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villaggi, spargendo al vento dalla sua sacca di tela rossa le ceneri dell'ultimo castello bruciato. Il manipolo di cavalieri in pochi mesi crebbe a dismisura fino a poter contare su molte centinaia di reclute, bene armate, addestrate e leali.
Non di rado, la sera intorno al fuoco i contadini intonano le ballate sulle sue gesta. Con la sola ascia e il coltello cacciava cervi e cinghiali; a Rothenburg, dal centro della piazza, decapito' con un colpo la statua dell'imperatore.
Lo presero a Schwbisch Hall, dopo averlo inseguito e braccato per tre giorni, appiccando fuoco a tre ettari di bosco dove l'avevano visto scomparire. Nascosero in fretta il suo cadavere, ma molti non sono affatto convinti che sia morto e giurano che si sia salvato tuffandosi nelle acque di un fiume sotterraneo. In ogni villaggio della Selva Nera c'e' qualcuno che dice di averlo visto cavalcare al tramonto nel fitto della foresta, brandendo la spada, pronto a tornare per rendere giustizia agli umili.

***

A messer Thomas Mntzer, maestro di tutti i giusti nella retta fede, predicatore illustrissimo presso la chiesa di Nostra Signora in Mhlhausen.
Maestro nostro,
le notizie che mi giungono riguardo a Voi e alla Vostra schiera di eletti, mi danno ormai certezza che la mano del Signore e' sul Vostro capo, dopo le mille difficolta' e l'aspra umiliazione di Weimar, di cui mi rammarico non avervi avvisato in tempo. Proprio il Dio che ha in odio i potenti ha innalzato gli umili e si prepara a rimandare i ricchi a mani vuote, soccorrendo Israele, suo servo, come aveva promesso.
Non c'e' da perdere tempo: i principi sono disorientati, poiche' l'area colpita dalla rivolta e' troppo vasta, e il fuoco della fede incendia ogni giorno i cuori e il territorio della Germania. Sebbene il reclutamento prosegua incessante, non pochi sono gli impedimenti che incontrano nel dare vita a una repentina manovra.
Tra tutti, il giovane Filippo, langravio d'Assia, e' il piu' solerte, ma le sue truppe non sono compatte, si spostano lentamente e incontrano continue difficolta', a causa di un susseguirsi di imboscate e assalti da parte dei contadini di ogni regione. Non tutti i governanti, poi, si rendono conto che la cosa riguarda ciascuno di loro, che verranno abbattuti uno dopo l'altro, e cosi' chi crede di poter controllare la situazione a casa sua, concedendo qualche beneficio e facendo promesse, non accenna a voler rischiare la battaglia. Il dottor Lutero, dietro consiglio di messer Spalatino, e' stato nella regione di Mansfeld, per placare l'ira dei contadini ma non e' stato in grado di arrestare la rivolta, ottenendo soltanto lanci di pietre e insulti. L'Hercules Germanicus e' finito.
e' tempo, Maestro: lasciate respiro ai principi e devasteranno le nostre campagne, a costo di perdere il raccolto dell'anno, fino a che l'ultimo germoglio di grano sara' cenere e la testa dell'ultimo contadino non sara' caduta. Chiamate dunque a raccolta gli eletti, affinche' non si disperdano. A sud di Mhlhausen il Dio degli eserciti ha gia' vinto molte battaglie, mentre a nordest la situazione e' piu' incerta. Se muoverete compatti in quella direzione, i principi non potranno stare a riflettere, dovranno cercare di fermarvi a ogni costo, e il Signore, grazie alle vostre spade, fara' giustizia una volta per tutte.
Non temete lo scontro aperto: e' proprio in quello che il Dio degli eletti mostrera' di esservi a fianco. Non indugiate: l'Onnipotente vuole trionfare grazie a Voi.
State saldo, dunque, e il Signore Vi illumini: il Regno di Dio in terra e' prossimo.
Qoe'let
il giorno primo del maggio 1525

Primo giorno di maggio. Le truppe di Filippo d'Assia erano gia' alle porte di Fulda, in forze, pronte a espugnarla. Si mossero rapide. Non incontrammo un esercito in difficolta'.
Qoe'let. La terza missiva di un informatore prodigo di dettagli riservati a pochi, come per la vicenda di Weimar.
Missive importanti, che avevano conquistato la fiducia del Magister. Mi riecheggia nella testa quella decisiva
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