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ascoltalo dentro. Ecco, lo senti chiamarti all'appello per nome, per l'ultima battaglia. Jan, ascolta, maledetto verme! - Gli occhi si stringono improvvisamente, due fessure azzurre, volano rasenti alle teste, planano, poi si alzano di nuovo, in un sibilo: - Si', tu, buffoneciarlatanoputtaniere, perche' e' di questo che stiamo parlando, che ti credi!? Pensavi di lottare per uno straccio di carta imbrattata delle tue liberta' civiche!? All'inferno! Dio ti sta parlando di ben altro: non di Mnster, no, non di queste case, queste pietre, queste strade, non di tutto questo com'e' ora. Ma di quello che diventa. Di voi e di me nella Citta', fratelli! Dio non chiede di combattere per un trattato, non per una pace equa: ma di combattere per la Nuova Gerusalemme. Cielo e terra nuovi! Un mondo, il nostro nuovo mondo al di qua dell'Oceano! - Panico e di nuovo stupore negli sguardi. - Questa e' la promessa che bandisce i ciarlatani, gli indecisi, gli inetti, la feccia sorda alla chiamata. Che ci mollino ora e raggiungano il cimitero della vecchia fede. Noi edificheremo la piramide di fuoco, noi fonderemo la Nuova Gerusalemme. Da soli, ti chiedi? No Jan, figlio d'un cane! Adesso pensi che quelle mani sporche e callose che hanno sempre saputo costruire soltanto castelli di merda non riusciranno mai a impastare la malta celeste. Ti sbagli, buffonegiullarementecatto! La promessa e' chiara: Io mandero' a voi un profeta, che vi guidera' in battaglia e raccogliera' la vostra forza per sputarla in faccia ai miei nemici. Ascoltate! Spianate la strada al profeta, che oggi ha inviato due suoi emissari, Jan di Leida e Gert dal Pozzo, ad accendere la scintilla. Quando il profeta arrivera', non saremo piu' soli e Mnster sara' un grande fuoco, un'enorme gigantesca piramide di fuoco che si innalza contro il cielo, squarcia le nubi e costruisce la scala verso il regno. Io lo so, il nome gela gia' il sangue dei potenti, dei ricchi e degli empi, corrono a rintanarsi sotto le coperte di broccato, appena lo sentono risuonare tra le fila dei miserabili, pronunciano editti, spiccano taglie, stupidi giganti d'argilla, ignari che egli e' ovunque, che i suoi apostoli hanno raggiunto le citta', i villaggi, portando l'annuncio della fine del tempo. Jan Matthys e' quel nome, fratelli! Egli e' il vero Enoch, colui che giungera' al compimento del tempo per inaugurare la citta' celeste! Dopo di noi, Matthys il Grande!

Ammutoliti, imbarazzati, zitti. L'ansia si e' diffusa tra le fila mentre Jan parlava, un disagio straniante, che spinge la gente a guardarsi bene in faccia per riconoscersi, per sincerarsi d'essere sempre gli stessi. Borghigiani, operai, artigiani, madri, facce ruvide, mani forti. Giovani, tutti quanti, poiche' la miseria non da' il tempo di invecchiare. Sono davvero venuto a dire che da qualche parte esiste ancora la speranza del riscatto e del regno? La bellezza matura di Rothmann, il loro predicatore, e i venticinque anni di Bockelson sussurrano alle loro orecchie che e' possibile.
Un uomo corpulento, pancia di birra e spalle possenti abbracciano Jan di Leida baciandolo sulla barba. La magrezza di Rothmann e la sua voce suadente alleate alla mole d'orso del rappresentante delle gilde artigiane di Mnster: Berndt Knipperdolling, conciatore e sarto. Sale sul tavolo che ci sorregge con scricchiolii preoccupanti: - Il benvenuto agli apostoli del Grande Matthys da parte di tutta la comunita' dei fratelli di Mnster. Voi qui presenti racconterete questa giornata ai vostri nipoti, perche' questo e' l'inizio di tutto. Dio ha posato lo sguardo sulla nostra citta' di Mnster e ha deciso: e' da qui che tutto avra' principio. Noi abbiamo cominciato la lotta, noi la porteremo a termine. E state certi che non sara' facile: dovremo resistere al vescovo, dovremo strappare il potere dalle mani dei notabili, dovremo sudare e fors'anche versare il nostro sangue in quest'impresa. Ma il momento e' giunto, non si potra' temporeggiare a lungo. Ecco perche' dico: chi non se la sente, ci lasci ora 
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