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vecchio Gert dal Pozzo. La vita non la smette proprio di riservare sorprese. Tutto avrei immaginato, ma non certo di rincontrare te. E qui, poi...
Scruto in quel volto anonimo: - Mi hai preso per un altro, compare.
Adesso sorride: - Non credo. Ma non ha molta importanza: qui il passato non conta, anch'io quando sono arrivato ero ridotto come te e solo a sentire pronunciare il mio nome scattavo come un gatto selvatico. Sei stato con Van Geleen, vero? Mi hanno detto che ti avevano visto alla presa del Municipio di Amsterdam...
Cerco di capire chi ho di fronte, ma i suoi tratti non mi dicono nulla.
- Chi sei?
- Balthasar Merck. Non mi meraviglio che non ti ricordi di me, ma a Mnster c'ero anch'io.
Deve averglielo detto Eloi.
- Anch'io ci ho creduto davvero. Avevo una bottega ad Amsterdam: abbandonai tutto per unirmi ai fratelli battisti. Io ti ammiravo, Gert, e quando te ne sei andato e' stato un duro colpo, non soltanto per me. Rothmann, Bockelson e Knipperdolling erano dei pazzi, ci hanno portati alla soglia della follia piu' pura.
Nomi che fanno male, ma Merck sembra sincero e disposto a comprendere.
Lo guardo negli occhi: - Come sei uscito da la'?
- Con Krechting il giovane. Suo fratello l'hanno appeso nella gabbia insieme agli altri, ma lui no, e' riuscito a guidarci fuori appena in tempo, quando i vescovili gia' entravano in citta' -. Un'ombra scura gli offusca lo sguardo. - A Mnster ci ho lasciato mia moglie, era troppo debole per seguirmi, non ce l'ha fatta.
- E sei finito qui?
- Per mesi ho chiesto l'elemosina per strada, mi hanno anche preso una volta, i soldati si', quando ero gia' tornato in Olanda. Mi hanno torturato, - mostra le dita tumefatte, - per farmi confessare di essere stato un battista. Ma io stavo zitto. Faceva male si', altroche', urlavo come un pazzo mentre mi strappavano le unghie, ma non ho detto niente. Pensavo alla mia Ania, sepolta in qualche fossa. Zitto. Mi hanno lasciato quando credevano che fossi impazzito del tutto. Eloi mi ha preso con se', mi ha salvato la vita ....
Torno a gettare lo sguardo oltre la balaustra: Kathleen raccoglie i panni in un catino e li porta via.
- e' bella vero?
Vorrei rispondergli che ora e' certo piu' importante dei nostri ricordi.
Mi sfiora: - Qui non ci sono mariti ne' mogli.
Una smorfia: - Sono vecchio.
Ride, il suono di una risata, come se lo ascoltassi per la prima volta, dopo che aveva abbandonato la mia esistenza per anni: - Sei soltanto stanco, fratello. Sei morto: Gerrit Boekbinder e' morto e sepolto sotto le mura di Mnster. Qui sei Lot, quello che non si volta indietro. Ricordatelo.
La mano sulla spalla. Osservo i bambini giu' nel cortile, come se fossero creature di fiaba. I boia bambini di Mnster sono lontani, i piccoli mostri di Bockelson, gli inquisitori fanciulli che portavano la morte sulle dita.
- Chi e' questa gente, Balthasar?
- Spiriti liberi. Hanno conquistato la purezza, decretando la menzogna del peccato e la liberta' dei loro desideri, la propria felicita'.
Dice queste cose con naturalezza, come stesse spiegando l'ordine del cosmo. Quel bruciore nello stomaco e' mutato in pena, per me, per questo corpo spossato, e quella gioia semplice.
La mano si stringe sulla spalla: - Lo Spirito Santo e' in loro, come in ognuno. Vivono nel giorno di Dio, senza bisogno di impugnare la spada.
Gli occhi si appannano, quasi si rifiutassero di Vedere: - Credi che sia cosi'? Abbiamo perduto il Regno per ritrovarlo qui?
Annuisce: - Eloi un giorno mi ha detto che il Regno di Dio non e' qualcosa che si attende: non ha ieri o domani, e non giunge nemmeno tra mille anni. e' l'esperienza di un cuore: esiste ovunque e in nessun luogo... e' nel sorriso di Kathleen, nel calore del suo corpo, nella gioia di un bambino.
Sento che vorrei piangere via l'odio, la paura, la disperazione, la sconfitta. Ma e' difficile, doloroso. Devo appoggiarmi alla balaustra.
- Per me e' tardi.
- Non lo e' mai per nessuno. Stando qui imparerai anche questo, fratello.
- Eloi vuole che gli 
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