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ne ha mondati. Ancora qualcuno pensava che lo spirito potesse essere racchiuso nei meschini privilegi municipali d'una citta'. No. La Nuova Gerusalemme e' oggi un faro per tutto il popolo dei santi, che da ogni dove giunge qui a condividere la gloria dell'Altissimo. Noi non combattiamo per il privilegio di pochi, ma per il Regno di Dio. E in verita' ecco il meraviglioso annuncio: io vi dico che la Pasqua di quest'anno salutera' un cielo e una terra nuovi, e sara' l'inizio del Regno dei santi. Il Padre giungera' e spazzera' via ogni palmo di terra oltre queste mura. Nel breve tempo che resta, non io, non saro' io colui che guardera' il gregge dalle tentazioni del vecchio mondo. Il Padre dice che va bene, che chi e' stato nominato dagli uomini per questo compito lo adempie anche in Suo nome, - porge la spada a Knipperdolling. - Non esitare, fratello, e' la volonta' del Padre.
Il borgomastro la prende impacciato, incredulo, poi cerca aiuto nel volto di Matthys, che non gli da' scampo: - Siamo soltanto il Suo strumento.
Il Profeta intona il salmo e piano piano tutti gli vanno dietro...

Il Signore si e' manifestato, ha fatto giustizia;
l'empio e' caduto nella rete, opera delle sue mani.
Tornino gli empi negli inferi,
tutti coloro che dimenticano Dio.
Perche' il giusto non sara' dimenticato,
la speranza degli afflitti non restera' delusa.
Sorgi Signore, davanti a te siano giudicate le genti.

***

Colpi alla porta. Non mi muovo. Sono stanco, al buio. Colpi secchi, ripetuti.
- Gert, apri. Apri questa cazzo di porta.
Altri colpi. Mi alzo, lento. Non se ne andra'.
Apro.
Avvolto tutto da una pesante cappa scura, da viaggio, Redeker mi sta di fronte.
Se ne sta andando.
Sprofondo sulla poltrona con la testa di lato. Come appena prima che entrasse. Come nelle ultime tre ore. Cosa devo dirti adesso? Il cervello non risponde. Un sussurro senza convinzione: - Non pensavo che andasse a finire cosi'.
- Cosa pensavi? Che cazzo dici, lo avete portato voi.
Balbetto qualcosa. La rabbia di Redeker mi affetta le parole.
- Ho creduto nel vostro Dio, Gert, perche' saliva sulle barricate e si sbronzava nelle osterie, saccheggiava le chiese e spaventava i cavalieri. Ci credo ancora, se vuoi saperlo. Sai per caso da che parte e' andato, mentre usciva di qua!?
L'eco delle frasi rimbalzate in testa fin dall'arrivo di Jan di Haarlem.
- Matthys e' uno stronzo, Gert. I giudici, gli sbirri, il boia sono i nemici peggiori dei poveracci che hanno combattuto con noi. Quel figlio di cane parla del Dio della feccia. Ma chi e' il suo Dio? Ancora un giudice, uno sbirro, un boia.
Tre ore fa, in piazza, la pistola stretta in mano. Inghiottivo saliva e aria. Aspettavo.
Erano gli altri ad aspettare. Me.
- Quel pazzo fottuto ha rovinato tutto. Mi ha gelato il sangue.
- E perche' stai fermo? Perche' non lo fai fuori, 'sto figlio di puttana? Fallo adesso, Gert, mettiglielo nel culo, dal Pozzo! Voi siete i santi, ricorda, io il ladro. Ho preso il mio. Quando esco di qua vado via.
Stringo il pugno, le unghie piantate nel palmo. Non ho risposta.
Fioco lume su un uomo che non pare di queste terre, rapace piccolo e nervoso, ai piedi, unica protuberanza, calzari solidi, lerci e veloci. Intuisco il gonfiore delle pistole e della bisaccia piccola, gonfia, crespo pelo corto sopra la strana barba, rada, curata cornice fino al pizzo, affilata lama nera che guarda a terra, i baffi sottili a disegnare l'arco di congiunzione al mento, bizzarra geometria di meticcio, uno spigolo tagliente che e' meglio non incontrare nelle notti incerte di queste lande.


Capitolo 34
Mnster, un'ora dopo

e' invecchiato. Seduto sul bordo del letto, l'aura dell'amabile predicatore scomparsa. Il volto scavato, ulcerato dal freddo. Ricurvo, abbandona per un attimo i pensieri, mi concede uno sguardo vacuo, torna a chinare la testa.
- Cosa dobbiamo fare?
Bernhard Rothmann si passa le mani sulla faccia, chiude gli occhi: - Non buttiamo via tutto. Non sta accadendo come l'avevamo pensato, ma sta
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