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stessa, senza dover piu' sottostare alle loro regole.
C'e' un attimo di silenzio, un rapido sguardo tra Pfeiffer e il Magister. Sotto il tavolo, un grosso cane grigio si accoccola sui miei calzari: gli accarezzo un orecchio mentre Pfeiffer prende la parola.
- Amici, lasciate che vi chieda perche' dovremmo scendere a patti con un nemico che abbiamo gia' battuto. Come avete detto, la popolazione e' dalla nostra parte, la citta' puo' essere difesa senza bisogno della sbirraglia municipale, possiamo farlo noi, senza difficolta'. Che interesse abbiamo a mantenere in Consiglio dei grassi mercanti?
Aspetta che le parole vadano a segno, poi riprende.
- Thomas Mntzer ha una proposta che mi sento di appoggiare di cuore. Buttiamo fuori le corporazioni e i birrai e diamo vita a un nuovo Consiglio.
Il Magister interviene d'impeto: - Un Consiglio Perpetuo, eletto da tutta la cittadinanza senza alcuna distinzione. Che ogni rappresentante e magistrato pubblico possa essere destituito in ogni momento, se gli elettori riterranno di non essere adeguatamente rappresentati e amministrati da lui. Il popolo potrebbe poi organizzarsi in assemblee periodiche per giudicare complessivamente dell'operato del Consiglio.
Hlm, perplesso, si liscia la barba con nervosismo: - e' un'idea ardita, ma potreste anche avere ragione. E come proponete che si organizzi la tassazione?
e' Pfeiffer a rispondergli: - Che ognuno versi nelle casse municipali in base a quello che ha. Deve essere consentito a tutti di sfamare e vestire la propria famiglia. Per questo una parte delle tasse verra' destinata all'aiuto dei poveri e dei nullatenenti, una sorta di cassa di mutuo soccorso per l'acquisto del pane, del latte per i bambini, e tutto il necessario.
Silenzio. Poi un mugugno dal profondo del torace di Peter, il contadino scrolla la testa.
- Tutto questo va bene per la citta', - le parole sdentate escono male, - ma cosa cambia per noi?
Briegel: - Non vorrete che Mhlhausen si faccia carico di tutti i casolari della regione, spero!
Il cane si e' stancato di me e rotola piu' in la', un calcio del padrone di casa lo fa allontanare svogliato. Si accuccia in un angolo e si mette a rosicchiare un osso polveroso.
Peter ricomincia: - I contadini lottano. I contadini devono sapere per cosa lo fanno. Noi vogliamo che questa citta' e cosi' anche tutte le altre che decidono di appoggiarci sostengano le nostre richieste ai signori.
Non sta guardando Hlm ne' Briegel, ma Pfeiffer, dritto negli occhi.
- Noi vogliamo che i dodici articoli siano approvati da tutti.
Rido tra me, pensando che sono stato io a leggerglieli, proprio ieri, quando il testo e' arrivato in citta' fresco di stampa.
Pfeiffer: - Mi sembra una proposta ragionevole - guarda Hlm e Briegel, zitti. - Amici, la citta' e la campagna non sono niente l'una senza l'altra. Il fronte deve rimanere unito, i nostri interessi sono comuni: una volta scacciati i grandi faccendieri saranno i principi a pagare!
Il suo incitamento rimane per un attimo sospeso sulla tavola, poi: - E sia - sbotta Hlm. - Che i dodici articoli siano approvati dalla citta' e inclusi nel nostro programma. Ma prima di tutto risolviamo le questioni qui, altrimenti finisce tutto in merda.


Capitolo 25
Eltersdorf, fine gennaio 1527

Questa notte ho sognato Elias.
Camminavo di notte a piedi nudi per un sentiero tortuoso, lui era al mio fianco. D'improvviso, davanti a noi si alzava una parete di roccia bianca con una stretta fessura sopra le nostre teste. Elias mi sollevava di peso e riuscivo a infilare la testa nel buco. Mi facevo passare la torcia per guardare meglio: una specie di lunga galleria umidiccia. Una volta dentro capivo che lui non avrebbe mai potuto raggiungermi, la parete non aveva appigli. Allora tornavo indietro, ma era gia' sparito. Con la fiaccola in mano, a fatica, cominciavo a strisciare in quell'angusto passaggio.

Mi sono svegliato e ho atteso che il gallo di Vogel scandisse l'inizio di un altro giorno di fatica. Il fantasma di Elias non
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