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sulla fessura della porta. Si apre appena uno spiraglio. Gli porto via mezza testa.
Dentro. Quello in cima alle scale non fa in tempo a puntare l'archibugio: lo prendo alla gamba, cade, urla, sguaina un pugnale, con due balzi Redeker e' gia' in cima alla rampa e lo finisce con il coltello. Poi sputa.
Daga in mano, in fondo al corridoio grida di donne: una vecchia mi si para davanti: - Portami dalla signora.
Una grande camera da letto, baldacchino e ammennicoli vari. La signora Judefeldt, in un angolo, stringe a se' le due bambine, una domestica terrorizzata inginocchiata a pregare.
Tra noi e loro il cazzone con la spada in mano, vent'anni al massimo. Trema, non parla. Non sa che fare.
Redeker: - Metti giu' che potresti farti male.
La fisso: - Signora, gli eventi convulsi di questa notte hanno reso necessaria la mia visita. Non intendo farvi del male, ma sono costretto a chiedervi di seguirci. Le vostre figlie rimarranno qui con tutti gli altri.
Redeker sogghigna: - Do un'occhiata alla casa, che non ci siano altri servi zelanti.
La moglie del borgomastro Judefeldt e' una bella donna, sui trent'anni. Dignitosa, trattiene le lacrime e alza lo sguardo su di me: - Vigliacco.
- Un vigliacco che lotta per la liberta' di Mnster, signora. La citta' sta per essere invasa da un'orda di assassini al soldo del vescovo. Non perdiamo altro tempo.
Faccio un fischio a Redeker, che ci raggiunge per le scale con un cofanetto sotto braccio. L'espressione della mia faccia non lo scoraggia: - Gli ammazziamo i servi, gli prendiamo la moglie. E i fiorini no!?
Sull'uscio, la vecchia getta una pelliccia sulle spalle della padrona, mentre mormora un Padrenostro.
Scortiamo la signora Judefeldt alla piazza del Mercato. Quando la prigioniera viene riconosciuta ci accoglie un ovazione che rinfranca lo spirito, le armi si innalzano al cielo: i battisti sono ancora vivi!
Dall'altra parte ci viene incontro Rothmann, portando sotto braccio una dama distinta, avvolta in uno zibellino, con una lunga treccia nera che le scivola sulle spalle.
- Vi presento la signora Wrdemann, moglie del consigliere Wrdemann. Madama e' una consorella: io stesso l'ho battezzata.
Redeker si accosta al mio orecchio: - Quando ha appreso dalle sue spie di quel battesimo, il marito l'ha confermata nella fede a suon di bastonate. La poveretta credevano che morisse: per giorni non ha potuto non dico camminare, ma nemmeno strisciare per terra.
Madama Wrdemann, bellezza austera, si stringe nella pelliccia: - Spero, signori, che ci lascerete scaldare davanti a un fuoco, dopo averci tratte a forza fuori dalle nostre stanze in piena notte.
- Certamente, ma prima sono costretto a privarvi di un oggetto personale.
Sfilo gli anelli dalle dita esili, due pezzi d'oro intarsiato.
- Karl!
Il ragazzo arriva di corsa, muso sporco di sonno e fumo.
- Prendi il drappo bianco e vola fino a berwasser. Il messaggio e' per il borgomastro Judefeldt: di' che tra mezz'ora ci presenteremo al monastero, dobbiamo parlare -. Stringo gli anelli nel pugno di Karl. - Consegnagli questi. Tutto chiaro?
- Si', Capitano.
- Vai, svelto!
Karl si toglie gli scarponi troppo larghi rimanendo a piedi nudi sul nevischio. Saetta come una lepre attraverso l'accampamento, mentre faccio cenno alle sentinelle di lasciarlo uscire.
- Chi va di noi? - chiede Rothmann.
Kibbenbrock il rosso si fa avanti, slacciando la cintura che regge la spada e consegnandola a Gresbeck: - Vado io -. Guarda me e il predicatore. - Se vedono uno di voi due potrebbe venirgli una gran voglia di sparare. Io rappresento la gilda dei tessili, non apriranno il fuoco su di me.
Gresbeck interviene: - Ha ragione, Gert, tu servi qui.
Mi sfilo le pistole dalla cinta: - Queste sono tue. e' buio, non mi riconosceranno, usero' un nome diverso.
- Ti farai ammazzare -. Il tono e' gia' rassegnato.
Gli sorrido: - Non abbiamo piu' niente da perdere, e' questa la nostra forza. La mappa, presto.
A Redeker: - Conosci questi passaggi dietro il cimitero?
- Certo, ci si
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