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bravo, leggi qualcosa.
La mappa di Mnster ci mostra quali percorsi si potrebbero tentare per aggirare le postazioni dei luterani. Redeker da' una serie di consigli, quali sono le zone piu' esposte, quale caseggiato potrebbe coprire un'eventuale azione d'avvicinamento. Ma ogni congettura si arresta davanti all'imprendibilita' di berwasser: un conto e' stato far uscire le novizie, ben altro e' strapparlo a quaranta uomini armati.
Improvvisamente il trambusto ci raggiunge dall'altro lato della piazza. Merda! Il tempo di lanciare un'occhiata verso le nostre difese e vedo Jan di Leida ritto in piedi sulla barricata con le braccia aperte.
- Che cazzo sta facendo!?
- Corri Gert, quello si fa ammazzare!
- Jaaaaan!
Mi precipito attraverso la piazza, quasi travolgo il vitello allo spiedo, inciampo, mi rialzo: - Jan, vieni giu', pazzo!
La camicia aperta, mostra il petto glabro a chiamare i colpi. Gli occhi fiammeggiano verso i carri luterani.
- Ora, fra breve, rovescero' il mio furore su di te e su di te daro' sfogo alla mia ira. Ti giudichero' secondo le tue opere e ti domandero' conto di tutte le tue nefandezze, luterano immondo.
- Vieni giu', Jan! - Potrei essere invisibile.
E non si impietosira' il mio occhio e non avro' compassione, ma ti riterro' responsabile della tua condotta e saranno palesi in mezzo a te le tue nefandezze: saprai allora che sono io, il Signore, colui che colpisce. Hai capito, grande figlio d'una troia luterana, le tue pallottole non possono farmi nulla. Rimbalzeranno su questo petto e ti torneranno indietro, perche' il Padre e' in me, Egli puo' ingoiarle e sparartele fuori dal culo quando vuole, dritte in faccia!
- Jan, per dio!
Se ne sta li' dritto con la bocca spalancata a emettere un suono spaventoso. Poi il biondo leidano pazzo alza il volto al cielo: - Padre, ascolta questo figlio, esaudisci il tuo bastardo: spazza via dal selciato queste merde di cane! Hai sentito luterano, cagati addosso, affogherai in uno sputo di Dio e il Regno sara' per noi. Banchettero' coi santi sul tuo cadavere!
L'archibugiata esplode impietrendo Jan. Per un istante penso che l'abbiano colpito.
Si gira verso di noi, dall'orecchio destro gli cola un rivolo di sangue, gli occhi spiritati. Si lascia cadere giu' e lo prendo al volo prima che sbatta per terra, sviene, no, si riprende: - Gert, Geeert! Ammazzalo, Gert, ammazzalo! Mi ha quasi staccato un orecchio! Dammi la pistola che lo devo ammazzare... ti prego, dammela! Sparagli Gert, sparagli o lo faccio io... e' laggiu', lo vedi, e' la', Gert, la pistola, la pistola... mi ha rovinato!
Lo lascio accasciare contro il muro e dico due parole ai nostri difensori: se ci riprova legatelo.

***

Il sole scende dietro il campanile della Cattedrale. I cani rosicano le ossa del vitello ammucchiate al centro della piazza. Ho stabilito dei turni di guardia alle barricate: due ore ciascuno, per consentire a tutti di dormire un po'. Le donne hanno approntato dei giacigli di fortuna con quello che avevano a disposizione e acceso i fuochi per la notte. Il freddo e' intenso: qualcuno ha preferito un tetto sulla testa. I piu' determinati sono rimasti pero', gente su cui si puo' contare.
Ci scaldiamo davanti a un fuoco, stretti nelle coperte. Un improvviso trambusto alla barricata che chiude la piazza a sud ci fa scattare in piedi. Le sentinelle scortano fino qui un ragazzo sui vent'anni, aria impaurita e fiato grosso.
- Dice di essere il servitore del consigliere Palken.
- Il senatore e suo figlio... li hanno trascinati via, erano armati, non ho potuto far niente, Wrdemann... c'era anche, il borgomastro Judefeldt, se li sono presi...
- Con calma, prendi fiato. Chi erano? Quanti?
Il ragazzo e' sudato marcio, faccio portare una coperta. Gli occhi saltano da uno all'altro dei nostri volti, gli allungo una tazza di brodo fumante.
- Io servo in casa del consigliere Palken. Mezz'ora fa... una dozzina di uomini armati... sono entrati. Judefeldt li guidava. Hanno costretto il consigliere e suo figlio a
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