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porco che ti ritrovi sulle spalle.
e' un suono sordo, un tonfo secco, uno solo, che piega il metallo e fa volare per aria una pioggia di denti. Va giu' come un sacco vuoto, senza un gemito, sputando fuori pezzi di lingua.
Comincio a roteare la catena, sempre piu' forte, ve lo faccio vedere io distinti messeri quanto puo' essere rognoso un anabattista. Il secchio colpisce teste, schiene, volteggia sempre piu' lontano da me, la catena mi sega le mani, ma li vedo cadere, rannicchiarsi per terra, correre verso la porta senza raggiungerla, la Giustizia del Secchio e' implacabile, rotea, rotea, sempre piu' forte, non lo tengo piu', ormai e' lui che trascina me, e' la mano di Dio, potrei giurarlo signori, il Dio che avete fatto incazzare a morte. E giu', ancora un altro, dove pensavi di rintanarti ricco idiota beone?
Uno strattone, il secchio incagliato, bloccato sui rami di un alberello che per poco non viene giu' anche lui.
Un'occhiata sul campo di battaglia: uh, stesi tutti. Qualcuno mugola, si lecca le ferite tramortito, lo sguardo sui coglioni.
Il fratello e' stato saggio, si e' buttato a terra al primo giro e adesso si rialza attonito, con una strana luce negli occhi: come angelo sterminatore non me la sono cavata affatto male.
Salto giu' e traballo verso di lui. Alto e smilzo, barbetta scura appuntita. Mi stringe la mano troppo forte, la catena l'ha piagata.
- Dio ci ha assistiti, fratello.
- Dio e il secchio. Non l'avevo mai fatto prima.
Sorride: - Mi chiamo Matthys, Jan Matthys, fornaio di Haarlem.
Ricambio: - Gerrit Boekbinder.
Quasi commosso: - Da dove vieni?
Mi volto indietro e alzo le spalle: - Vengo dal pozzo.


Capitolo 19
Anversa, 14 maggio 1538

- Fui Gert dal pozzo. Matthys si divertiva a usare quel nome strambo, ma gli piaceva anche pensare che il nostro plateale incontro non fosse stato frutto del caso. Del resto per lui niente lo era mai, tutto aveva un senso nella visione di Dio, un significato che andava oltre la semplice apparenza e parlava agli uomini, a noi eletti. Perche' questo pensava che fossero i battisti: eletti del Signore, i prescelti. C'era un'impresa da portare a compimento, grandiosa, finale. Il mio Giovanni di Haarlem conosceva Hofmann, era stato battezzato da lui in persona, e ne aveva letto le profezie. Il Giorno era vicino, giorno del riscatto e della vendetta. Ma capii subito che quel fornaio aveva fatto una scelta diversa dal vecchio Melchior: lui voleva combattere quella battaglia, eccome, aspettava soltanto il segnale del suo Dio per dichiarare guerra agli empi e ai servi dell'iniquita'. Aveva un piano: radunare tutti i battisti e portarli a disertare il mondo, quel mondo di schiavitu' e prostituzione a cui i potenti volevano condannarli in eterno. Si', ma come riconoscere i prescelti? Matthys non si stancava mai di ripetere che Cristo aveva scelto dei poveri pescatori come seguaci e apostoli, sputando sui mercanti del Tempio. Perche' di questo si trattava: il lucro, il maledetto lucro dei commercianti olandesi. Gente del genere avrebbe scelto quale fede professare in base al proprio interesse e questo la rendeva un nemico temibile. Piu' la fede si legava a riti e dogmi indiscutibili, piu' quelli ci si sarebbero attaccati: in fondo l'unico motivo per cui non simpatizzavano per la Chiesa di Roma era che il suo maggior paladino, l'Imperatore Carlo, li vessava di tasse e voleva spadroneggiare sui Paesi Bassi come un tiranno, intralciando i loro affari. Poco importava che tanti ricchi mercanti fossero in buona fede: la buona fede - diceva sovente il mio fornaio di Haarlem - non basta, occorre la verita'. Se bastasse la buona fede non servirebbe la redenzione: La buona fede non cancella gli errori, molti Giudei in buona fede hanno gridato il "crucifige". La buona fede e' un'idea dell'Anticristo.
Ma la cosa ancor piu' sorprendente era il modo in cui Matthys aveva smascherato l'ipocrisia dei preti e dei dottori che ci avevano servito la Bibbia dai pulpiti e dalle cattedre: quella miserabile
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