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per secoli, non sono piu' uomini, donne, bambini, ma creature deformi, mostruose, ributtanti. Solo la loro estinzione puo' darci la vita, confermare la parola di Dio sul destino che ci aspetta.
Sono forse io lo sconfitto di ogni tempo, di ogni battaglia? Il Santo Giullare di Leida percorre quella fila toccando appena le teste con un piccolo bastone. La conta si ferma su un ragazzino, lo sguardo di Jan e' al cielo.
- Perche'? Perche' un innocente? - Cade in ginocchio piangendo. - Costui non ha colpe! L'angelo della luce volteggia su di lui! - Si percuote il petto, strilla piu' forte, singhiozza. - Perche'!?
Il piccolo affonda il viso nel grembo della madre. Lei attinge al fondo della disperazione, piega le ginocchia, lo abbraccia e lo solleva al petto tra le lacrime. Poi in un gesto definitivo, la donna lo discosta da se' e dalla propria fine, e implora: - Salvalo. Tienilo con te.
L'apostolo di Matthys si risolleva, si tocca la barba e rivolto all'angelo annuncia: - Il Padre separa il grano dalla pula, - poi abbassa lo sguardo sul ragazzo: - Da oggi tu sarai Seariasu'b, il resto che ritorna, colui che si converte e cosi' sfugge al castigo. Vieni.
Lo prende con se', mentre la porta gia' risucchia l'esodo dei dannati.
La bufera mi oscura la vista come il piu' cupo dei presagi.
Il Carnevale e' finito.


Capitolo 33
Mnster, 6 marzo 1534

Butta male. Ruecher, il fabbro, inchiavardato a una grande ruota di carro da pesanti catene, probabilmente da lui stesso forgiate, e' circondato da quattro guardie improvvisate, come tutto il resto in questi giorni, e attende.
La popolazione, insieme ai nuovi arrivati che aumentano ogni giorno, e' chiamata a radunarsi nell'ora seconda, dal sommo Profeta: adirato, deluso, mesto, imbestialito dal comportamento dei santi suoi sudditi.
Ruecher, il fabbro, questo grandissimo pezzo di merda, ha osato proferire pesanti commenti di biasimo verso l'esito di tre giorni di meditazione, totale abbandono, discesa piena della luce dell'Altissimo dentro il corpo terreno del Grande Matthys, che avevano prodotto importanti decisioni.
Che cazzo, ha detto il fabbro dando voce a cio' che molti pensavano, va bene tutto, l'abolizione di ogni proprieta', la piena comunanza di tutto cio' che e' disponibile, ricchezza di nessuno e per tutti, certo, l'avevamo pensato noi, e prima anche, il fondo per i poveri, sacrosanto, regole nuove, ma cazzo, nominare sette diaconi per l'amministrazione e la distribuzione di ogni risorsa, per la soluzione di ogni conflitto o bisogno, senza che uno, neanche uno, fosse nato e vissuto in quella che era Mnster, nemmeno uno, tutti olandesi, tutti discepoli suoi, e cazzo no, ha detto, abbiamo rischiato la vita per le liberta' municipali, c'e' mancato poco che le nostre teste fregiassero i merli delle mura, porca puttana, e poi arriva uno, si' un grande profeta, illuminato dalla parola santa certo, ma cazzo non uno, tutti olandesi, e poi manco c'era quando abbiamo preso la citta', come cazzo funziona, uno arriva, trova tutto pronto e comanda, comanda e mette i suoi a dare ordini, comanda e noi ricominciamo subito a prenderlo nel culo.
Arrestato, subito.
Hubert Ruecher. Fabbroferraio. Mnsterita. Battista. Eroe delle barricate del 9 febbraio. Hubert Ruecher. Figlio della causa. Forgiatore di proiettili. Combattente per la liberazione di Mnster dalla tirannia del vescovo.
Hubert Ruecher trascinato in catene alla piazza del Mercato: un traditore, un infame, che ha sollevato un dubbio, ha parlato contro, ha detto che Matthys ha pregato tre giorni per poi nominare diaconi i suoi fedelissimi. La comunione di tutti i beni, d'accordo: raccoglierli in quei grandi magazzini, uno per ogni quartiere, e distribuirli a chi ne ha bisogno, si', ma perche' metterne a capo sette olandesi? Perche'? Perche' escludere i mnsteriti? Una cazzata, Jan, una cazzata imperdonabile. Hai forse paura? E di che cosa? Di chi? Siamo tutti santi, l'hai detto tu, siamo stati scelti, siamo fratelli. Pensi che accentrando tutto il
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