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imperiale di Augusta, indirizzata a Gianpietro Carafa, datata 17 settembre 1527.

All'eminentissimo e reverendissimo signore Giovanni Pietro Carafa, in Roma.
Signore mio onorandissimo,
In quest'ora grave di incertezza mi e' concesso soltanto l'appello alla misericordia di Dio, consapevole che la Sua luce, attraverso la bonta' che Vostra Signoria continua a manifestare verso di me, puo' indicare a questo indegno mortale la via da tenere nella tenebra che ci circonda. Ed e' per questo che mi accingo a riferire su quanto accade quassu', nel cuore marcio dell'Impero, nella speranza che anche una sola delle mie parole possa essere d'aiuto ai disegni della Signoria Vostra.
La Sassonia Elettorale si accinge a mutare il proprio ordinamento ecclesiastico: l'ultimo atto dell'opera incominciata ormai dieci anni orsono sta per compiersi. Fin dal momento della morte di Federico il Savio, due anni fa, e' infatti apparsa chiara l'intenzione del fratello Giovanni di continuare la' dove il suo predecessore aveva dovuto interrompere. Ebbene il nuovo ordinamento concede al principe stesso la scelta dei parroci, i quali ora possono prendere moglie; un Concistoro di dottori e Soprintendenti lo consigliano nella selezione; il patrimonio della Chiesa e' posto sotto il controllo del principe, che presto o tardi procedera' ad annetterselo completamente, cosiccome l'insegnamento della dottrina e la gestione delle scuole; la formazione delle nuove leve di teologi luterani e' in questo modo garantita. A Marburgo e' stata fondata la prima universita' eretica.
Il modesto parere del servo di Vostra Signoria e' che la peste luterana sia ormai invincibile dalle sole forze umane, e che sia possibile solamente tentare un suo contenimento entro i confini che ha finora guadagnato. Ma gli eventi degli ultimi anni hanno insegnato a questo povero soldato di Dio che spesso cio' che appare un male, nel grande disegno dell'Altissimo puo' trasformarsi in bene. Il matrimonio della fede eretica con i principi tedeschi fa si' che essa non possa piu' svincolarsi da quest'ultimi e dalle alleanze che essi vorranno contrarre. Essi possono rivelarsi ottimi alleati contro l'Imperatore e gia' ora non e' raro incontrare messi e ambasciatori francesi lungo le strade di queste lande germaniche. Certo e' prematuro attendersi una imminente discesa in campo dei principi contro Carlo, ma non e' da pazzi prospettarla per il futuro. Io credo, mio signore, che i nostri calcoli si riveleranno nel corso del tempo quanto mai acuti e premonitori. Se dunque le sorti della guerra in Italia versano a sfavore dei francesi, la S.V. si consoli pensando che di qui a pochi anni Carlo rischia di vedere i propri confini orientali schiacciati tra il Turco e i principi luterani. Allora il suo potere comincerebbe davvero a vacillare.
Ma vi e' un male sottile che striscia su questa terra sventurata e di cui mi accingo a darvi notizia.
Le ultime settimane hanno visto questa citta' squassata dalla repressione contro i cosiddetti Anabattisti. Questi bestemmiatori portano alle estreme conseguenze le perfide dottrine di Lutero. Essi rifiutano il battesimo degli infanti, poiche' ritengono che lo Spirito Santo possa essere accettato soltanto per volonta' del fedele che lo riceve; rifiutano la gerarchia ecclesiastica e si uniscono in comunita', i cui pastori vengono eletti dai fedeli medesimi; misconoscono l'autorita' dottrinale della Chiesa e considerano la Scrittura l'unica fonte di verita'; ma, in questo peggiori di Lutero, rifiutano anche di obbedire alle autorita' secolari e pretendono che siano le singole comunita' cristiane ad adempiere all'amministrazione civica. Inoltre avversano la ricchezza e tutte le forme secolari del culto, le immagini, le chiese, i paramenti sacri, in nome dell'uguaglianza di tutti i discendenti di Adamo. Essi vorrebbero sovvertire il mondo da capo a piedi e non e' un caso che molti reduci della guerra dei contadini abbiano simpatizzato con essi, sposandone la causa.
Le autorita' hanno un bel da
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