<A HREF="Q_primaparte092"><</A>
Apocalisse, come apoteosi, contiene il prefisso di cio' che sta in alto. Ipocalisse sarebbe un nome molto piu' adatto: c'e' soltanto da cambiare una vocale.
Osservo Jan Bockelson con la mano poggiata tra le cosce, una donna seminuda sdraiata sul divano, un rasoio insanguinato a mollo nell'acqua: i miei ragionamenti non varcheranno la soglia del cervello. Le parole del fornaio di Haarlem sapranno essere molto piu' convincenti.
Jan Matthys si liscia la barba nera e appuntita. Il Santo pappone sembra piacergli, anche se non ha le idee abbastanza chiare. Del resto i battisti di Amsterdam che ci hanno suggerito di incontrarlo non ci hanno parlato della sua lucidita' o della sua fede, bensi' dell'odio viscerale verso papisti e luterani, del fascino di attore e dei modi un po' rozzi.
Matthys stringe le labbra tra le dita e decide di venire al sodo: - Stammi a sentire, fratello Jan, ecco l'idea: dodici apostoli percorreranno queste terre in lungo e in largo. Battezzeranno gli adulti, inviteranno a spianare le vie del Signore, predicheranno in suo nome. Soprattutto annuseranno l'aria di ogni citta' per valutare in quale sia possibile raccogliere il popolo eletto -. Si volta verso di me con un cenno del capo. - Stiamo cercando uomini capaci di fare tutto questo.
L'altro Jan fa segno alla sua avvenente compagna di lasciare la stanza. Gli occhi si fanno attenti mentre sprofonda a sedere sul divano accomodandosi i calzoni.
- Perche' tutti in una citta', amico Jan? Non sarebbe piu' utile coinvolgere un territorio che sia il piu' vasto possibile? La forza di un'idea si misura anche dalla sua capacita' di coinvolgere le genti piu' lontane.
Matthys ha gia' risposto piu' volte a questa obiezione. Socchiude gli occhi e parla lentamente:
- Ascolta, soltanto quando governeremo una citta' e vi aboliremo l'uso del denaro, il possesso privato dei beni e le differenze di censo, allora la luce della nostra fede sara' cosi' potente da illuminare tutte le genti. Sara' l'esempio! Se invece, fin da subito, ci preoccuperemo soltanto di diffondere il piu' possibile le nostre idee, finiremo con l'attenuare l'effetto dirompente che da esse ci attendiamo e ci moriranno tra le dita come fiori senza radici.
Jan di Leida batte le mani scuotendo la testa: - Siate benedetti, amici miei! Era da tempo che questo attore di strada aspettava una pazzia simile per dare finalmente vita ai suoi personaggi preferiti: Davide, Salomone, Sansone. Per dio, questa vostra Apocalisse e' lo spettacolo che ho sempre sognato. Accetto la parte, se e' questo che cercate: da oggi avete un apostolo in piu'!


Capitolo 22
Anversa, 20 maggio 1538

- Un puttaniere?! Il re di Mnster un magnaccia?! - Eloi per un attimo perde l'accondiscendenza a cui mi ha abituato. Per la prima volta sembra non riuscire a credermi.
Lo rassicuro: - Se la leggenda lo ha dipinto come un re terribile e sanguinario, sappi che cio' corrisponde al vero, ma ne' prima ne' dopo il nostro ingresso a Mnster, Jan Bockelson di Leida fu mai niente di diverso da cio' che era sempre stato: un attore, un saltimbanco, un magnaccia. E naturalmente un profeta. Questo rende ancora piu' grottesco l'epilogo della nostra vicenda, poiche' l'attore dimentico' di recitare e confuse il canovaccio con la vita vera. La farsa divento' tragedia.

Eloi e' a disagio, ridacchia per superare lo stupore.
- L'epopea anabattista e le leggende dei nemici hanno fatto di noi dei mostri d'astuzia e perversione. Be', in realta' questi erano i cavalieri dell'Apocalisse: un fornaio profeta, un poeta pappone e un reietto senza nome, in fuga da sempre. Il quarto fu un invasato puro, Pieter de Houtzager, uno che aveva cercato di farsi frate ma era stato respinto per la violenza delle sue parole: investiva la gente per la strada, le visioni che evocava erano fitte di sangue e sterminio, unica giustizia del Signore.
Poi la famiglia Boekbinder forni' alla banda di Matthys un altro congiunto, il giovane Bartholomeus, che ufficialmente risultava essere mio cugino e
<A HREF="Q_primaparte094">></A>