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gesto serafico fa cenno di calmarsi: - State tranquilli: manderemo qualcuno ad appurare.
La folla si scambia sguardi spazientiti.
- Esercito o no, il vescovo von Waldeck mi ha dato personalmente tutte le garanzie che non violera' i privilegi municipali. Mnster rimarra' una citta' libera. Si e' impegnato personalmente. Non mostriamo di aver perso la testa: e' il momento di essere responsabili! Mnster deve dimostrarsi all'altezza della sua antica tradizione di convivenza civile. In un momento in cui tutti i territori confinanti sono sconvolti da guerre intestine e subbugli, Mnster e' chiamata a essere l'esempio di come...
La pallata lo centra in piena faccia. Il borgomastro si accascia sul davanzale, sommerso da una bordata di insulti. Uno dei consiglieri lo aiuta a sollevarsi. Il sangue cola dallo zigomo spaccato: la neve doveva nascondere qualcos'altro.
C'e' una sola persona in tutta Mnster con una mira del genere.
Tilbeck batte in ritirata inseguito dalle grida dei piu' infuocati.
- Venduto, venduto!
- Tilbeck, sei una troia: tu e tutti i tuoi amici luterani!
- Che cazzo vuoi? Se non fosse per voi maledetti Anabattisti von Waldeck non alzerebbe un dito contro la citta'.
- Bastardi, lo sappiamo che siete d'accordo col vescovo!
Qualcuno si spintona. Volano le prime mazzate. Redeker e' ancora da solo. Gli altri sono in tre, tutti ben piantati. Non sanno contro chi si sono messi. Il piu' grosso sferra un pugno all'altezza della faccia, Redeker si abbassa, lo prende sull'orecchio, caracolla indietro e sferra un calcio in mezzo alle gambe: il luterano si piega in due, le palle in gola. Ancora una ginocchiata sul naso e i due compari gia' tengono stretto Redeker che scalcia come un mulo impazzito. Il grosso lo colpisce allo stomaco. Non gli do il tempo di replicare: una mazzata a due mani sulla nuca. Quando si gira i pugni volano in serie contro il suo naso. Casca seduto. Mi volto, Redeker s'e' liberato dalla presa degli altri due. Schiena contro schiena ci difendiamo dall'attacco.
- A chi e' venuta in mente la storia dei tremila cavalieri?
Sputa all'avversario e mi da' di gomito: - Chi ha detto che sono cavalieri?
Quasi mi scappa da ridere mentre ci avventiamo ognuno sul suo. Ma la rissa e' ormai generale, ci travolge. Da dietro la Cattedrale spunta un drappello di cinquanta uomini: i tessitori di Sant'Egidio, appassionati dei sermoni di Rothmann. In un attimo i luterani sono nell'angolo opposto della piazza.
Redeker, piu' figlio di puttana che mai, mi guarda con un ghigno: - Meglio della cavalleria!
- D'accordo, e adesso cosa facciamo?
Dalla piazza del Mercato, il suono delle campane di San Lamberto. Come un richiamo.
- A San Lamberto, a San Lamberto!
Di corsa fino alla piazza del Mercato, invadiamo i banchetti sotto gli sguardi attoniti dei commercianti.
- Il vescovo sta per entrare in citta'!
- Tremila soldati!
- I borgomastri e i luterani sono in combutta con von Waldeck!
Tra le bancarelle gli arnesi del lavoro quotidiano diventano armi. Martelli, accette, fionde, vanghe, coltelli. In un batter d'occhio le bancarelle stesse diventano barricate che bloccano ogni accesso alla piazza. Qualcuno ha tirato fuori gli inginocchiatoi da San Lamberto a rafforzare quelle mura improvvisate.
Redeker mi agguanta nella confusione: - Quelli di Sant'Egidio hanno portato dieci balestre, cinque archibugi e due barili di polvere. Vado dall'armaiolo Wesel a vedere cosa posso rimediare ancora.
- Io vado da Rothmann, bisogna portarlo qui.
Ci lasciamo senza perdere altro tempo, rapidi, saettando tra la rabbia dei popolani.
Nella canonica di San Lamberto ci sono anche Knipperdolling e Kibbenbrock. Sono seduti al tavolo, corrucciati, balzano in piedi tutti e tre quando mi vedono entrare.
- Gert! Per fortuna. Che diavolo sta succedendo?
Squadro il predicatore dei battisti: - Un'ora fa e' arrivata la notizia che von Waldeck ha armato un esercito per marciare sulla citta' -. I due rappresentanti delle gilde sbiancano. - Non so quanto ci sia di vero, 
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