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comando della piazza e' tuo. Che nessuno prenda iniziative avventate e che non possano coglierci di sorpresa: fai presidiare le barricate, metti una vedetta sul campanile della chiesa. Quanti archibugi abbiamo?
- Sette.
- Tre di fronte alla chiesa e quattro davanti all'ingresso della piazza centrale. Sparsi in giro servirebbero a poco.
Gresbeck: - E tu che fai?
- Devo capire qual e' il campo di battaglia e chi tiene le postazioni.
Redeker esaltatissimo sta radunando gli uomini, mi vede, alza una pistola gigantesca e urla: - Rompiamogli il culo!

***

La ricognizione sulle mura e' stata rassicurante: a vista d'occhio non c'e' traccia dei tremila mercenari annunciati.
La seconda ronda viene a dire che i luterani hanno piazzato degli uomini armati d'archibugio sul campanile della Cattedrale e da li' dominano la piazza del Municipio, il cui ingresso e' sbarrato da due carri messi di traverso, esattamente dirimpetto alla nostra barricata. Dietro i carri non piu' di dieci luterani, ma ben armati e riforniti da berwasser: in caso di attacco non avrebbero alcun bisogno di risparmiare le pallottole. Noi invece dobbiamo fare con quello che abbiamo, i colpi sono contati.
La piazza del Mercato in cui siamo asserragliati e' facilmente difendibile, ma puo' rivelarsi anche una trappola. Bisogna aggirarli, chiudere i ponti sull'Aa e isolare la piazza del Municipio dal monastero.
- Redeker! Dieci uomini e due archibugi. Andiamo a chiudere il ponte di Nostra Signora, dietro la piazza. Subito.
Usciamo dal presidio a sud della nostra roccaforte. Percorriamo velocemente il primo tratto, nessuno in vista. Poi la strada si biforca: dobbiamo andare a destra, seguire la curva che porta al primo ponte sul canale. Ci siamo, il ponte e' li' davanti. Un colpo d'archibugio scheggia il muro a un metro da Redeker che cammina in testa. Si gira: - I luterani!
Vengono giu' da una stradina stretta che conduce alla piazza centrale, altre archibugiate.
- Via, via!
Mentre risaliamo la strada ci inseguono urla e tramestio: - Gli Anabattisti! Eccoli la'! Scappano!
All'altezza di Sant'Egidio ci fermiamo. Urlo a Redeker: - Quanti ne hai visti!?
- Cinque, sei al massimo.
- Li aspettiamo qui, quando spuntano dalla curva facciamo fuoco.
Colpi in canna: i due archibugi, la mia pistola e quella di Redeker.
Saltano fuori a una decina di passi: ne conto cinque, non se l'aspettavano, rallentano, mentre le nostre armi fanno fuoco all'unisono.
Uno viene colpito alla testa e va giu' stecchito, un altro si ribalta indietro, ferito alla spalla.
Partiamo all'assalto e quelli arretrano scomposti, trascinandosi dietro il ferito. Dalla curva ne spuntano altri, alcuni si infilano in Sant'Egidio. Ancora spari e poi l'impatto: paro un colpo con la daga e il manico della pistola spacca la testa del luterano. C'e' un casino d'inferno. Altri colpi.
- Via, Gert! Sparano dal campanile! Via!
Qualcuno mi afferra da dietro, corriamo come pazzi con le pallottole che ci fischiano intorno. Da qui non si passa piu'.
Raggiungiamo le nostre barricate e ci infiliamo dentro. Subito a contarsi: ci siamo tutti, piu' o meno interi, se si escludono un taglio di spada sulla fronte che avra' bisogno di un rattoppo, una spalla slogata per il rinculo dell'archibugio e una buona dose di paura per tutti.
Redeker sputa per terra: - Figli di puttana. Prendiamo un cannone e facciamogli crollare Sant'Egidio sulla testa!
- Lascia perdere, e' andata buca.
Knipperdolling e alcuni dei suoi ci corrono incontro: - Ehi, ci sono dei feriti? Qualcuno s'e' fatto ammazzare?
- No, no, per fortuna, ma c'e' una testa che avrebbe bisogno di una ricucita.
- Non ti preoccupare, cucire e' il nostro mestiere.
Il ferito viene preso in consegna dai tessitori.
In nostra assenza, nel mezzo della piazza, dove stavano i banchetti dei venditori, e' stato allestito un fuoco per cucinare il pranzo: alcune donne girano un vitello sullo spiedo.
- E quello, da dove salta fuori?
Una donna grassa e rubiconda che trasporta stoviglie mi
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