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