<A HREF="Q_primaparte121"><</A>
perche' avete deciso di farci ammazzare tutti quanti. Vieni fuori e parliamone da uomini!
Qualcuno da una finestra gli da' la voce: - Che cazzo sei venuto a fare, porco anabattista!? Ci hai portato qualcuna delle tue puttane?
Knipperdolling traballa, perde la calma: - Figlio di cane! e' tua madre la puttana! - Avanza ancora. Troppo.
- Ti stai mettendo con i papisti, Judefeldt, con il vescovo! Che cazzo ti e' saltato in testa!?
Torna indietro idiota, da'i, non cosi' sotto.
Il portale si spalanca, escono in una decina, armati, gli sono addosso.
- Attacchiamo!
Ci lanciamo, Knipperdolling si dimena sbraitando, lo tengono in quattro. Arretrano mentre li bersagliamo con le fionde e le balestre. Si sentono le prime archibugiate, un paio di noi sono colpiti, sparano dalla torre. Il portone si richiude e noi siamo allo scoperto, sbandiamo, ci allarghiamo nel piazzale, rispondiamo al fuoco, rimbombano le urla di Knipperdolling e i colpi d'archibugio. Ci hanno fottuto. Non c'e' niente da fare, bisogna ritirarsi, raccogliere i feriti.
Do l'ordine: - Indietro! Indietro!
Imprecazioni e lamenti ci accompagnano verso la piazza del Mercato.
Ci hanno fottuti e siamo nella merda. Attraversiamo le nostre barricate e ci fermiamo sulla scalinata di San Lamberto, trambusto, voci, bestemmie, tutti si accalcano intorno a noi. Stendiamo i feriti, li affidiamo alle donne, la notizia della cattura di Knipperdolling si diffonde immediatamente insieme al boato di rabbia.
Rothmann e' costernato, Gresbeck invece mantiene la calma, ordina di tenere le posizioni, dobbiamo arginare il panico.
Sono furioso, sento il sangue che ribolle, le tempie pulsano. Siamo nella merda e non so che fare.
Gresbeck mi scuote: - e' tornato Redeker.
Arriva trafelato anche lui, faccia scura: - Sono entrati. Non piu' di una ventina, al galoppo sfrenato, cavalieri di von Waldeck.
- Sei sicuro?
- Ho visto le corazze, i blasoni del cazzo. Scommetto che c'e' anche quel porco di von Bren.
Rothmann, la testa tra le mani: - e' finita.
Silenzio intorno.
Kibbenbrock cerca di rincuorarci: - Stiamo calmi. Fintanto che il grosso delle truppe del vescovo non entra in citta' non possono toccarci. Siamo di piu' e sanno che non abbiamo niente da perdere. Ma serve qualcosa.
Il tessitore ha ragione, bisogna pensare. Pensare.
Il tempo passa. Rinforziamo il presidio sulle barricate. Il nostro unico cannone viene messo al centro della piazza, per respingere l'assalto nel caso una delle difese vada giu'.
Gli uomini non devono avere il tempo di scoraggiarsi. Ancora ronde e raccolta di armi, recuperiamo altri archibugi. Dicono che i cattolici stiano affiggendo ghirlande sui portoni di casa, per essere risparmiati dalle orde di von Waldeck. Altre squadre per strapparle via.
La citta' e' immobile, la piazza, illuminata dai fuochi, potrebbe essere un'isola in mezzo a un oceano oscuro. La' fuori, come animali terrorizzati, tutti attendono rintanati nelle loro case.
Nelle loro case.
Nelle loro case.
Mi apparto con Gresbeck e Redeker. Confabuliamo stretti.
Si puo' fare. Tentare almeno. Piu' nella merda di cosi'...
L'ultima consegna per Gresbeck: - Siamo d'accordo allora. Avverti Rothmann. Che si muova, da'gli gli uomini piu' in gamba, il tempo e' appena sufficiente.
- Gert... - L'ex mercenario mi porge le sue pistole tenendole per la canna. - Prendi queste. Sono precise, un regalo della campagna in Svizzera.
Me le infilo incrociate in cintura: - Ci vediamo tra un'ora.
Redeker mi fa strada nel buio quasi totale, passo deciso. Giriamo due o tre strade strette, pochi passi ancora e mi indica il portone. Sottovoce: - Jrgen Blatt.
Carico le pistole. Tre pugni sulla porta con forza: - Capitano Jrgen Blatt, della Guardia municipale. Le truppe del vescovo stanno entrando in citta'. Il borgomastro vuole che scortiamo la signora e le figlie al monastero. Subito. Aprite!
Passi dietro il portone: - Chi siete?
- Capitano Blatt ho detto, aprite.
Trattengo il respiro, rumore di chiavistello, appoggio la canna
<A HREF="Q_primaparte123">></A>