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appena a intravedere.
- Sei sicuro?
- e' lei.
- Come fai a saperlo? Abbiamo perso la strada.
- e' lei, ti dico. Ci sono gia' stato.
Quasi ci mettiamo a correre,
Spuntiamo sulla sponda della collina ed e' li', a solo un paio di miglia, ma le nuvole la risparmiano. Sulla citta' non piove: il cielo e' squarciato sopra i campanili, e una colonna di luce scende a cingere le mura.
Cosi', soltanto cosi' ho sempre immaginato la citta' celeste...
- Ti dico che lo ricorderanno questo giorno, fratello, lo ricorderanno come il principio.
Ha gli occhi illuminati, l'acqua gli cola a rivoli dalla barba e dagli orli del cappuccio: - Certo. Ricorderanno il giorno in cui gli apostoli del grande Matthys giunsero a portare la speranza. Questo e' l'inizio.
Sento che sta per esplodere, zelante sbracato apostolo pappone sopraffatto dall'estasi di trovarsi qui.
Ostenta un gesto cavalleresco per cedermi il passo, ma e' sinceramente eccitato: - Benvenuto nella Nuova Gerusalemme, fratello Gert.
Gli occhi ridono: - Benvenuto a te Jan di Leida, e attento a non rimanere indietro.
Ci lanciamo giu' per la collina, scivolando sull'erba fradicia, rialzandoci e ridendo come ubriachi.


Capitolo 24
Mnster, 13 gennaio 1534

Il nome latino, Monasterium, lascia pensare a un luogo di pace e lontananza dal mondo.
Mnster al contrario chiede d'essere ferrata col fuoco.
Nove porte per accedere. Su ogni porta tre cannoni: pareti spesse, stretti i passaggi.
Quattro torrioni bassi e massicci escono verso i punti cardinali a stringere in avamposto la citta'.
Mura interamente percorribili da tre uomini affiancati la cingono tutta.
L'acqua del fossato e' il corso deviato del fiume Aa che taglia in due la citta'.
Il fossato e' doppio, acqua nera davanti alla prima cinta di mura e acqua nera dietro, scavalcata da piccoli ponti che accedono alla seconda cinta, piu' bassa, marcata da torri tozze.
Inespugnabile.

***

- Fratelli e sorelle, i viandanti che aspettavamo sono giunti. Enoch ed Elia attraversano il mondo e arrivano a Mnster per annunciare che l'ora e' imminente, che i ricchi hanno i giorni contati, e il potere del vescovo sara' cancellato per sempre. Oggi sappiamo con certezza che cio' che ci attende e' liberta' e giustizia. Giustizia per noi, fratelli e sorelle, giustizia per chi viene tenuto in servitu', costretto a lavorare per un salario da fame, per chi ha fede e vede la casa del Signore imbrattata di immagini, e gli infanti venire lavati con l'acqua benedetta, come cani sotto una fontana.
Ieri ho domandato a un pargolo di cinque anni chi fosse Gesu'. Sapete cosa ha risposto? Una statua. Questo ha detto: una statua. Per la sua piccola mente Cristo non e' altro che l'idolo davanti al quale i genitori lo costringono a dire le preghiere prima di dormire! Per i papisti questa e' la fede! Prima imparare a venerare e ubbidire, poi capire e credere! Che razza di fede puo' essere questa, e che inutile supplizio per i bambini! Ma li vogliono battezzare, si' fratelli, perche' temono che senza il battesimo lo Spirito Santo non discenda su di loro. In questo modo l'atto della fede diventa secondario: le coscienze vengono lavate con l'acqua benedetta prima che si possano compiere peccati. E cosi' il loro battesimo copre le nefandezze piu' innominabili: il trarre lucro dal lavoro del prossimo, l'accumulare i possessi, la proprieta' delle terre che voi coltivate, dei telai che voi fate funzionare. I vecchi credenti non vogliono permettere a nessuno di scegliere quale vita condurre, vogliono che voi lavoriate per loro e siate contenti della fede che vi consegnano i dottori. La loro e' una fede di condanna, e' la fede spacciataci dall'Anticristo! Ma noi, fratelli, noi vogliamo Redenzione! Noi vogliamo liberta' e giustizia per tutti! Noi vogliamo leggere liberamente la parola del Signore e liberamente scegliere chi deve parlarci dal pulpito e chi rappresentarci in Consiglio! Chi decideva infatti dei destini della citta' prima che lo scacciassimo a pedate? Il vescovo. E chi
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