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volta ho anche recitato in una chiesa, passi del Vecchio Testamento a memoria, mica cazzi. La Camera dei Retori mi ha fatto membro onorario. Sapete, erano assidui frequentatori del mio casino e gli praticavo degli sconti eccezionali, tariffe di favore. Ero piu' vicino io a Dio in mezzo alle mie puttane che tutti quei letterati con la puzza sotto il naso e che poi venivano a farsi trattare i piselli da loro!
Un giorno arrivano al mio bordello due viandanti inviatimi da Dio. Uno e' Jan Matthys e l'altro e' quello che Inge sta massacrando sul tappeto. Gert, sei ancora vivo? E mi fanno: Jan di Leida, il Signore ha bisogno di te, molla tutto e seguici.
- E tu l'hai fatto...
- Certo, perche' sentivo che era la cosa giusta da fare, il mio destino, cazzo, Dio mi ha parlato e ha detto: Jan, bastardosciupafemmine, ti ho cacato sulla terra per un motivo, non perche' ti rotolassi nel fango e negli umori per tutta la vita! Alzati e segui questi uomini, c'e' un lavoro da compiere. Ed eccoci qui a ricevere il tuo comitato di benvenuto. E il nostro ringraziamento, amico Berndt, ti seguira' fino in cielo, dove riceverai quel che meriti!
Knipperdolling sghignazza con le mani sui coglioni: - Col cazzo, menagramo, col cazzo, ma ascolta, davvero prima dicevi quella cosa degli indigeni li', da'i, e' una stronzata.
- Lungo un braccio, Berndt, lungo un braccio.
Knipperdolling si incupisce. Jan tracanna dalla bottiglia lasciandosi cadere lungo disteso sul letto. Comincia a blaterare: - Chi sono? Indovinate, chi sono?
Silenzio.
- Da'i, da'i, e' facile -. Prende un lembo del lenzuolo con due dita e comincia lentamente a coprirsi: - Chi sono?
- Un ubriaco perso.
Si tira su, serissimo, avvolto nel lenzuolo: - Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sara' per i suoi fratelli! - Un urlo verso Knipperdolling: - Chi sono?!
Il capo delle gilde mi guarda sgomento, visibilmente impaurito.
Sto per rassicurarlo quando Inge solleva il capo, si gira verso Jan e dice: - Noe'.


Capitolo 26
Mnster, 28 gennaio 1534

Mnster ha un fascino particolare, vicoli stretti, case scure, la piazza del Mercato ai cui margini si innalza San Lamberto: l'architettura e la disposizione degli edifici, tutto sembra casuale, caotico, e invece col passare dei giorni ti accorgi che esiste un ordine, celato nel dedalo di vie. Ho trascorso il tempo: libero a conoscere la citta' girovagando, senza meta per ore, perdendomi nel labirinto, e ritrovando l'orientamento, ogni volta in punti diversi della citta'. Scopro passaggi semisegreti, chiacchiero con i commercianti, la gente e' aperta con gli stranieri, forse perche' l'anabattismo qui e' giunto sulle gambe dei profeti erranti olandesi. Ho conosciuto uno di loro, Heinrich Rol, a cui e' stata assegnata una parrocchia entro le mura. Abbiamo parlato a lungo dell'Olanda, mi ha fatto nomi di confratelli di laggiu', non li ho riconosciuti. Dicono che Mnster faccia quindicimila abitanti, ma nei giorni di mercato devono essere certamente di piu'. I borghigiani di qua sono tipi che viaggiano, manifatture tessili, moltissimi operai. Aver scacciato il vescovo ha permesso di abolire le tasse sui tessuti e di entrare in concorrenza con i prodotti dei conventi: i fraticelli se la vedono brutta, i mercanti ingrassano. Ho imparato a captare la forza emanata dai luoghi, questi muri trasudano eccitazione, scontento, vita: e' un crocevia importante, tra il Nord della Germania e il basso Reno, ma c'e' un'energia vitale che viene da qui, dal suo interno, dal conflitto che nasce tra la sporcizia e le ruote dei carri.
Mnster e' uno di quei posti che ti da' la sensazione che qualche cosa presto o tardi inevitabilmente dovra' accadere.

***

Volo sul fango della strada, gia' avvolta dal buio, senza badare agli schizzi che mi smerdano le brache, volo veloce, sulla punta degli stivali, fino alla casa. e' stato Knipperdolling a mandarci a chiamare tutti, me mi hanno trovato in osteria, che mi attardavo dietro alla disputa teologica tra due maniscalchi. Veloce,
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