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scosta sgomitando: - Gentilmente offerto dal munificentissimo consigliere Wrdemann. I suoi stallieri non hanno voluto accettare i nostri soldi, cosi' ce lo siamo preso... con le buone! - sghignazza contenta.
Scuoto la testa: - Ci mancava solo che ci mettessimo a cucinare...
La grassona posa giu' il carico, le mani sui fianchi e l'aria di sfida: - E come vorresti sfamare i tuoi soldati, Capitano Gert! Col piombo!? Senza le donne di Mnster saresti perduto, te lo dico io!
Mi giro verso Redeker: - Capitano?
Il bandito alza le spalle.
- Si', Capitano -. La voce di Rothmann ci raggiunge da dietro, e' insieme a Gresbeck, hanno delle pergamene in mano. Il predicatore ha l'aria di chi non vuole perder tempo in spiegazioni: - E Gresbeck e' il tuo luogotenente... - avverte l'agitazione immediata di Redeker, che allunga il collo tra di noi per farsi notare, e subito aggiunge rassegnato: -...e Redeker il secondo.
- e' andata male. Volevo aggirare la piazza, ci hanno presi di sorpresa prima che passassimo il canale.
- Le ronde dicono che se ne stanno asserragliati con le armi a berwasser. Il borgomastro Judefeldt e' con loro insieme alla maggior parte dei consiglieri, Tilbeck no. Sono una quarantina, non credo che tenteranno di attaccarci, stanno sulla difensiva. Hanno un cannone nel cimitero del convento, l'edificio e' imprendibile.
Sbuffo fuori la tensione. E adesso?
Rothmann scuote la testa: - Se il vescovo ha veramente radunato un esercito le cose potrebbero mettersi molto male.
Gresbeck mi srotola le pergamene davanti: - Da'i un'occhiata qui intanto. Abbiamo rimediato delle vecchie mappe della citta'. Possono esserci utili.
Il disegno non e' preciso, ma sono segnati anche i passaggi piu' stretti e tutti gli anfratti dell'Aa.
- Ottimo, vedremo se ci suggeriscono qualcosa. Adesso pero' c'e' una cosa da fare, l'idea me l'ha data Redeker. Tiriamo giu' dalle mura un cannone, un pezzo piccolo, non troppo pesante, che possa essere facilmente trasportato fin qui.
Gresbeck si gratta la cicatrice: - Ci vorra' un argano.
- Procuralo. Sette archibugi servirebbero a poco se dovessimo resistere a un attacco. Prendi gli uomini che ti servono, ma vedi di portarlo giu' al piu' presto, il tempo passa e quando comincia a fare scuro sara' meglio, essere ben protetti.
Rimango solo con Rothmann. Sulla faccia del predicatore un'aria d'ammirazione che si trasforma quasi in rimbrotto.
- Sei sicuro di quello che stai facendo?
- No. Qualsiasi cosa pensi Gresbeck, non sono un soldato. Isolare quelli che stanno sulla piazza mi sembrava l'idea giusta, ma evidentemente hanno organizzato dei drappelli che battono le strade tutt'attorno. Si coprono il culo i bastardi.
- Tu hai gia' combattuto, non e' vero?
- Un ex mercenario mi insegno' a destreggiarmi con la spada, molti anni fa. Ho combattuto con i contadini, ma ero un ragazzo.
Annuisce deciso: - Fa' tutto quello che credi debba essere fatto. Saremo con te. E che Dio ci assista.
In quel momento, dietro la spalla di Rothmann compare in fondo alla piazza Jan di Leida, ci scorge anche lui, si avvicina, un espressione quasi divertita.
- Era ora, dove ti eri cacciato?
Muove la mano su e giu' in un gesto allusivo: - Sai com'e'... Ma che e' successo, abbiamo preso la citta'?
- No, puttaniere del cazzo, siamo asserragliati qui, la' fuori ci sono i luterani.
Segue il mio gesto e si infervora: - Dove?
Gli indico la barricata che fronteggia i carri all'ingresso della piazza centrale.
- Laggiu', sono la' dietro?
- Esatto, e guarda che sono armati fino ai denti.
Riconosco lo sguardo del mio santo pappone, e' quello delle grandi occasioni.
- Sta' attento, Jan...
e' gia' tardi, si sta incamminando verso le nostre difese. Non ho tempo di pensare a lui, devo andare a istruire le ronde. Ma mentre sto parlando con Redeker e Gresbeck, con la coda dell'occhio vedo Jan che si avvicina ai difensori della barricata, che cazzo si sara' messo in testa? Mi tranquillizzo quando lo vedo sedersi e tirar fuori di tasca la Bibbia. Ecco
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