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popolino e si e' acceso di ambizione.
All'arroganza sembra unire anche l'eccentricita' blasfema di chi pretende di amministrare il culto come meglio crede: il mio mercante mi ha descritto il modo bizzarro in cui costui somministra la santa comunione, intingendo piccoli pani nel vino e servendoli ai fedeli. Inoltre da un po' di tempo ha preso a negare il battesimo agli infanti.
Questo particolare ha destato in me un vivo sospetto, e mi ha spinto a chiedere di piu'. E infatti, interrogando il mercante e convincendolo a darmi ogni informazione utile, sono venuto a sapere di come questo falso Isaia abbia simpatie anabattiste.
Ho scoperto che all'inizio dell'anno sono giunti a Mnster alcuni predicatori anabattisti, provenienti dall'Olanda, di cui ho minuziosamente annotato i nomi, almeno quelli che la buona memoria del mercante ha trattenuto. Costoro hanno eccitato il predicatore al punto di convertirlo alla loro falsa dottrina e di rinvigorirne l'acrimonia nei confronti del vescovo.
Sembra anche che Lutero gia' da alcuni mesi tenga d'occhio questo personaggio, evidentemente impressionato dal rumore che riesce a suscitare, e si dice che in diverse lettere spedite al Consiglio cittadino di Mnster abbia tentato di mettere in guardia i protestanti da un uomo di tal fatta. Ma ben si sa che il monaco Martino ha una paura maledetta di chiunque possa competere con lui in popolarita' e oratoria, minacciando il suo primato. Cio' che pero' ha ravvivato ulteriormente la mia attenzione riguardo a quella citta', e' stato avere notizia del fatto che il langravio Filippo si e' sentito in dovere di inviare a Mnster due predicatori che riconducessero questo Rothmann entro gli argini della dottrina luterana. Quando ho chiesto al mio provvidenziale mercante perche' il langravio Filippo si fosse scomodato tanto per un piccolo predicatore, che per giunta non risiede nemmeno entro i confini del suo principato, egli ha risposto fornendomi un resoconto quanto mai dettagliato degli ultimi eventi verificatisi in Mnster.
Ebbene, come la S.V. avra' modo di leggere, tali avvenimenti confermano i peggiori sospetti che quest'umile osservatore ha espresso nelle missive precedenti, ben magra consolazione nella sventura.
Nel momento in cui questo Rothmann ha abbracciato la dottrina che nega il battesimo degli infanti, molti del partito degli amici di Lutero lo hanno abbandonato, scendendo in campo contro colui che prima osannavano. Ma per quanti l'hanno abbandonato altrettanti devono aver preso a seguirlo, se quello che mi e' stato detto, come credo, corrisponde a verita'.
La citta' si e' trovata dunque divisa in tre fedi, tre partiti egualmente distanti tra loro: i cattolici romani fedeli al vescovo, i luterani, per lo piu' mercanti, che controllano il Consiglio cittadino, e gli Anabattisti, artigiani e lavoratori meccanici seguaci di Rothmann e dei suoi predicatori venuti dall'Olanda. Nemmeno il fatto che questi ultimi fossero degli stranieri ha potuto separare il volgo dal suo predicatore, anzi, quando il Consiglio ha cercato di espellerli dalla citta', essi sono stati fatti rientrare nottetempo e al loro posto il popolo ha scacciato i predicatori locali!
Chi e' quest'uomo, mio signore? Quale incredibile potere esercita sulla plebe? Il ricordo corre da solo a quel Thomas Mntzer che anni orsono anche la S.V. ha avuto modo di conoscere attraverso questi umili occhi.
Ma e' meglio terminare la cronaca, che sembrerebbe frutto di fantasia, se non fossi ben certo della saviezza di chi me l'ha fornita.
Or dunque, davanti a una tale situazione, si e' pensato bene di tenere una pubblica disputa tra le tre confessioni sulla questione del battesimo, in modo che le cose non degenerassero in guerra aperta.
Si era nell'agosto di quest'anno, quando le migliori menti si sono date battaglia nell'arena dottrinale. Ebbene, mio signore, Bernhard Rothmann e i suoi olandesi hanno riportato una vittoria schiacciante, trascinando la cittadinanza dalla loro parte.
Piu' volte la S.V. ha ricordato 
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