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ricerca di un'osteria.
Nell'accampamento siamo accolti da un grido d'esultanza, gli archibugi sparano verso il cielo, una foresta di mani ci solleva sopra le teste, le donne ci baciano, vedo gente spogliarsi, Jan di Leida portato in trionfo da un gruppo di ragazze come se la sola forza delle sue parole avesse sconfitto la iella. La gente abbatte le barricate e si riversa nelle strade, quelle strade che per una notte intera sono state percorse dalla minaccia piu' grande. Le finestre si aprono, donne, vecchi e bambini scendono in strada, nonostante il gelo intenso, nonostante l'alba cominci appena a dipanare le tenebre.
Knipperdolling mesce birra per tutti.
Rothmann mi viene incontro soddisfatto, il volto stanco ma ridente: - Ce l'abbiamo fatta. Te l'avevo detto che il Signore ci avrebbe protetti.
- Si', il Signore e gli archibugi, - sorrido. - E adesso?
- Come?
- E adesso cosa facciamo?
La risposta nella voce di Gresbeck, annerito dal fumo delle torce, sgualcito e sporco, la cicatrice bianca sul sopracciglio sembra essersi ingigantita in mezzo a quel volto scuro.
- E adesso tiriamo il fiato, Capitano Gert dal Pozzo.
Mi sorride, gli stringo la mano mentre lo ringrazio.
Knipperdolling sta ascoltando il messaggio di una delle ronde, aria preoccupata, traballa verso di noi: - Gert, questa non ci voleva...
- Cosa cazzo e' successo ancora!?
- Von Waldeck ha scatenato contro di noi i contadini delle sue terre. Stanno venendo qui, tremila dicono, vogliono sistemare le cose in citta' una volta per tutte.


Capitolo 30
Mnster, Carnevale 1534

Il pisciatoio della guerra e' la cantina.
Se e' il sangue degli uomini a irrorarne il corpo marcio, certamente l'urina che ne inonda il campo e' la birra.
Birra che gonfia lo stomaco dei maschi guerrieri, ne attutisce la paura prima dello scontro, ne esalta l'ebbrezza dopo la vittoria. Piscio che arricchisce smisuratamente i custodi della latrina. Non meno importante del sangue e del coraggio profusi per decidere le sorti di una battaglia.
Piscia sul tuo nemico prima di colpirlo, potrebbe risvegliarsi, placare la sua ira, diradare quella nebbia che avvolge la brama di sangue. Potrebbe considerare assurda la sorte che sta per infliggere, o toccargli. E ritirarsi.
Sono arrivati incazzati neri, se ne sono andati ubriachi fradici.
Venti barili di birra, la riserva della cantina municipale. L'omaggio della cittadinanza di Mnster ai fratelli del contado, con tanto di delegazione in pompa magna a riceverli sulla Judefeldertor.
L'astio ottuso dei tremila contadini si e' sciolto insieme alla schiuma.
L'ulteriore pericolo scampato trasforma i festeggiamenti in un baccanale, ricco di momenti grotteschi.
Accorre alla piazza del Mercato un gruppo di donne scapigliate, mezzo svestite, o addirittura nude. Si abbattono a terra in posa di crocefisse, si rotolano nel fango, piangono, ridono e si percuotono il petto invocando il Padre celeste.
Vedono sangue grondare dal cielo.
Vedono fuochi neri.
Vedono un uomo incoronato d'oro su un cavallo bianco che impugna la spada destinata agli empi galoppare nel cielo.
Chiamano a gran voce il re di Sion, ma l'unico che potrebbe soddisfarle con la sua presenza di scena e' a sbronzarsi in qualche taverna.
La gente ride e si diverte, lasciandosi coinvolgere come per una messinscena di Jan il leidano. Ma non il maniscalco Adrianson, stufo delle urla isteriche, che impugna l'archibugio e abbatte con un colpo la banderuola dal tetto di una casa. Rovina giu' con un clangore terrificante. La scena si blocca all'istante. Le donne si riprendono come risvegliate da un incubo. Adrianson raccoglie gli applausi dei presenti.
Nei giorni successivi si fa ormai sempre piu' chiaro che von Waldeck non riuscira' a tornare in citta'.
Molti cattolici fanno i bagagli.
Il rapporto di forza e' tutto a nostro favore, nemmeno i luterani possono piu' osteggiarci: il borgomastro Tilbeck, da buon opportunista, si e' perfino fatto battezzare da Rothmann, forse sperando di essere rieletto.
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