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scontrato con Hubmaier, un fratello di laggiu' che non ne vuole sapere delle sue follie. Pare che il nostro Hans abbia proposto di non pagare piu' le tasse e di rifiutarsi di prestare servizio nelle milizie. Alla fine le autorita' l'hanno rinchiuso nel castello ed e' riuscito a evadere da una finestra grazie all'aiuto di un amico. Immagino che sara' furente, adesso puo' fare anche il martire. Vorra' avanzare le stesse proposte anche qui.
Volti sconosciuti, facce serie. Convinco Johann a sederci in disparte.
- Dachser e gli altri sono tipi coi piedi per terra, dovro' cercare di limitare i danni che puo' fare Hut. Se entriamo subito in conflitto con le autorita' non avremo il tempo di rafforzarci. Ma vaglielo a spiegare...
Evocato dalle parole di Denck, appare al centro della sala, posa da profeta che invece di muovermi al riso riesce soltanto a farmi pena.

***

Si riveste senza dire una parola. La luce filtra dalla finestra e lascia entrare la sera.
Steso su un fianco, guardo i campanili contro il cielo, affollato di rondini. Un merlo salta sul davanzale e mi osserva incerto. Sento il peso del corpo, dei muscoli inerti, come sospesi sul vuoto.
- Mi vuoi ancora?
Non ho voglia di muovere la testa, di spostare lo sguardo, di parlare. Il merlo fischia e salta giu'.
La mano raggiunge la borsa sotto al letto. Le allungo le monete sulla coperta.
- Con queste possiamo farlo ancora.
La voce mormora qualcosa: - Sono ricco. E stanco.
Dal silenzio assoluto mi accorgo che e' uscita. Ancora non mi muovo. Penso a quei pazzi che litigano su quale sara' il Giorno del Giudizio. Penso che sono uscito troppo in fretta, offendendo tutti. Penso che Denck avra' sicuramente capito. E che l'aria della strada mi e' piaciuta subito mentre camminavo senza meta per la citta'. Che lei ha seguito lo straniero giusto ed era giovane e miserabile, come Dana, ha offerto calore e un sorriso che poteva quasi sembrare sincero. Ho deciso di non pensare.
Gli amici sono morti e per quelli che restano ho scoperto di essere sordo. Dio non c'entra piu'; ci ha abbandonato in un giorno di primavera, sparendo dal mondo con tutte le sue promesse e lasciandoci in pegno la vita. La liberta' di spenderla tra quelle cosce bianche.
Il merlo torna sul davanzale lanciando richiami alle torri. Il sonno si insinua sotto gli occhi.

***

Non riesco a darti un volto, sei come un'ombra, uno spettro che scivola al margine degli eventi e aspetta nel buio. Sei il mendicante che chiede l'elemosina nel vicolo e il grasso mercante che alloggia nella stanza accanto. Sei quella giovane puttana e lo sbirro che mi bracca dappresso. Tutti e nessuno; la tua razza e' venuta al mondo con Adamo: sfortuna e Iddio avverso. L'esercito che ci aspettava dietro quelle colline.
Qoe'let, l'Ecclesiaste. Il profeta di sventura. Tre lettere piene di parole d'oro per il Magister, di notizie e consigli importanti. A Frankenhausen non trovammo l'armata di sbandati che ci avevi promesso, ma un esercito forte e agguerrito. Scrivevi che li avremmo spazzati via.
Volevi che scendessimo in quella piana, a farci macellare tutti quanti.

Denck ha una bella famiglia, serena, ma non devono passarsela benissimo: i vestiti sono logori e rattoppati in piu' punti, la casa e' spoglia. Sua moglie Clara ha cucinato per me, la figlia maggiore si occupava del fratello, mentre la madre serviva la cena.
- Non avresti dovuto andartene cosi'.
Non c'e' risentimento, versa la grappa nei bicchieri e me ne passa uno.
- Forse. Ma non ho piu' lo stomaco per certe discussioni.
Scuote la testa mentre cerca di rianimare il fuoco rivoltando la brace con l'attizzatoio: - Il fatto che Hut sia poco lucido non significa che...
- Non e' Hut il problema.
Alza le spalle: - Non posso obbligarti a credere per forza in questo sinodo. Ti chiedo di essere solo un po' piu' fiducioso nei nostri confronti.
- In questi anni sono diventato diffidente, Johann.
Pronuncio il nome a bassa voce, un'abitudine ormai: - Magister Thomas non ci condusse a
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