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attesa del boia e che solo una volta, nell'ultimo istante di vita, abbia fatto risuonare la voce per la quale si e' reso famoso presso il volgo: Omnia sunt communia, dicono sia stato il suo unico grido, lo stesso motto che ha animato il furore popolare di questi mesi.
Ora che il sangue dei due uomini piu' pericolosi si e' mescolato sul selciato, la Signoria Vostra puo' senza dubbio rallegrarsi per quella lungimiranza e saggezza in cui il Suo fedele osservatore confida ciecamente da sempre.
Ma per non venire meno al voto di franchezza che avete richiesto da parte mia, confessero' di aver dovuto agire assai precipitosamente, rischiando finanche di mettere a repentaglio i mesi di lavoro e di sforzi concentrati nel tentativo di procurarmi la fiducia del focoso predicatore dei contadini. Solo grazie a tale precedente tessitura, per altro, e' stato possibile accelerare la rovina di Mntzer. L'avergli offerto i miei servigi e informazioni sugli intrighi di Wittenberg ha consentito di guadagnarne la fede e di potergli passare le false notizie che lo hanno spronato allo scontro campale. A onor del vero devo dire che il nostro uomo ci ha messo bene del suo per far precipitare gli avvenimenti: la mia missiva non ha sortito che l'effetto di offuscare l'ultima luce di raziocinio. Un'armata di straccioni non poteva avere alcuna speranza di sconfiggere le schiere ben armate dei lanzichenecchi e la cavalleria dei principi.
Orbene mio Signore, dato che con tanta magnanimita' richiedete il mio parere su quanto e' stato fatto finora, lasciate che il Vostro grato servitore liberi il cuore dal peso di tutte le impressioni e dai semplici giudizi che lo colmano.
Quando il buon cuore di V.S. mi scelse per osservare da vicino gli affari dei principi tedeschi col monaco Martin Lutero, non era possibile immaginare cio' che il Signore Iddio avrebbe riservato a questa regione. Che l'apostasia e l'eresia avrebbero stretto un patto tanto forte con il potere secolare e si sarebbero a tal punto radicate negli animi, non era destino che intelletto umano potesse intravedere.
Ciononostante, in quel tremendo frangente, la Vostra fermezza mi ordino' di cercare un antagonista al dannato Lutero, per fomentare lo spirito di ribellione del popolo contro i principi apostati e indebolirne la compagine.
Quando non era nelle facolta' umane riconoscere il grave pericolo che sarebbe giunto da colui che si erge a paladino della cattolicita', l'Imperatore Carlo V, la Vostra saggezza e' stata tale da indicare al Suo umile servitore la direzione giusta in cui indirizzare l'operato e subito, appena appresa la notizia della cattura del re di Francia sul campo di Pavia, ha saputo dare l'ordine piu' appropriato: accelerare la fine della rivolta contadina, affinche' i principi amici di Lutero potessero esser saldi rivali di Carlo. L'Imperatore infatti, avendo vinto e catturato il re dei francesi in Italia, si innalza ora come un'aquila rapace che, palesando di voler difendere il nido di Roma, puo' offuscarlo con la sua ala e il rostro acuminato. La vastita' dei suoi possedimenti e il suo potere sono del resto tali da mettere a repentaglio l'autonomia della Santa Sede e l'autorita' spirituale di Roma, tanto da spingere a preferire che in una regione dell'Impero come questa da cui scrivo, i principi eretici continuino a piantare la spada nel costato di Carlo, pur di non lasciarlo libero di fare il bello e il cattivo tempo in tutto il mondo. Cio' che il peccatore apprende e' che Iddio misericordioso non manca mai di ricordarci quanto misterioso e insondabile sia il Suo disegno: colui che ci difendeva ora ci minaccia, coloro che ci attaccavano ora ci sono alleati. E allora, sia fatta la volonta' di Dio. Amen.
Ed ecco dunque che il servo risponde con la franchezza richiesta dal suo Signore: la valutazione della S.V. e' sempre stata a mio umilissimo avviso quanto mai lungimirante e repentina. E lo e' stata tanto piu' in quest'ultimo frangente, a tal punto che questo Suo braccio e' sommamente onorato di
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