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commento.
Mi esce una risatina, ma non ho la forza per illustrargli la strana abitudine del nostro attore: quando racconta una balla non riesce mai a trattenere quel mi spiego?. e' un metodo infallibile per fare la tara ai suoi aneddoti.
Knipperdolling ora non vuole lasciarsi sfuggire nessuna delle storie dell'amico magnaccia: - Cos'e' che dicevi prima sugli indigeni delle Indie?
- Quando?
- Prima, no? La storia che ci sono davanti nel Regno dei Cieli!
- Oh, niente. Me l'ha detto un marinaio mio cliente che e' stato laggiu'. La' sono molto piu' bassi di noi, pero' hanno un batacchio cosi'. E se ti puo' interessare, un altro cliente che e' stato in Africa, mi ha detto che la' si circoncidono perche' alle donne piace molto di piu'.
- Quei fetenti dei Giudei! Allora e' sicuro che anche loro lo fanno per quel motivo, altro che popolo eletto.
Ormai anche Jan e' arrivato alla fine. L'accenno a Israele lo eccita ancora di piu'. Alza le braccia al cielo e non si trattiene: - Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa!
Pronuncia l'ultima vocale come un lungo lamento, mentre lentamente si lascia andare sul letto.
Se lo conosco bene non parlera' piu'.
Pochi minuti ed e' di nuovo in sella. Non lo conosco poi cosi' bene.
- Signori, signore, amici tutti, por favor -. Nudo, braccia larghe, in ginocchio sul letto. - Alcune istruzioni prima, o richieste se vi pare: tu, amico Berndt, hai forse intenzione di uccidermi per arsura, porco bottegaio taccagno, e' forse cosi'? Perche' allora su di te ricadranno...
- Eh si', si', eccheccazzo, vado, vado subito, ma, ma tu fai paura, bevi come una cisterna, non mi ero accorto... - La pancia di Knipperdolling traballa verso la stanza accanto.
- Ecco bravo, bravoo! - applaude fragorosamente. - E tu, amica, mia devota puttana santa, continua a trastullare il divino aspersorio che ho tra le gambe, mentre il Santo Pappone vi racconta la storia delle sue nobili origini. Si', brava, si'.
Knipperdolling rientra con tre bottiglie di acquavite e un sorriso ebete stampato sulla faccia che gli si spegne quando si accorge che la sua signora affonda ormai completamente la faccia nel culo di Jan.
- Bene, sono pronto, anzi no. Gert! Gert, c'e' qualcuno li'? Sei sicuro che la signorina non te l'abbia sciolto del tutto? e' un'ora che ce l'ha in bocca, cosi' rischia di soffocare!
- Cagati addosso! - e' la mia risposta.
- Eh no, mio caro, non sarebbe il caso, anche per il bene di Madama Baciamilculo qua sotto. Ma adesso basta, un po' di attenzione, por favor!
Knipperdolling non e' molto convinto, fa per buttarsi goffamente nella mischia di carne e guadagnare posizione.
- Mia madre era un'immigrata tedesca, nubile. Si fece prendere in un fosso dal vecchio Schulze Bockel, gran sottaniere dell'Aja, e mi mise al mondo col nome di Johann, in olandese Jan. A sedici anni mi sono imbarcato su un mercantile: Inghilterra... Fiandre, Portogallo... Lubecca... poi il nostromo comincio' ad avere delle attenzioni particolari per me. Una notte durante una burrasca gli spaccai la testa con un remo e lo buttai fuori bordo. Due giorni dopo sbarcai a Leida infilandomi nel letto di sua moglie. Ho consolato la vedova per un paio d'anni, vissuto in casa sua e ricavato un gruzzoletto dalle sue riserve. La signora mi trovo' lavoro come sarto: diceva che ero tagliato per quel mestiere, non so cosa glielo facesse credere, non ho mai avuto voglia di fare un cazzo. Gran puttanone era: aveva perso un marito grasso e beone in cambio di un meraviglioso ventenne... Ma la mia vera vocazione era un'altra, non volevo rompermi la schiena a lavorare per tutta la vita, ero chiamato a qualcosa di meglio, di piu' alto e spirituale, fare l'attore, scrivere versi, dovevo mollare la vecchia bagascia... vivere la mia vita... si'. Dov'ero rimasto, ah si', quando piantai la vedova e aprii la mia taverna... un postribolo di gran lusso, buoni guadagni e poche grane. Allietavo i clienti declamando le mie strofe, prima che le ragazze si occupassero di loro. Una 
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