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contrario sono eretici indomabili, refrattari a ogni compromesso, spregiatori d'ogni regola, sacramento e autorita'.
Ma non oso aggiungere altro, lasciando alla saggezza del mio signore ogni valutazione, impaziente di tornare a servire la S.V. con questi umili occhi e il briciolo d'acume che Iddio ha voluto concedermi.
Sinceramente mi raccomando alla bonta' di V.S.,
di Strasburgo, il giorno 20 del giugno 1532
Il fedele osservatore di Vostra Signoria
Q.


Lettera inviata dalla citta' di Strasburgo, indirizzata a Gianpietro Carafa in Roma, datata 15 novembre 1533.

All'onorandissimo signore mio Giovanni Pietro Carafa.
Signore mio illustrissimo, scrivo alla S.V., dopo un lungo silenzio, nella speranza che l'attenzione e la cura dimostrata nei confronti di questo fedele servitore trovino ancora ragion d'essere e conferma presso di Voi.
I fatti di cui tengo mettere al corrente la S.V. sono appunto a mio giudizio utili, e fors'anche necessari, a leggere nelle pieghe delle vicende delle terre settentrionali, che, come non ho mancato di riferire, vanno complicandosi ogni giorno di piu'.
Il teatro dei fatti di cui con tanta premura mi accingo a dar notizia e' il principato vescovile che fa capo alla citta' di Mnster, al confine tra il territorio dell'Impero e quello olandese, oggi affidato alla guida sapiente di Sua Eminenza il vescovo Franz von Waldeck.
Costui sembra essere uomo risoluto e devotissimo alla Santa Sede, ma anche prudente e attento a non perdere il potere che tanto il Papa quanto l'Imperatore hanno rimesso nelle sue mani. La sua ascesa a principe vescovo e' maturata in un clima acceso di diatribe e conflitti con quella parte della popolazione che professa fede luterana, per lo piu' mercanti, esponenti delle gilde che controllano il Consiglio cittadino e che egli ha saputo affrontare con determinazione.
Tutto questo non meriterebbe un solo istante dell'attenzione di V.S. se non fosse che i recenti avvenimenti in quella citta' sono oggi argomento di discussione per tutti, al punto che perfino il langravio d'Assia Filippo si e' visto costretto a inviare dei pacieri per arginare il subbuglio che regna cola'.
Devo confessare che gia' da qualche tempo un nome che non mi era del tutto estraneo era giunto a queste orecchie, risalendo a ritroso il corso del Reno, portando fin qua l'eco di prediche ardite. Fin quando proprio ieri ho raccolto la testimonianza di un commerciante di pellami giunto da Mnster e residente lassu'.
Quest'uomo di mercato mi ha parlato di un novello Isaia, osannato dal popolino, con molti seguaci nei vicoli e nelle osterie, consapevole dell'ascendente che esercita sui suoi concittadini e in grado di aizzarli contro il vescovo von Waldeck. Solo allora, quando ne ho avuto una descrizione fisica da un testimone diretto, ho associato il nome al volto dell'uomo dalla cui fama ero stato raggiunto.
Bernhard Rothmann si chiama, e mi sono ricordato di averlo adocchiato proprio qui a Strasburgo, circa due anni fa, quando le sue simpatie luterane lo avevano spinto a visitare i piu' importanti teologi protestanti. A quel tempo non lo avevo ritenuto persona pericolosa, almeno non piu' degli altri suoi compari fuoriusciti dalla Santa Chiesa romana, ma oggi sento nuovamente parlare di lui e a gran voce.
Si tratta di un predicatore mnsterita, di circa quarant'anni, figlio d'un artigiano, ma che, dicono, fin dall'infanzia ha dato segni di grande intelligenza e capacita' e per questo e' stato avviato alla vita ecclesiastica e successivamente mandato a studiare a Colonia dai canonici che lo avevano in cura. Durante quel viaggio passo' da qui, ma anche da Wittenberg, dove incontro' Martin Lutero e Filippo Melantone.
A quanto pare al suo ritorno nella citta' natale e' diventato predicatore ufficiale, dando inizio a un durissimo attacco contro la Chiesa. Le gilde dei mercanti lo hanno subito appoggiato, vedendo in lui un ottimo ariete da scagliare contro i portali del vescovado. Costui in poco tempo ha conquistato il favore del
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