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Judefeldt ci ha ricevuti in Municipio e non ha potuto che prendere atto della nostra decisione di far votare tutti i capifamiglia alle prossime elezioni, senza alcuna distinzione di censo. Il piatto per lui era indigesto, ma un rifiuto da parte sua lo sarebbe stato di piu', la cittadinanza e' tutta per noi. Knipperdolling e Kibbenbrock si sono candidati.
Ormai e' chiaro che i ricchi mercanti non avranno piu' in pugno la citta'.
Molti luterani fanno i bagagli.
Raccolgono gli ori, il denaro, i gioielli, l'argenteria di casa, perfino i prosciutti piu' prelibati. Ma c'e' da superare l'ispezione del cappellaio Sndermann, instancabile sentinella della piazza del Mercato nei giorni della nostra vittoria. Wrdemann il Ricco, bloccato sulla Frauentor, pistola alla testa e' costretto a cagar fuori i quattro anelli che si e' infilati nel culo, mentre la bella signora subisce un indecoroso palpamento e i suoi servitori non riescono a trattenere le risate.
Le proteste muliebri spingono a rimuovere Sndermann dall'incarico: chi vuole andarsene puo' farlo liberamente. Ed e' proprio questa l'idea del nobile Johann von der Recke, senonche' la moglie e la figlia sono del parere che chi vuole restare possa farlo altrettanto liberamente e volano tra le braccia dell'amabile Rothmann, che le accoglie in casa sua. Quando va a prelevarle il vecchio coglione prende solo insulti: scopre di non essere piu' ne' padre ne' marito, di non poter piu' usare il bastone sulle sue donne di casa, ne' dettare legge a proprio piacimento e che anzi, e' meglio per lui se si dimentica d'aver avuto una moglie e una figlia e se ne va a fare in culo il piu' lontano possibile. Mentre lascia la citta' la voce della sua figuraccia s'e' gia' sparsa tra la popolazione femminile di Mnster: von der Recke scappa sotto una gragnuola di oggetti d'ogni tipo.

***

Adrianson scassina la serratura con gli arnesi del mestiere. Entriamo. Una sala grande, mobilio lussuoso e tappeti. I legittimi proprietari non hanno nemmeno spento la brace nel camino, prima di andarsene. Uno dei fratelli Brundt la rianima. La scala porta al piano superiore. Una camera da letto, una stanza piu' piccola. Al centro una tinozza di legno, il lavabo e il secchio in un angolo. Sali da bagno e tutto l'occorrente per la cura personale di una nobildonna.
Adrianson compare sulla porta, l'aria interrogativa.
Annuisco: - Mi piace. Metti a scaldare dell'acqua.
Mi svesto, allontano con un calcio la camicia e la giubba, un unico ammasso nero maleodorante. Via anche le calze. Bruciarle. In un grande armadio trovo dei vestiti puliti, stoffa elegante. Andranno benissimo.
Adrianson versa i primi due secchi fumanti nella tinozza, lanciandomi un'occhiata incerta. Esce scuotendo la testa.
Il coro giunge dalla strada.

Arrivarono tronfi e sferraglianti
se ne andarono lugubri e piangenti,
quella notte dentro il cimitero
incontrarono un fantasma nero.

Al borgomastro requisi' la moglie,
al porco vescovo anniento' le voglie,
questa e' la sorte se incontri Gert dal Pozzo,
gli pesti i piedi e ti taglia il gozzo.

- Ma li senti!? - Knipperdolling irrompe sghignazzando. - Ti amano! Li hai conquistati! Vieni, vieni a vedere.
Mi trascina alla finestra. Una trentina di fanatici, che esultano all'unisono appena mi vedono.
- Sei gia' nelle loro canzoni. Tutta Mnster ti acclama -. Si sporge, mi mette una mano sulla spalla. Grida a quelli di sotto:
- Evviva il Capitano Gert dal Pozzo!
- Evviva!
- Viva il liberatore di Mnster!
Rido e mi tiro indietro. Knipperdolling mi trattiene e sbraita: - Con voi abbiamo liberato Mnster, e con voi ne faremo l'orgoglio della cristianita'! Viva il Capitano Gert dal Pozzo! Tutta la birra della citta' non potra' mai bastare per brindare alla sua salute!
Schiamazzi, urla, lancio di oggetti, Knipperdolling frocione, isseremo la tua panza in cima al Municipio, risate, boccali al cielo...
Knipperdolling chiude la finestra salutando ad ampi gesti.
- Vinciamo. Vinciamo le elezioni, basta una tua
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