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ma merda quell'altro poveraccio lo staranno massacrando, quanti sono? tre, quattro, chi ha avuto il tempo di contarli, ce li siamo trovati addosso, e' cominciato all'improvviso, quello si e' messo a sbraitare, cosa facevano le loro madri? si facevano montare dai maiali di chi? Mi e' volato un tavolo sopra la testa, roba che ci rimanevo secco, e se prendono i coltelli, non sembravano armati, cazzo mica si entra armati in osteria, a bere una birra, no, a raccontare qualche balla, a parlare del mercato, ma quel tipo ha tirato fuori la storia delle loro madri, le braccia, cristo, le braccia, tengo duro, si', tengo duro, ma non ce la faccio ancora per molto, non posso affogare cosi', che razza di morte e', dopo tutto quello che ho passato, tutti i posti da cui sono uscito vivo, o forse si', e' cosi' che va a finire, ti salvi dagli eserciti, dagli sbirri, e poi crepi come un topo affogato per colpa di uno che non e' stato zitto, mi sono messo in mezzo, non mi riguardava, e mi sono messo in mezzo, eccheccazzo, quattro contro uno, perche' facevano tintinnare quelle borse piene di soldi, armatori ben pasciuti sono, moglie casta da monta annuale e troie sifilitiche tutti i santi giorni, sfruttatori, tutti preghiere e affari d'oro, e da'gli con gli Anabattisti pagati dal Papa, gli Anabattisti sono solo untori da sgozzare per dare le loro budella ai cani, gran bei levrieri che devono avere nelle loro magioni di campagna, rottinculo pieni di soldi, gli Anabattisti in combutta con l'Imperatore, che ti si infilino in casa per convertirti la moglie a suon di verga, che bisognerebbe far piazza pulita, le braccia, cristo, stanno per cedere, ma perche' mi sono messo in mezzo, e' stato quell'altro pazzo a cominciare, non doveva alzarsi e sputargli la birra in faccia, e poi dire quella cosa delle madri, lo so anch'io che erano delle gran bagasce ma c'era da aspettarselo che l'avrebbero presa male, a quest'ora l'avranno gia' sgozzato, che se poi avesse solo sputato, era un ubriaco come tanti, invece no, e' quello che ha detto, ma si' e' per quello che mi ci sono ficcato, per quelle parole, grandiose, quelle che avrei voluto dire io, le braccia merda le braccia, devo tirarmi su, coraggio, issa, non posso finire in fondo a 'sto pozzo schifoso, non posso crepare cosi', come un coglione, forse quello e' ancora vivo, forse dira' ancora qualcosa prima che lo facciano fuori a cazzotti, gran belle parole fratello; perche' si', sei un fratello, altrimenti mica ti alzavi, mica dicevi quello che hai detto, non l'avrei fatto per tutti, questo voglio riuscire a dirtelo, non mi sarei messo in mezzo per qualunque anabattista scoppiato, ne ho gia' conosciuti troppi amico mio, ma tu hai del fegato, issa per dio, issa, devo risalire, cosi', piano piano, su, ci sono quasi, devo uscire, o merda, eccomi, sono sull'orlo, ancora una spinta, ci sono.
Sono diventati cinque. Mi sembravano quattro, giuro che mi era sembrato di contarne quattro. Adesso sono in cinque, tutti intorno a lui, e' spacciato, l'oste e' sul selciato del cortile, si regge la testa, la brocca che ho lanciato e' andata in pezzi ma ha fatto i suoi danni. E l'amico sconosciuto se ne sta li' impalato a sfidarli con lo sguardo come se fosse il piu' forte, e da'i, di' qualcosa, com'era? cosa hai detto prima che il mondo mi crollasse sulla schiena, prima che quel gigante mi buttasse qua sotto?
Salgo in piedi, e comincio a raccogliere la catena, non mi accorgo neanche di urlare: - Ehi quella cosa che hai detto... Su Gesu' Cristo e i mercanti mangiamerda...
Si volta stupefatto, quasi quanto gli altri. La scena si ferma, come stampata su una pagina, rischio di perdere l'equilibrio, devo sembrare uno stronzo maledetto.
- Be', sono completamente d'accordo con te! E adesso segui il consiglio di un confratello: abbassa la testa.
Il gigante che credeva di avermi affogato diventa paonazzo, si fa sotto, vieni vieni che ormai ho tirato su tutta la catena e ho il secchio in mano, vieni, bravo, vieni a farti staccare quella gran testa di
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