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Rothmann. Redeker mi fissa spavaldo, oltre la spada, e annuisce appena.
- D'accordo. Faremo come dite. Ma nessuno di noi ha intenzione di fare il martire. Se devo essere fottuto, voglio farlo con la spada in mano, portando un bel po' di quei bastardi con me.
L'intesa e' raggiunta, merito delle parole di Rothmann e della mossa efficace dell'apostolo di Matthys. Ai voti la fondazione della cassa per i poveri: l'unanimita'. Kibbenbrock, carta e penna, segna tutto sui libri contabili, mentre Redeker organizza squadre di cinque uomini che strappino l'editto dai muri della citta'.
Rothmann e Knipperdolling mi prendono da parte, mentre i confratelli escono a gruppetti di tre o quattro per non dare nell'occhio. La notte risucchia le sagome a una a una.
Pacca sulla spalla e un complimento: - Le parole giuste. Era quello che volevano sentirsi dire.
- Ed e' quello che penso. Redeker e' avventato, ma sa il fatto suo. Siamo riusciti a farlo ragionare e ha capito.
Knipperdolling alza le spalle: - e' un bandito di strada, difficile da trattare...
- Un bandito che ruba ai ricchi cavalieri per dare ai poveracci. Ce ne vorrebbero di tipi del genere. Matthys dice che e' tra la feccia della strada che troveremo i soldati di Dio, tra gli ultimi, i fuorilegge, i saltimbanchi, i magnaccia... - Faccio un gesto in direzione di Bockelson, accoccolato su una sedia vicino al camino, mezzo addormentato con le mani sui coglioni.
Il grosso tessitore si gratta la barba: - Secondo te si arrivera' alle armi?
- Non lo so, von Waldeck non mi sembra il tipo che molla facilmente.
- E i luterani?
- Dipendera' da loro, credo.
Knipperdolling continua a frugarsi il mento: - Mmh. Senti, manca meno di un mese alle elezioni per rinnovare il Consiglio e i borgomastri. Io e Kibbenbrock potremmo candidarci.
Rothmann scuote la testa: - I nostri sostenitori sono troppo poveri per poter votare: o cambi l'ordinamento o hai perso prima di cominciare.
Il parere degli apostoli di Matthys sembra essere essenziale, insisto: - Vi auguro di cuore di riuscire a prendere la citta' pacificamente, ma dall'aria che si respira potrebbe anche andare in modo diverso.
Rothmann annuisce grave: - Gia'. Staremo a vedere. Intanto che il fondo per i poveri funzioni da subito. Elezioni o no, riusciremo a mettere in minoranza luterani e cattolici. Per precauzione sposteremo i culti dalle parrocchie alle case private per proteggerci dalle spie.
- Che il Signore ci assista.
- Non ne dubito, amici miei, adesso se permettete vado con i fratelli a far coriandoli dell'editto del vescovo.
- E Jan, lo lasci qui? - Knipperdolling mi ricorda la carcassa dell'amico, accasciata davanti al fuoco.
- Lascialo dormire, non ci sarebbe di grande aiuto...
Fuori la notte e' di ghiaccio, nessuna luce, brividi scivolano sotto il mantello, mentre cerco la strada per la piazza del Mercato. Mi aiuta la memoria delle lunghe derive per queste vie. Appena un'ombra, la sensazione di una presenza e ho gia' la daga sguainata, piantata nel buio davanti a me.
- Ferma la mano, fratello.
- Perche' dovrei?
- Perche' il Verbo si e' fatto carne.
Dal buio emerge un volto, era alla riunione.
- Un po' piu' vicino e ti infilzavo senza pensarci due volte... Chi sei?
- Uno che ha ammirato il tuo modo di fare. Heinrich Gresbeck mi chiamo -. Una cicatrice obliqua gli spacca il sopracciglio, occhi azzurri, ben piantato, piu' o meno la mia eta'.
- Sei di qui?
- No, di un paese qua vicino, anche se l'ultima volta che sono capitato da queste parti e' stato dieci anni fa.
- Predicatore?
- Mercenario.
- Non credevo ci fossero battisti addestrati a combattere.
- Soltanto io e te.
- Chi te lo dice?
- Riconosco una buona spada. Matthys sa scegliere i suoi uomini.
- Solo questo volevi dirmi?
Il volto e' scavato, la cicatrice fa apparire i tratti piu' cupi e minacciosi di quanto in realta' non siano: - Ammiro Rothmann, e' stato lui a battezzarmi. Abbiamo un grande predicatore, presto o tardi ci servira' anche un capitano.
- Intendi dire me. E
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